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Durante il 2010 abbiamo avuto modo di provare velocemente la Stumpjumper FSR 29, ora possiamo fare la stessa cosa (in Colorado su un terreno ancora più idoneo di quello di Keystone) con la prossima Stumpjumper FSR 2011
Articolo tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com
Nota dell'editore: Grannygear è ritornato a casa ma non significa che non ci saranno ulteriori resoconti su quello che è stato presentato recentemente in Colorado durante l'appuntamento con la stampa di Specialized. In questo articolo l'esperienza di prova della Stumpjumper Expert FSR.

Incominciamo con alcuni dei cambiamenti rispetto al modello precedente.
Per l'anno 2011 la FSR 29 sarà disponibile in due versioni: la Expert (con componentistica più leggera e sofisticata) e la Comp. Entrambe vedono un incremento dell'escursione anteriore grazie all'uso di quella che sarà la prossima Reba RLT aftermarket da 140mm ma ridotta a 130mm e costruita apposta da RockShox per Specialized in modo da bilanciare perfettamente i 130mm di escursione posteriore.
Ecco in dettaglio la RockShox Reba RTL 29 per la Specialized, molla ad aria, serie sterzo conica in alluminio, 45mm di offset (rake), aggiustamento della compressione e del ritorno, valvola floodgate, mozzo ad asse passante Maxle SL da 20mm e come accennato escursione portata a 130mm.
La Expert adotta il sistema Brain al posteriore e la Comp utilizzerà il Fox Triad 2 con bloccaggio. Entrambe le configurazioni garantiranno 130mm di escursione al posteriore.
La nuova FSR avrà una ruota posteriore DT Swiss con 36 raggi su un mozzo 520SL custom, e su cerchio in alluminio largo 26mm. Per questa mtb non verrà adottato il sistema con battuta da 142mm presente invece nelle Epic, ma verrà usato il quickrelease RWS ad asse passante di DT.
Per la guarnitura le pedivelle saranno le carbon S2200 in configurazione doppia con corone da 22/33 per la Expert ed in allumino per il modello Comp. All'esterno è presente più un ingranaggio che fà da fermo per la catena che non un vero e proprio bash guard. Per il mercato USA la versione Expert sarà disponibile anche come solo telaio.
Ok…. ma come và questa 29 pollici?
Appena ci si sale sopra le FRS sembra una bici grossa. Bisogna dire che questa sensazione sparisce dopo un pò d'utilizzo. Inizalmente l'anteriore sobbalzava un pò in particolare nei tornanti, ma con un piccolo aggiustamento di peso la situazione è migliorata. Le coperture sono le Purgatory, e con un angolo di sterzo di 69,5° e 130mm di escursione ci si trova spesso a dire: " ….in questa sezione avrei potuto andare ben più forte"…. le radici e i drop rocciosi non sono proprio un problema.
L'ammortizzatore posteriore Brain sulla Expert è la ciliegina sulla torta e risponde perfettamente all'utilizzo a cui è chiamato ovvero quello di permettere una pedalata più forte senza sentire ondulazioni fastidiose.
Rispetto a quello provato sulla Epic sembra abbia un settaggio più aperto e libero. C'è da dire che probabilmente per l'utilizzo di questa 29er l'adozione del Brain non è importante ed efficace come per la Epic. E' possibile infatti che molti preferiscano l'adozione di un più semplice sistema con Pro-Pedal, meno peso e meno manutenzione.
Un accessorio invece a cui sicuramente non avremmo potuto rinunciare è il Command Post (reggisella con comando remoto) presente di serie sulla Expert mentre per la Comp è solo predisposto.
Per questo tipo di terreni in Colorado e con questa configurazione di bici ha lavorato perfettamente, mentre di solito non è una soluzione che amiamo, ma è principalmente una questione di abitudine che deriva dal suo utilizzo continuativo.
Le impressioni generali della bicicletta possono essere riassunte in una sola parola. Giocosa.
E' stata sicuramente la 29er in prova nel Camp Specialized più divertente con cui scendere giù dai sentieri. Il carro posteriore corto la rende abbastanza agile, ma l'escursione generosa e l'angolo di sterzo poco verticale permettono di pompare un pò di più la sospensione e scendere senza indecisioni buttandola a destra e sinistra. Si può dire che ci si può spingere a puntare e colpire gli ostacoli....
Non siamo degli spericolati esagerati e quindi non ne decanteremo le doti nei drop più estremi, possiamo però affermare che sarebbe una mtb con cui divertirsi al massimo durante le più classiche escursioni sui sentieri americani come il Burro Down di Moab. Di sicuro giù dal Porcupine Rim questa 29er sarebbe una mtb che 'spacca'.
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