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Ritchey P29 - Quick Test

Un classico della mtb in versione 29 pollici

Articolo di 'c_g' tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com

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Per gli appassionati e conoscitori dello sport della mountain bike, arrivata in Europa negli anni 80, le biciclette realizzate da Tom Ritchey sono dei veri oggetti di culto.

Da sempre le Ritchey sono sinonimo di acciaio di alta gamma, agli inzi degli anni 90 l'alluminio divenne però il materiale sul quale i maggiori costruttori incominciarono ad investire, relegando l'acciaio specie nelle mtb di alta gamma ad un utlizzo sempre minore fino a scomparire. E' in questo periodo che Tom Rithey iniziò a dedicarsi alla produzione di componenti super leggeri (mercato molto florido per modificare ed upgradare la propria bici) abbandonando la produzione dei suoi stupendi manufatti in acciaio.

Ma ecco che oggi, dopo molti anni ritroviamo nuovamente una mtb con l'iniziale P (che allora stava a significare pound e quindi libbre) che tutti abbiamo conosciuto grazie alle imprese di Thomas Frischknecht.

La nuova Ritchey P29 ricorda tantissimo quelle che erano le classiche bici da gara di Ritchey. Di sicuro è un piacere per gli occhi e le tubazioni Ritchey Logic II di piccolo diametro dai colori blu-bianco-rosso (esattamente come quelli del team) aumentano ulteriormente il senso di unicità di questo modello.

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La bici, uno dei pochi esemplari disponibili oggi in Europa, ci è stata fornita dal distributore tedesco Cosmic Sports GmbH (www.cosmicsports.de) per un test veloce della durata di un paio di settimane.

La vista di questo modello ci ha trasportato immediatamente indietro nel tempo, ma ecco la vera domanda che ci siamo posti non appena l'abbiamo vista: chissà come và?

Non è che i tubi di piccolo diametro non saranno capaci di offrire la necessaria rigidità che ci si aspetta da una 29ers moderna e di alta gamma?

Quale sarà l'interpretazione filosofica di Ritchey per quanto riguarda le 29 pollici?

Ecco cosa abbiamo scoperto.

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Per prima cosa un paio di dettagli tecnici sui tubi. Stiamo parlando di tubazioni in acciaio a triplo spessore con trattamento a caldo. Ma sappiamo che qualsiasi telaio nasconde sempre qualcosa di più di quanto non sembri a prima vista.

Incominciamo dal tubo sterzo, dalle linee molto particolari è adatto per ospitare una serie sterzo integrata da 1" ed 1/8". Tecnicamente questo risultato è ottenuto con una lavorazione CNC che crea una linea sinuosa ed unica tra le due calotte. L'obiettivo come per tutti i prodotti Ritchey è quello di risparmiare al massimo il peso senza però mettere in secondo piano resistenza e qualità.

I foderi posteriori sono di tipo sliding e permettono l'utilizzo del mezzo sia in versione geared che singlespeed (configurazione in cui è stata provata la mtb).

La chiusura della sella di tipo integrato (ai tempi era una delle soluzioni classiche mentre oggi è difficilissimo vederla) rende il passaggio al reggisella quasi invisibile e ci fa chidere perché oggi vengano utilizzate le fasce di chiusura e non più questi sistemi integrati esteticamente molto gradevoli.

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Come anticipato nelle 'vecchie' Ritchey la serie P indicava il peso in libbre, ma non preoccupatevi sulla P29 questa dicitura è utilizzata più semplicemente per il diametro delle ruote visto che il peso della bici montata con una forcella Marzocchi Micro Ti 44 è di appena 22.5 libbre ovvero 10.2 Kg.

Con un peso del telaio intorno ai 2 Kg di certo non stiamo parlando di un telaio super leggero come lo si intende oggi specie in considerazione dei nuovi materiali in carbonio, ma l'obiettivo della P29 è comunque quello di essere una 29er da gara e dallo stile incofondibile.

Vedremo come si comporterà.

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Impressioni di guida: le prime impressioni di guida sono state piuttosto controverse.

Intanto il manubrio stretto da 580mm e l'attacco lungo da 110mm così come un rapporto singlespeed molto lungo (38-15!) molto semplicemente non funzionava né per i nostri sentieri abituali e nemmeno per il nostro stile di guida.

Ma visto che la P29 è offerta come telaio non vediamo nessun problema nell'effettuare le dovute personalizzazioni (esattamente come abbiamo fatto noi). Ecco quindi che abbiamo modificato un po' la regolazione della Marzocchi (dal funzionamento non troppo intuitivo), cambiato pipa e rapporti e siamo ripartiti per le prove.

Dopo le prime pedalate è comunque chiaro che la P29 è una degna erede della serie P di Ritchey.

Rigida, che restituisce un'ottima capacità propulsiva e molto precisa. Come sia riuscito Ritchey a combinare queste qualità in un telaio in acciaio è un segreto ma se non altro dimostra che è possibile. Nessuna traccia di flessione anche nell'utilizzo singlespeed cosa che invece abbiamo riscontrato nelle ruote Crank Brothers (sensazione già provata durante il test della Titus Rockstar).

Anche la posizione di guida è piuttosto allungata anche dopo aver montato un attacco manubrio da 70mm. E nelle situazioni più tecniche la P29 si è dimostrata una vera macchina da XC che richiede capacità di guida anche se grazie all'ottima rigidità la bici si dimostra precisa ed il controllo è buono. Per quanto riguarda il resto delle sue caratteristiche possiamo dire che il feeling è quello di una bici più stabile e questo è dovuto sia al carro posteriore piuttosto lungo (447mm nella sua posizione più corta) ma anche per l'angolo di sterzo di 70°.

La bici sembra andare bene utilizzata come singlespeed anche se i riders più aggressivi o che preferiscono geometrie più spinte devono tenere in considerazione la caratteristica di guida appena citata.

La forcella Marzocchi consente una grande varietà di regolazioni e per questo può variare di molto il suo comportamento ma crediamo che questa mtb possa avvalersi di una forcella rigida ed esprimere ancora meglio il suo potenziale (…peccato che non esista una forcella in acciaio Uni-crown da 29 della stessa casa, o almeno non ancora…).

Tra i componenti che allestiscono la P29, le pedivelle The Hive Ethirteen XCX si sono dimostrate non solo di pregevole fattura e belle esteticamente ma anche estremamente rigide. Anche  i nuovi pneumatici Ritchey Shield 29 ci sono piaciuti, almeno per quanto riguarda le primissime impressioni.

Riassumendo: la P29 è un vero classico moderno.

La qualità è di alto livello, e la risposta del telaio in acciaio ci ha impressionati. Diremmo che la P29 è indicata agli amanti dello stile 'vintage' che vogliono un mezzo comunque performante molto indicato per le gare di tipo endurance dove le qualità smorzanti innate di questo materiale e la sua geometria crediamo possa esprimersi al meglio.

Come bici da XC sembra invece mancare di un po' di 'verve' così come sappiamo quanto siano attenti al peso i corridori di Cross Country che difficilmente potrebbero pensare di utilizzare per questo scopo un telaio di 2 Kg.

La Ritchey P29 sembra combinare la guida e le caratteristiche di una moderna 29 pollici con un look ed un fascino della mountain bike dei tempi che furono in un modo così completo che è difficile non innamorarsi di questa mtb.

Un ringraziamento a Tom Ritchey non solo per le sue creazioni passate ma anche per questa 29er capace di essere retrò e moderna allo stesso tempo.

 

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