Conosciamo direttamente dal sito Salsa le caratteristiche di quella che sarà la loro biammortizzata da 80mm dedicata alle gare di tipo endurance

Si tratta di una biammortizzata specificatamente sviluppata per l'impiego nelle gare di lunga durata, quindi dalle 24h alle gare endurance e marathon più impegnative.
Ogni aspetto di questa bici è stato attentamente studiato per permettere di eccellere in una gara di 100 km e più. La sospensione posteriore di 80mm, la facilità di rotolamento delle 29ers e la geometria rifinita per dare il massimo in queste situazioni insieme un telaio d'alluminio particolarmente leggero (meno di 2700 grammi incluso l'ammortizzatore posteriore) la rendono una 29er davvero unica. Naturalmente per arrivare a questo risultato anche le soluzioni tecniche adottate sono molto particolari.
Intanto se dovessimo classificare le caratteristiche di guida della Spearfish vedendo la sua geometria potremmo dire che l'intento di Salsa è stato quello di ottenere una mtb scattante, che tende ad essere stabile sia su terreni veloci che in quelli più tecnici.
La genesi
Quello della Spearfish è un progetto che ha visto impiegate diverse persone all'interno di Salsa per circa due anni di lavoro prima di arrivare a questo risultato finale. Intanto questa 29er prende il nome da una città del South Dakota nelle Black Hills, famosa anche perchè nei suoi dintorni viene disputata una gara di endurance la Five-O 50 miles (gara di circa 80 kilometri). Il terreno di questa competizione è composto in parte da singletrack tortuosi, ma per lo più da salite e discese piuttosto veloci su strade sterrate ma mai troppo accidentate.
Alcuni ingegneri di Salsa avevano scelto la Dos Niner come biammortizzata per competere a questo evento; appena finita la gara è nato subito un dibattito interno fatto di idee e confronti riguardo quello che sarebbe dovuto essere l'aggiornamento della ormai gloriosa Dos Niner.
La Dos Niner infatti è stata la prima twentyniner di Salsa e la sua prima versione risale al 2006, era quindi il momento di pensare ad un rinnovo radicale di questa bici o meglio di una biammortizzata di minore escursione.
Infatti i ragazzi di Salsa hanno ritenuto fondamentali alcune cose 'imparate' grazie a quella gloriosa softail ma credevano che fosse il momento di creare un progetto completamente nuovo e 'moderno' di quella che sarebbe dovuta diventare la nuova biammortizzata da usare in gare di tipo endurance.
Ecco così che i tubi della Spearfish sono realizzati da una nuova lega di alluminio serie 6000 chiamata EV6, e le tubazioni del triangolo principale sono di tipo hydroformato per aumentare al massimo la resistenza e la rigidità complessiva del mezzo.
Questo permetteva allo stesso tempo di creare tubazioni con uguali capacità di resistenza alla fatica ma ad un peso leggermente inferiore ed anche un costo più accessibile di quello possibile con le tubazioni serie 7000 in scandium utilizzate precedentemente.
Si sono così dedicati a studiare una vera cinematica della sospensione anche se questa avrebbe dovuto avere 'solo' 80mm di escursione. Ed ecco qui che quello impartato con la Dos Niner è venuto fuori: la forma e le caratteristiche dei foderi posteriori infatti permettono a quelli alti di essre flessibli.
In questo modo con una flessione di circa 5mm si poteva eliminare la necessità di uno snodo posteriore, andando nel contempo a diminuire il peso, la complessità e quindi manutenzione del sistema ma aumentandone la rigidità laterale. Questo tipo di concetto si vede già in altre soluzioni Salsa come la 29er biammortizzata da 100mm Big Mama.
Cerchiamo ora di capire dal punto di vista della cinematica cosa hanno voluto creare i progettisti per questa bici. Intanto è nata per essere utilizzata con una forcella anteriore da 100mm di escursione, poi il telaio in tutto utilizza solo 6 cuscinetti complessivi ed una sola bielletta che regola il movimento di compressione dell'ammortizzatore. Quindi invece di un tradizionale sistema multilink anche la sola biella permette un risparmio di peso. Il posizionamento degli snodi e di questo link fanno sì che la sospensione abbia una risposta molto particolare. Infatti la curva di compressione ha un caratteristico disegno a Smile. Questo permette un'immediata regolazione del sag, ed un ottimo assorbimento dei colpi medio/piccoli quando l'ammortizzatore lavora nella metà della sua corsa, mentre tende ad indurirsi verso il finecorsa, per resistere meglio agli impatti più forti. La pedalata riesce ad essere efficiente e a minimizzare quello che si chiama effetto 'bob' (da bobbing ovvero l'effetto di rimbalzo) anche durante gli sforzi più intensi fatti in piedi sui pedali.
Tutto questo può essere riassunto in poche parole, una 29er leggera,agile e scattante nella pedalata. Un telaio biammortizzato in alluminio dal peso complessivo di ammortizzatore inferiore ai 2700 grammi non è un risultato di poco conto.
Abbiamo visto un pò più nello specifico i materiali e l'idea dietro alla sospensione, ma per creare una vera bici da gare endurance ci vuole anche altro. La geometria infatti ha delle caratteristiche peculiari altrettanto interessanti.

In Salsa hanno lavorato molto anche in quel senso grazie a diversi prototipi. Il risultato è stato una mtb leggermente più lunga e stabile di quella che si potrebbe preferire in una gara di neanche 2 ore. Il carro di 455mm (che per una biammortizzata da 29 è comunque un carro piuttoso corto), un movimento centrale basso, ed un agolo di sterzo non troppo verticale (71°) creano una guida più facile e prevedibile; idonea a perdonare anche gli errori che la mancanza di lucidità portano quando le ore in sella aumentano.
La posizione complessiva del pilota sempre comunque ben posizionato 'all'interno' delle ruote da 29 pollici, agevola la trazione in salita, aiuta nello scendere con fiducia ma rende il sistema uomo/macchina perfettamente bilanciato per permettere di curvare come se si fosse su dei binari.
Tra le altre caratteristiche peculiari per amentare le performance di questo telaio, l'adozione di una serie sterzo conica di tipo Inset zero-stack sia superiore che inferiore e del movimento centrale BB30 press-fit per irrigidire al massimo la zona di trasferimento della potenza.
Il telaio è compatibile sia con le nuove trasmissioni 2 X 10 che con la tradizionale tripla, e può ospitare ruote fino a 2.25 pollici di larghezza. Inoltre il passaggio dei cavi è di tipo full length (le guaine sono senza interruzioni) per poter sottostare alle condizioni climatiche peggiori senza dare problemi.
Ecco in sintesi i punti salienti:
• telaio in alluminio EV-6 Extralite
• 80mm di escursione verticale posteriore
• ammortizzatore posteriore Rock Shox Monarch R air shock, lunghezza di 165mm (6.5”) tra gli occhielli, 38mm (1.5”) escursione
• Cuscinetti sigillati (2 cuscinetti di tipo 6900-2RS e 4 cusicinetti 698-2RS)
• Serie sterzo conica 1-1/8” – 1.5” (calotta superiore 44mm zero-stack, calotta inferiore 56mm zero-stack)
• Progettata per l'utilizzo di una forcella anteriore da 100mm di escursione
• Movimento centrale di tipo Press-Fit BB30, larghezza 73mm
• Compatibile con guarnitura doppia a 10 velocità o tripla a 9
• mozzo posteriore da 135mm x 10mm
• Possibilità di utlizzare coperture fino a 2.25 pollici di larghezza
• Attacco freno posteriore ISO 51mm
• Attacco cambio posteriore sostituibile
• Diametro reggisella: 31.6mm
• Diametro e tipo deragliatore anteriore: 34.9mm , tiraggio dal basso
• Diametro chiusura reggisella 35.0mm
• Triplo passaggio cavi con guaine per l'intera lunghezza
• Attacco borraccia anteriore
• Telaio comprensivo di collarino reggisella Salsa Flip-Lock
• Peso ndel telaio con ammortizzatore e collarino sella : Small 2400 grammi, Medium 2500 gr., Large 2650 grammi ed XLarge 2700 grammi
• Colore: Green Machine (verde)
La disponibilità in Italia di questo telaio è prevista per gennaio 2011 e sarà disponibile sia come solo telaio che con i moduli, i prezzi sono ancora da definire.

