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Intervista a Mike Ferrentino di Santa Cruz | parte prima

Ecco la prima parte dell'intervista al capo marketing di Santa Cruz 

nb. intervista a cura di Guitar Ted: mentre Grennygear è fuori a provare questa 29er e a scriverne il resoconto, abbiamo utilizzato questo tempo per intervistare Mike Ferrentino, il capo marketing di Santa Cruz. Eccovi l'intervista elettronica. Traduzione a cura di 29pollici.com

• Domanda: Santa Cruz è arrivata un pò in ritardo al ballo delle twentyniners. Quale è stato il motivo? Una questione tecnica di tempistiche? Scetticismo? Oppure timore?

• Mike Ferrentino: Se dicessi un pò di tutte e tre? Okay, seriamente. Siamo un'azienda relativamente piccola, senza un'enorme forza di lavoro nè di soldi e come tale possiamo lavorare solo su un certo numero di progetti alla volta.

Vi racconto una storia. Alcuni anni fa, proprio nel momento in cui le 29ers stavano crescendo ed il nostro responsabile delle vendite ci aveva incitato perchè anche la nostra azienda entrasse in questo settore, ebbene, quel momento coincideva con la revisione della Blur LT, ricordiamo, la mtb con cui abbiamo lanciato l'ultima generazione della sospensione VPP.

Quel modello era il risultato di un duro lavoro di ben due anni da parte dei nostri ingegneri, ed oltre ad altri miglioramenti sul lavoro dell'ammortizzatore e altre caratteristiche della sospensione, veniva incorporato un profondo cambiamento del sistema, i collegamenti, le bielle, i materiali, davvero tutto. Inoltre nessuna di quelle soluzioni era disponibile sul mercato. Dovemmo fare tutto da noi, creare questi pezzi in casa;  testarli fino alla rottura, rifarli nuovamente modificati e così via fino a quando le cose non andavano secondo noi in modo adeguato. Subito dopo aver aggiornato la Blur LT era il momento della Nomad e nel mentre si stava sviluppando la Blur XC in carbonio.

Nello stesso modo immediatamente dopo la Nomad e la Blur Carbon era il momento di lavorare sulla Driver 8. Seguita immediatamente dalla Blur LT questa volta in carbonio.....  ovvero c'erano già una serie di scadenze ben precise da rispettare.

Per rendere l'idea la nostra organizzazione è composta da 3 ingegneri, un meccanico 'macchinista' ed uno specialista sulla fabbricazione dei telai in serie. Abbiamo un laboratorio per i test dove analizziamo tutti i prodotti direttamente nella nostra ditta. Ecco così che TUTTO il personale dedicato allo sviluppo dei prodotti, alla loro prova, e a tutto quello che riguarda la rifinitura e la messa in pre-produzione era realmente già carico di lavoro precedentemente programmato.

Molto più semplicemente, il Tallboy doveva aspettare il suo turno, come uomo marketing avrei preferito averlo disponibile prima, ma nel mondo reale quando si ha un numero Y risorse si può solo fare un numero X di cose in un determinato lasso di tempo.

E comunque si, c'erano e ci sono tuttora degli scettici.

Così come nella vita reale, alcuni si sono immediatamente innamorati delle 29ers, altri non lo faranno mai.

tallboy_frontFoto: di Jeff J.

• Domanda: Così quando avete deciso di muovervi lo avete fatto in maniera molto decisa con la Tallboy. Un telaio in carbonio da 4 pollici d'escursione e con il sistema VPP....wow.

Come è nata l'idea del progetto in questi termini? Ci sono state lunghe riunioni per un'impegno simile. E perchè non iniziare con l'alluminio?

 

• Mike: Allora, con il carbonio abbiamo dovuto affrontare una curva d'apprendimento davvero ripida, e siamo stati scioccati da alcuni valori di forza e di resistenza che si potevano raggiungere con questo tipo di materiale. Più imparavamo e migliori diventavano i telai. Per non dire che stavamo ottenendo queste prestazioni sempre ad un peso inferiore dell'alluminio.

Durante i nostri primi test, che avevano a che fare con analisi comparative - si comprano bici dei competitors, si guidano, si rompono - una cosa su cui tutti eravamo d'accordo era che in linea generale la flessione media delle 29ers in oggetto era superiore a quella che reputavamo giusta.

Molti dei telai che abbaimo provato, che erano già allora riconosciuti flettevano o erano morbidi, o come si vuol dire. E così anche per alcuni set di ruote.

La fibra di carbonio, permette di migliorare una caratterisica indesiderata (in questo caso la flessione) in modo piuttosto semplice. Chiaramente, questo avrebbe significato che il prezzo del telaio sarebbe salito ma ci avrebbe permesso di creare una 29 pollici come quella che davvero ci sarebbe piaciuto guidare.

Anche il sistema VPP per la sospensione era una scelta logica (almeno dal nostro punto di vista). Inoltre ci sono già diverse 29er con sistema a singolo pivot o hardtail. E arrivando in ritardo al 'party' era meglio portare qualcosa che ci differenziasse.

Il sistema VPP è il nostro fiore all'occhiello e permette alcune caratteristiche di guida di cui siamo davvero contenti.

Questo sistema dalle bielle e dagli snodi corti e rigidi su perni di dimensioni oversize insieme alla rigidezza dello chassis anteriore permette di ottenere quel tipo di guida che era una delle nostra priorità.

 

1x10_tallboy• Domanda: Spesso abbiamo incontrato mtb con sistemi a link corti che erano un misto di cose buone e altre meno, messe insieme per cercare di ottenere quello che il progettista desiderava. Quale è secondo Santa la migliore caratteristica del sistema VPP? Cosa è che lo differenzia da una mtb con il DW o con il CVA?

• Mike: Ok, parliamo del VPP. Ci sono diversi modi per configurare un sistema di tipo multi-link e si può anche dire che là fuori sia pieno di buoni e cattivi esempi.

Dal nostro punto di vista la caratteristica chiave di questo sistema è come la corsa della sospensione evolve durante il suo funzionamento. Non potremmo sottolinearlo mai abbastanza. Corsa della sospensione, corsa della sospensione e ....corsa della sospensione.

Il disegno ed il posizionamento degli snodi nell'attuale VPP permette di avere all'inizio della corsa un'andamento leggermente degradante che poi si appiattisce e diventa lineare per aumentare verso la fine. Se doveste guardare il grafico della curva ammortizzante del nostro sistema dall'alto al basso sarebbe una specie di smiley invece di un sistema lineare che avrebbe una linea orizzontale oppure una linea inclinata un pò ascendente.

Cosa c'è di buono in questo andamento della sospensione? C'è che assomiglia ad uno smiley e tutti amiamo questo tipo di faccine!

Ora, finendola con gli scherzi.... Un'andamento della curva in discesa permette una guida molto morbida ed ammortizzante, garantendo alla sospensione di rispondere facilmente agli impatti più leggeri del terreno poco sconnesso, inoltre dà una sensazione come se ci sia più escursione a disposizione, avvertibile in particolare quando si è verso la metà della corsa dell'ammortizzatore.

Quando pero, i colpi diventano più importanti, come i salti oppure hanno una maggiore differenza d'accelerazione, l'andamento della sospensione che diventa esponenzialmente più duro permette di non andare a fondocorsa . Questa curva di lavoro della sospensione, insieme al posizionamento delle giunzioni permette alla bici di rimanere indifferente all'azione della pedalata nel maggior numero di rapporti possibile ed allo stesso tempo di avere un'assorbimento molto dolce degli urti.

La curva della sospensione è solo una parte di quello che offre il VPP, il disegno degli snodi ed i materiali utilzzati sono il resto. Ad esempio gli snodi e le bielle corte resistono meglio alle flessioni. Vengono utilizzati perni in alluminio di grande diametro che da un lato si avvitano nel telaio e dall'altro hanno una testa ad espansione per bloccarsi perfettamente;  tutto si muove su cuscinetti a contatto angolare e vi sono un grande numero di guarnizioni per proteggerli cosi come di ingrassatori per permetterne la lubrificazione e la pulizia. Il risultato finale è un'insieme molto solido tra il triangolo ammortizzato posteriore e quello anteriore oltre ad una bassa manutenzione del sistema.

.... a breve la seconda parte

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