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Anteprima Geax ecco i tubolari per le 29er

Se ne è sentito parlare da tempo ormai, grazie a due biker nostrani su tutti: marcopelle/skincarbon e il toscanaccio petit napoleon che, per primi, si sono messi a sperimentare la soluzione tubolare applicata alle mtb 29er 

Testo e foto di Yoda

tubolar-lat2Sono sempre stato un po’ scettico circa il loro utilizzo ma, un bel giorno, mi vedo recapitare un bel pacchetto con dei nuovi prodotti geax da testare.

Premetto che si tratta di prototipi in pre-produzione ad oggi in uso ad alcuni atleti di livello nostrani e U.S., per cui mi ritengo fortunatissimo a poter scrivere queste impressioni!

Se il tubolare ormai si era già visto sulle biciclette di lorenza menapace, la primizia assoluta è il cerchio specifico prodotto da geax.

Ma andiamo con ordine.

 

Per chi non sapesse di cosa si stia parlando, il tubolare è una sorta di copertura chiusa, dalla sezione tonda con all’interno una camera d’aria in lattice molto leggera.

Tale copertura viene incollata su di un cerchio specifico (è di profilo piatto, non ha la gola e i fianchi che agganciano il copertone come accade nei sistemi tradizionali). Questa sua caratteristica permette un utilizzo a pressioni scandalosamente basse in quanto vengono scongiurate totalmente (o quasi) le forature da pizzicamento.

 

tubolar-partIl tubolare Geax Saguaro 29x2,0, in particolare, ha una struttura a 290tpi (caso molto raro in ambito tuboalari).

Significa che per ogni pollice quadrato ci sono ben 290 tele (in cotone) e di conseguenza pochissima gomma. Questa soluzione permette di avere un tubolare molto morbido di struttura che ha una facilità nel deformarsi e assorbire le asperità che ha del miracoloso.

Il peso di questa copertura non è dei più bassi, siamo intorno ai 750 grammi, ma ha una robustezza garantita e già testata sui modelli da 26” spesso superiore ai prodotti della concorrenza.

 

Per quanto riguarda il cerchio specifico mtb da 29”, presenta una struttura più larga dei “cugini” da ciclocross, è specifico per freni a disco (non possiede la pista frenante rettificata) ed ha un peso di ottimo valore, 400 grammi circa (siamo sui livelli degli ottimi stan’s no tubes ztr355).

 

A livello peso, quindi, tra cerchio e tubolare siamo abbastanza allineati alla versione classica (naturalmente prendendo in considerazione la copertura Geax Saguaro 29x2,2 folding che di solito utilizzo su cerchi no tubes con il lattice e senza camere d’aria) quindi è possibile fare un raffronto diretto in quanto sono abituale utilizzatore delle stesse coperture nelle due varianti.

 

Itubolar-frontl montaggio sul cerchio avviene senza difficoltà (ma bisogna essere capaci a fare tale operazione pena lo sporcarsi di mastice fino ai gomiti!) e la centratura sul cerchio avviene quasi da sola, senza dover rientrare ulteriormente la copertura sul cerchio.

Per il primo test ho utilizzato una pressione di 2 bar, per provare.

 

La scorrevolezza sembrava eccellente, ma sulle asperità non mi sembrava di dover urlare al miracolo.

Ma ecco che, dopo aver portato la pressione a 1,6 all’anteriore e 1,8 al posteriore, i benefici del tubolare sono magicamente apparsi. Ho voluto provarli sulla mia single speed full rigid per non avere interferenze nel mio giudizio e vedere la risposta reale di queste gomme senza nessun filtro dato da sospensioni o trasmissioni.

 

SENSAZIONALE!!!

La bicicletta pare viaggiare su un cuscino d’aria, le asperità vengono filtrate in modo incredibile, nessuna vibrazione  arriva dal terreno tranne le buche più grosse.

Sul veloce si può finalmente spremere tutta la leggerezza della SS rigida senza che il terreno rimandi indietro al biker tutte le sollecitazioni e vibrazioni. Nelle salite la coperture posteriore (montata in senso traction per non perdere preziosa aderenza nelle salite più dure!) scarica a terra tutta la potenza che la mia single speed richiede, la carcassa si deforma sui sassi più grandi senza perdere aderenza. In discesa l’anteriore da una fiducia impossibile da descrivere (si può forse paragonare ad una gomma di sezione ben più generosa e più artigliata).

Mi è capitato di arrivare ad un “fondocorsa” (nel senso che ho avvertito il classico rumore del cerchio che urta un sasso) classica causa di una pizzicatura, senza però avvertire il conseguente psssss della gomma che si è tagliata.

Il cerchio non ha subito nessun danno, nemmeno il tubolare.

 

Riassumendo, quindi, mi sento di consigliare ad ogni agonista di sperimentare la soluzione full rigid-tubolare, in quanto da una sensazione nuova di comfort e motricità, unita ad un minor peso complessivo, che proietta in una dimensione nuova del mtbiking.

 

tubolar-latUnico limite, per l’utilizzatore “montano” resta l’impossibilità di riparare sul campo una eventuale foratura grave (quando il lattice preventivo non riesce ad arginare il problema) in quanto un tubolare, per essere riparato, deve essere scucito, riparato e re incollato.

Insomma, nella maggioranza dei casi, un tubolare tagliato viene buttato via, uno forato, con sana pazienza, si può riparare!…

 

Parliamo della soluzione dei tubolari in questo thread di hubpub

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