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Il personaggio dell'intervista che vi proponiamo è il direttore della tecnologia e dell'innovazione di Reynolds. Scopriamo le peculiarità tecnologiche delle nuove ruote in carbonio MT29 che abbiamo in prova
Articolo di 'c_g' tratto da twentynineinches.com traduzione di 29pollici.com

Queste ruote sono un'interessante combinazione tra un cerchio molto largo (ben 29mm esterni e 21mm interni) ed appena 24 raggi (DT Revolution) incrociati in seconda; un mix finora poco utilizzato che offre caratteristiche uniche e che vorremmo comprendere al meglio.
Domanda: Buon giorno Lew innanzitutto potrebbe darci un po' di informazioni su Reynolds e la sua storia.
Paul Lew: Siamo specializzati in ruote. In passato abbiamo costruito set di tubi in carbonio, forcelle, manubri e ruote, ma negli ultimi 4 anni ci siamo concentrati esclusivamente sulle ruote.
Abbiamo cercato quale fosse la nostra vera passione, e dove le nostre tecnologie sono all'avanguardia, realizzando che il nostro cuore tecnologico e non solo era rivolto alle ruote. Conosciamo i loro 'meccanismi' ed il carbonio come materiale, ed abbiamo sviluppato una grande esperienza anche grazie alla partecipazione sul circuito professionistico del nostro team su strada AG2R La Mondiale.
Domanda: quindi avvelendovi delle vostre conoscenze tecniche sulle ruote di alta gamma per la strada, avete deciso di allargare l' offerta proponendo un set per le mtb?
Quali sono i vostri obiettivi?
Paul Lew: Entrando nella mercato MTB sappiamo già quali sono i principi sui quali si deve basare la realizzazione di un paio di ruote ad alte prestazioni; ed anche se sono simili abbiamo dovuto creare un set completamente nuovo per soddisfare appieno gli obiettivi prefissi.
Abbiamo quindi iniziato da un foglio bianco, non dovendo seguire nessuna particolare imposizione semplicemente disponendo di un importante patrimonio di conoscenze di base su cui lavorare.
Le ruote da MTB infatti hanno subito anche loro un'importante evoluzione negli ultimi anni e si basano sulle prestazioni e non necessariamente sul dover seguire un prestabilito disegno. E' così che abbiamo realizzato un vero sistema, capace nel suo insieme di offrire le caratteristiche e prestazioni che abbiamo stabilito come riferimento. Siamo quindi riusciti a dare l'importanza che volevamo ai diversi parametri di rigidità, resistenza, leggerezza e durata nel tempo.

Domanda: le prove sul campo sono sempre interessanti ed anche divertenti da fare ma vedendo le vostre ruote da strada sappiamo che voi utilizzate nei vostri test un approccio molto scientifico. Per quanto riguarda la strada ci sono un sacco di considerazioni aereodinamiche da fare. Per quanto riguarda le ruote per la MTB quali sono state le particolarità, in particolar modo per assicurare la durata nel tempo e la massima consistenza tra i vari prodotti?
Paul Lew: sottoponiamo sempre in nostri prodotti a migliaia di ore di prove. Solitamente una ruota è provata per un'intero anno in laboratorio prima di arrivare sul mercato. Sebbene le prove sul campo siano molto importanti, è giusto ricordare che nelle prove di laboratorio si sottopongono i prodotti 24h su 24 fino al momento di un qualsiasi cedimento e quindi è un processo estremamente intensivo. E' così che riusciamo a sapere come si comporteranno le ruote poi nella realtà. I test effettivi non devono far altro che dare la conferma dei risultati già ottenuti in studio.
Sempre un anno prima dell'arrivo sul mercato mettiamo a punto la linea di produzione, verificando la conformità degli esemplari ancora sotto forma di prototipi, la qualità dei prodotti e delle materie prime così come la consistenza e similitudine delle lavorazioni a mano. Quando il prodotto arriva al cliente si può dire che stiamo parlando di è qualcosa che è nato almeno 3 o 4 anni prima nei nostri laboratori ed ha almeno 1 anno di produzione effettiva alle spalle.
Crediamo che i vostri lettori avranno diverse domande al riguardo perché quando parliamo del nostro lavoro e della qualità di Reynolds non è facile comprendere gli sforzi di progettazione e produzione dei nostri prodotti.
Questo significa che in Reynolds non seguiamo le novità per il semplice gusto di farlo, ma perché ci sono determinati tempi tecnici e delle linee guida da rispettare per ottenere la qualità riconosciutaci; quindi abbiamo bisogno almeno di un paio di anni se non 3 per un nuovo prodotto.
Sotto questo punto di vista Reynolds è ben diversa da altre aziende quando deve vedere ed applicare i nuovi trends, ed allo stesso tempo è incapace di realizzare qualcosa di nuovo per la stagione successiva solo per il fatto di poter affermare di avere anche noi quel determinato prodotto.
Non ci sarebbe il tempo materiale né per svilupparne il disegno, né per impostare la catena di approvigionamento dei materiali, così come per testare in laboratorio e quindi verificare sul campo la bontà del prodotto. E' per questo che invece di seguire una moda, il nostro obiettivo è quello di anticipare quelle che saranno le prestazioni e di fatto le tendenze future.

Domanda: verificando un peso di circa 1620 grammi per le ruote MT29 è chiaro che il peso non era la priorità di questo progetto, giusto?
Paul Lew: il disegno delle nostre ruote MTB è guidato da due priorità: resistenza e rigidità. Reynolds ha le conoscenze e capacità per costruire ruote extraleggere (come i modelli da strada e conometro RZR e TT) ma se il peso è un fattore certamente importante, abbiamo determinato che la durata ed il giusto rapporto tra rigidità/e peso sono le cose più importanti in un set di ruote MTB. Quello che i lettori dovrebbero ricordare è che non tutte le ruote sono ugualmente resistenti non solo a parità di peso....
Quindi, noi abbiamo dato la massima priorità alla durata, alla resistenza ed alla rigidità. Durante lo sviluppo del set MT29 abbiamo mandato degli esemplari alla Cape Epic in Sud Africa con professionisti locali che le hanno utilizzate durante l'evento e per altre importanti gare endurance.
Domanda: Ci rendiamo conto che la rigidità è una combinazione tra la rigidità vera e propria del cerchio ed il collegamento al mozzo attraverso i raggi (e quindi il numero dei raggi, l'incrocio e la tensione). Riducendo il numero dei raggi come nel vostro caso (24 per ruota) anche il cerchio viene meno indebolito per via della foratura, che differenza porta rispetto ad un classico cerchio da 32? Si può quindi rendere più leggero il cerchio?
Paul Lew: E' vero che aumentando il numero dei fori si indebolisce un cerchio. Ma non è vero che un cerchio in carbonio stampato con i fori e dotato di nipples interne è più resistente di uno forato successivamente. Infatti la resistenza di un cerchio e della ruota è determinata da diversi fattori.
Si può forare un cerchio ed avere un prodotto con una resistenza analoga o superiore ad uno realizzato con i fori stampati.
Se fate una prova di carico sui nostri prodotti vedrete che i risultati superano quelli di altri cerchi presenti sul mercato realizzati con lo stampo. Una cosa indubbiamente vera è che più buchi ci sono e più il cerchio è debole.
Durante i nostri test abbiamo verificato che nell'uso MTB è più comune avere problemi alle ruote dovuti da impatti che non per la rottura di un raggio. L'eventuale cedimento del cerchio si origina sempre nella zona di un foro, (che sia quello della valvola o quello per ospitare la nipples) ed è da li che si propaga. E' quindi logico che un disegno del cerchio più solido avrà meno fori. Ecco quindi che dalle nostre prove aggiungere fori non ci avrebbe portato a costruire un cerchio più leggero. In considerazione della durata e rigidità del cerchio, aumentare il numero di raggi non avrebbe significato automaticamente aumentare la durata delle nostre ruote.
Inoltre sappiamo anche che una tensione dei raggi maggiore porta ad una minore manutenzione, e le ruote rimangono centrate più a lungo se hanno raggi con maggiore tensione.

Domanda: Quale è invece la motivazione delle pareti dei cerchi fortemente inclinate verso l'interno? Crediamo che sia una soluzione da un lato per evitare le pizzicature e per garantire la massima tenuta delle coperture tubeless. Probabilmente è anche dovuto al fatto che stiamo parlando di carbonio, infatti non abbiamo mai visto un disegno simile su cerchi in lega d'alluminio.
Paul Lew: è un disegno sviluppato per offrire la massima rigidità, resistenza e durata nel tempo che ci eravamo prefissati.
Il profilo delle pareti così inclinato al suo interno aiuta sotto diversi aspetti. Esattamente per i motivi che avete ipotizzato e per aumentare le prestazioni di rigidità del prodotto. Ecco come questa forma irrigidisce il cerchio: è risaputo che una forma tubolare (ad O) ha un valore di torsione molto più alto rispetto ad una forma aperta (a C). Appoggiando le pareti verso l'interno si crea una sezione che ha caratteristiche simili a quelle di una forma tubolare invece della classica C addirittura squadrata. Questo disegna aumenta la capacità di resistere alle torsioni del cerchio e di tutta la ruota.
Domanda: è possibile sapere quanto incide il peso del cerchio e conseguentemente del mozzo del vostro modello MT29.
Paul Lew: Reynolds offre il prodotto come set completo, il nostro cerchio non è disegnato per essere utilizzato da solo e neanche gli altri componenti.
Domanda: avere un cerchio da 21mm di diametro interno mentre la concorrenza opta per una misura da 19mm, sembra garantire ottime capacità di resistenza, allo stesso tempo utilizzare solo 24 raggi dà un'idea estremamente racing XC alle vostre ruote. Cosa c'è dietro a queste scelte?
Paul Lew: come detto partire da un foglio bianco e da zero ci ha permesso di non avere preconcetti sul nostro prodotto, era questa la configurazione che dava le migliori prestazioni. Inoltre la maggior larghezza offre un miglior appoggio per le gomme da 2" ed oltre permettendogli di lavorare al meglio anche in curva.
Domanda: potete darci qualche informazione sui mozzi, il loro peso, i cuscinetti, il sistema d'ingaggio della cassetta? Non abbiamo trovato nessuna informazione e crediamo che anche questi componenti siano altrettanto di alta qualità.
Paul Lew: esattamente come per il cerchi il peso non era l'obiettivo principale del singolo componente.
Intanto i mozzi possono essere utilizzati con qualsiasi tipo di asse, anteriormente dal 9mm al QR 15, al posteriore sia lo standard 135mm che il 142/12 oppure anche il 135/12mm. L'ingaggio è un sistema a tre palette. Il mozzo anteriore è dotato di 2 cuscinetti 6804 RU con guarnizione su un lato. Al posteriore ci sono 4 cuscinetti 6902RS con guarnizioni su entrambi i lati.
Domanda: nella prova abbiamo menzionato il programma di assicurazione Reynolds (RAP) che può essere acquistato separatamente. Può descriverci meglio di cosa si tratta?
Paul Lew: l'assicurazione Reynolds rappresenta un ulteriore sicurezza per il cliente. Con pochissime limitazioni Reynolds sostituirà una ruota od un suo componente senza nessuna domanda. Questo significa che a Reynolds non interesserà (se non per questioni tecniche di sviluppo e statistiche) sapere come si è rotta la ruota. Riconosciamo quindi le ruote come un investimento e questa assicurazione permette pagando un piccolo extra di tutelare l'acquisto del prodotto se dovesse succedere qualcosa di inaspettato.
Domanda: nella nostra prova abbiamo già sostituito gli adattatori finali per modificare lo standard dei mozzi. E' un'operazione molto veloce che si fa semplicemente estraendo per quello posteriore il perno dalla parte opposta alla ruota libera, e per l'anteriore aggiungendo nella parte terminale gli appositi spessori. Quando le ruote vengono acquistate è tutto incluso?
Paul Lew: si, durante l'acquisto tutte le componenti e gli adattatori sono inclusi nella scatola. Quindi non c'è altro da dover comprare per utilzzare il set sulla propria mtb qualsiasi siano gli standard della propria forcella e telaio.
Grazie a Paul per il tempo dedicato a rispondere alle nostre domande e le interessanti informazioni aggiuntive.
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