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Vi ricordate alcuni mesi fa, quando abbiamo dato notizia della prossima hardtail da 29 pollici in carbonio di Kona? Ebbene, i loro progetti non finivano lì...
Il mercato, in questo periodo di nuove presentazioni per la gamma 2012, è sempre più incentrato intorno alle 29ers che da semplice 'fenomeno' quale potevano essere considerate negli anni passati, si stanno trasformando nel nuovo campo per rappresentare le vere innovazioni che riguardano la Mountain Bike nel suo complesso.

Non c'è giorno, in cui non leggiamo l'annuncio di un prodotto completamente nuovo e mai di un semplice update. C'è un fermento davvero unico e ci sentiamo di dire che mai come in questi due anni è capitato all'intero settore quello a cui stiamo assistendo oggi.
Pensateci un attimo, quando mai in passato vi è capitato di scoprire spesso anche con assoluto stupore che non una, ma diverse case stavano presentando dei progetti di mtb fino a quel momento inesistenti?
Di recente è accaduto con Scott e la sua Spark da 29, poco prima era successo con l'anteprima del prototipo della Scalpel 29 di Cannondale, senza considerare che la settimana passata è stata presentata la nuova GT Zaskar 100 29er, e sempre poche settimane fa abbiamo scoperto della nuova gamma Fate di Specialized. E non abbiamo neanche nominato le innumerevoli 29 pollici presentate non solo dai Big del mercato.
Si accende il computer, ci si collega in rete e si scopre che arriverà una mtb che mai ci si sarebbe aspettati.
Tutte però con un unico denominatore: le ruote da 29 pollici.
Finita questa breve premessa è con questo stupore che scopro oggi (grazie ad una soffiata del nostro forumendolo carbs29, quello che ci ha tenuti aggiornati durante la passata Sea Otter) che Kona, storico marchio Canadese, molto affine al mondo All-Mountain e Freeride, ha appena mostrato un prototipo di una prossima 29er biammortizzata.
Ma vediamo di scoprire meglio questo progetto.
Intanto il nome: si chiamerà Satori ed avrà ben 130mm di escursione.

Kona proprio per il suo DNA si discosta quindi da quello che oggi era il settore più dinamico (le 29ers da 100mm) proponendo un modello che sposa quindi appieno la propria filosofia e dove il suo know-how di decine d'anni può diventare un reale valore aggiunto.
Una bici per le situazioni più tecniche ed i terreni più ostici da affrontare sempre aggressivamente.
Il nome non è stato scelto a caso infatti nella tradizione Zen e Buddista il SATORI è un lampo di consapevolezza improvvisa, praticamente di illuminazione ed è considerato il primo passo verso il Nirvana.
Un immagine che viene utilizzata per poter descrivere questa situazione è come se al risveglio ci si trovasse con un paio di braccia in più. Certo la cosa potrebbe essere vissuta anche malamente...... ma in un ottica 'positivistica' questa situazione apre sicuramente nuove possibilità fino a prima del tutto impraticabili.

Comunque ritornando al progetto, come abbiamo visto è frutto di ben 8 anni nella produzione e sviluppo di 29ers. Ricordiamo infatti che Kona con la sua Unit (hardtail in acciaio singlespeed) è stata una delle prime aziende di grandi dimensioni ad occuparsi di 29 pollici.
La Satori ha l'obiettivo di essere il più possibile maneggevole, e di offrire una sospensione efficiente e semplice in un pacchetto allo stesso tempo esteticamente accattivante, il più possibile leggero ed anche rigido. E di certo questi non sono obiettivi di poco conto.
Sviluppata su un sistema a 4 link (4 Bar Suspension), si differenzia da altri progetti Kona per l'utilizzo di una biella Swing Link invece della tradizionale Walking Beam in modo da mantenere un disegno generale molto aggressivo ed il massimo standover possibile. Altra caratteristica interessante è il carro posteriore corto che contribuisce alla massima maneggevolezza della bicicletta specie quando la velocità è la migliore arma possibile per affrontare terreni tecnici.

L'ispirazione della bici, arriva dal reparto vendite Americano, dove molti addetti sono dei veri entusiasti delle 29ers e sono praticamente tutti dei bikers molto tecnici a cui piace mettere sotto pressione le proprie bici nelle loro uscite.
L'angolo di sterzo è piuttosto rilassato con 68° ed allo stesso tempo il tubo è il più corto possibile per ridurre al massimo l'altezza complessiva. L'escursione ripetiamo è di ben 130mm.
Questo, insieme alle altre caratteristiche non ne limita però le capacità arrampicatrici, permettendo a questa 29er di essere presa in considerazione anche durante le uscite con le salite tecnicamente più difficoltose. Si propone infatti come mezzo per chi vuole usare una 29er ed affronta situazioni con terreni molto accidentati dove la grande escursione e le ruote da 29 pollici permettono di ottimizzare al massimo le energie.
Il telaio è costruito in alluminio 6061, leggero ma rigido ed adeguatamente resistente. La 29er adotta l'asse posteriore da 142x12 e davanti una RockShox Revelation con Maxle 20mm. L'ammortizzatore posteriore è un Fox Float RP2 XV, con camera d'aria ingrandita in modo da offrire un andamento meno progressivo garantendo le qualità ammortizzanti lungo tutta l'escursione.
Per il resto il montaggio prevede un manubrio da 710mm di larghezza, set di ruote Easton Vice e coperture Maxxis Ardend da 2.4" all'anteriore e 2.25" al posteriore oltre ad un montaggio SRAM X7/X9.
Il prototipo che vedete in queste foto ha un peso di circa 27.5 libbre (circa 12,5 Kg), che saliranno in produzione a circa 28 - 29 libbre (13 Kg).

Disponibilità?
Nell'autunno appena finite le più importanti fiere mondiali.
L'annuncio come per la precedente hardtail in carbonio è stato dato direttamente dalle pagine del loro blog.
E così anche oggi una bella news; non è vero???
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