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Dopo un po' di giri effettuati su questa biammortizzata in carbonio di Specialized, siamo pronti per condividere con voi le prime impressioni
Articolo di 'grannygear' tratto da twentynineinches.com traduzione di 29pollici.com

C'erano alcune cose che eravamo davvero curiosi di scoprire utilizzando questa 29er.
Ci sarebbe mancato l'ammortizzatore posteriore dotato del sistema Mini Brain? Il disegno di sospensione dotato di horst link è ancora al passo con i tempi rispetto alle nuove realizzazioni cinematiche? Sarebbero stati 110mm sufficienti per un utilizzo di tipo enduro?
Il carbonio utilizzato solo nel triangolo anteriore è capace di fare una differenza significativa?
Naturalmente per poter dare una risposta esaustiva a tutte queste domande il tempo passato in sella non è ancora sufficiente ma possiamo dire di avere già un'idea su alcuni di questi punti.
Al momento sono circa 14 le ore di effettivo utilizzo della mtb, effettuate sui tipici sentieri della California del sud come il Gridley Trail nelle vicinanze di Los Angeles.
La bici è stata pedalata per ore per raggiungere le vette di alcune montagne dei dintorni per poi essere lanciata in discesa sia in singletrack piuttosto tecnici che nelle veloci strade tagliafuoco. Ci siamo anche messi alla prova cronometrandoci in una vicina salita di un percorso ben conosciuto.
La Camber 29 è stata guidata proprio come dovrebbe essere l'utilizzo di un tipico acquirente, dalle uscite con gli amici nei weekend, a qualche guida notturna oppure in solitaria nei momenti di svago dopo il lavoro.
Incominciamo quindi a vedere nel particolare le risposte alle domande precedenti con un resoconto sulle impressioni generi di guida.
Manca o no il 'cervello'?
Era da un po' che non passavamo del tempo su una biammortizzata come la Camber. Abbiamo regolato l'ammortizzatore in modo da riuscire a pedalare molto bene, anche nella posizione tutta aperta e siamo riusciti ad ottenere una buona risposta tra l'assorbimento e la capacità di mantenersi reattiva in pedalata. Anche per quanto riguarda il temuto effetto ondulante durante la pedalata non l'abbiamo riscontrato specie se l'azione di spinta è regolare e composta. Praticamente anche nella posizione aperta la Camber non ha movimenti indotti dalla pura azione sui pedali mentre con lo spostamento di peso è molto più facile fare muovere la sospensione.
La prima conclusione è che possiamo mettere la sospensione in posizione Pro Pedal per avere un maggiore blocco ma se decidiamo di lasciarla aperta abbiamo a che fare con una cinematica che non è influenzata dalla pura azione sui pedali quanto invece dallo spostamento dei pesi sulla bici.
Per il tipico giro locale di circa 15 Km abbiamo deciso di tenere l'ammortizzatore posteriore sulla posizione aperta notando che le prestazioni erano buone mentre per un giro ben più lungo di circa 3 ore abbiamo preferito utilizzare il Pro Pedal in modo da doversi concentrare di meno sui movimenti in bici ed avere ugualmente una sospensione capace di ammortizzare le asperità più fastidiose.
Concludendo questo sistema è ai livelli dell'eccellente CVA della Niner Jet o della più raffinata Epic dotata di Brain?
Se per voi una sospensione deve essere la più neutra possibile e non dovrebbe mai essere 'toccata' una volta adeguatamente regolata allora la risposta è no.
Quello della Camber per essere davvero sfruttato al massimo richiede alcuni interventi di 'levetta' dovendolo aprire o chiudere a seconda delle situazioni ma nonostante questo siamo stati più soddisfatti di quanto non avessimo pensato prima della prova. Tra l'altro sappiamo che molti considerano il sistema Brain non un plus ma invece una cosa negativa in considerazione della natura proprietaria e chiusa di questo progetto senza considerare che è davvero difficile regolarlo perché riesca ad assorbire le asperità minori.
L'escursione da 110mm.
Le biammortizzate da 29 pollici si stanno velocemente muovendo oltre le escursioni considerate da puro XC ovvero 80-100mm. Forse è una semplificazione ma sembra ormai piuttosto chiaro che queste saranno le segmentazioni anche per le 29ers dove intorno ai 120-130mm troveremo quelle da Trail ed oltre la 'nuova frontiera' All Mountain anche per le 29ers.
E' doveroso però sottolineare che altri fattori e non solo l'escursione concorrono nella caratterizzazione di una mtb, infatti non tutte le 29ers da 120mm sono uguali e le geometrie i materiali costruttivi così come le stesse cinematiche delle sospensioni rendono due bici con la stessa escursione in realtà mezzi completamente diversi tra loro.
Allora come sono i 110mm della Camber? Bisogna aspettarsi sia come sensazione che come capacità ammortizzante una via di mezzo tra la Epic e la FSR?
Ebbene si, la Camber sembra proprio essere così, la Epic è più 'veloce' e guizzante mentre la Camber ha un andamento più 'profondo' e lento. Dall'altra parte della scala c'è la FSR capace realmente di passare sopra a tutto, capacità che la Camber non possiede e che per questo richiede una guida più attenta. La Camber si trova perfettamente in mezzo a queste due bici e per questo riteniamo che Specialized sia riuscita nel suo intento di aggiungere una biammortizzata che è capace di 'collegare' un offerta prima troppo separata. Probabilmente però non riuscirà a soddisfare coloro che vorrebbero ancora qualcosa di più aggressivo e che per questo potrebbero orientarsi ad altri prodotti da 120mm.
Tuttavia è una 29er divertente da guidare giù per i sentieri, capace di tirare fuori il divertente che spesso alcune discese nascondono se non le si affronta con un mezzo adeguato. Senza esagerare si può anche decidere di farle prendere qualche colpo in più piuttosto che cercare continuamente la linea migliore ed in queste situazioni non l'abbiamo ancora sentita a corto di escursione… almeno non ancora.
Certo che a leggere l'escursione di 110mm è lecito chiedersi se non sia stata più una scelta di marketing per non invadere troppo il territorio della FSR che altro. Non è facile dare una risposta univoca a questa considerazione, sinceramente non sappiamo neanche se con 10mm di escursione in più la Camber sarebbe stata una 29er migliore, pensiamo però che sarebbe stato più facile comprendere quella che è la sua vera natura per i potenziali clienti.
Mezza in carbonio e mezza in alluminio.
Sappiamo quanto l'argomento carbonio sia un argomento 'caldo' in questo momento.
L'utilizzo del carbonio su l'intero telaio avrebbe aumentato notevolmente il prezzo di questo. Ci sono però anche Camber tutte in alluminio dal costo ancora inferiore.
E' quindi questo un giusto mix?
Di certo in questo modo il telaio è più leggero di quello in alluminio cosa di per sé positiva ed il costo riesce a non lievitare molto anche perché il triangolo anteriore è 'tecnicamente' più semplice da realizzare di quello posteriore.
Ma per quello che riguarda la guidabilità, la rigidità dello sterzo e di pedalata, è questa soluzione davvero efficace?
Intanto avendo guidato Epic sia in alluminio che in carbonio possiamo garantirvi che la differenza è immediatamente percepibile.
Il trasferimento di potenza delle versioni in carbonio è leggermente migliore e anche se non è scientificamente la risposta più idonea possiamo dire che la sensazione è di guidare qualcosa di più performante.
La Camber in carbonio restituisce la stessa impressione: una bici più rigida e reattiva con una particolare capacità di assorbire alcune vibrazioni e restituire in pedalata una piacevole elasticità. Non ci stupiremo però se gran parte di questo merito vada anche al mozzo posteriore da 142+, che rispetto al modello precedente con battuta standard di 135mm e quickrelease da 9mm, contribuisce di sicuro positivamente al riguardo.
Ed ora vediamo più in generale le impressioni della bici e di alcuni componenti nello specifico.
Come vi ricorderete nell'articolo di presentazione volevamo valutare se questa poteva essere una bici per tutti i giorni. Intanto per il suo peso complessivo di quasi 13 Kg la bici si pedala molto bene.
Sappiamo che altri sistemi come DWLink e VPP fanno molto rumore mediatico ma spesso crediamo che le biammortizzate a perno singolo dotate di un ammortizzatore adeguatamente regolato, riescano ancora a dire la loro per quanto riguarda le prestazioni anche rispetto alle nuove proposte.
Forse l'unica eccezione al riguardo è quella della Niner Jet in alluminio ma ricordiamo che questa mtb ha 80mm di escursione.
Questa sensazione piacevole l'abbiamo ritrovata recentemente anche con la Rocky Mountain Element 950 che ha un disegno che in qualche modo si assomiglia a quello della Specialized. Mtb che danno la sensazione di spingere in avanti quando si pedala mentre altri sistemi moderni risultano meno 'vivaci'. Quindi una biammortizzata ben progettata anche se con single pivot riesce ancora a tenere la testa alta e questo è un disegno che pemette di avere carri corti, ed un buon tire clearence.
L'angolo sterzo di 70° l'abbiamo notato sia per i suoi aspetti positivi che per quelli negativi. La Camber non è infatti una bici troppo maneggevole e nelle situazioni più tecniche è di aiuto perché non richiede da parte del ciclista doti tecniche sopra la media.
Il reggisella telescopico Blacklite permette in modo veloce di mantenere basso il centro di gravità e la sella fuori d'impiccio.
Detto questo crediamo che alcuni potrebbero trovare la Camber un po' pigra specie a girare e quindi a seconda delle capacità tecniche e dei luoghi d'utilizzo potrebbe non essere la bici ideale. Ci sono state delle volte in cui avremmo voluto un'anteriore con più mordente e capace di girare sotto di noi con più velocità e fluidità ma sappiamo anche che queste situazioni si perdono inevitabilmente con l'aumentare delle escursioni e quindi con angoli di sterzo sempre meno verticali.
I freni Formula hanno avuto fino ad ora una resa altalenante. Diventano duri piuttosto velocemente quindi specie con l'anteriore da 203mm non spremete la leva con troppa forza e velocità. La pinza posteriore andava spesso a sfregare contro il rotore da 180mm ma Formula è conosciuta per avere poca 'tolleranza' e spazio tra le pastiglie ed il rotore. Di sicuro sono freni che possono essere utilizzati con un solo dito, vedremo come si comporteranno nel lungo periodo.
Con la Fox è stata una vera sfida visto che non ci è piaciuto il modo in cui il blocco del sistema RL funziona.
Con la levetta girata completamente in senso orario la forca è chiusa, un leggero colpetto in meno ed è troppo aperta e quindi in continuo movimento durante la salita. Quasi come un interruttore, non c'è via di mezzo…. che odio.
Comunque siamo riusciti a farle fare l'intera escursione anche gonfiata a 85psi ed abbiamo trovato che la regolazione del ritorno ottimale per questa pressione era di 4 click dal tutto aperto. Con una maggiore pressione non riuscivamo più a fare l'intera escursione. Probabilmente è ancora in una situazione di rodaggio visto che sembra diventare più morbida con il passare del tempo. Comunque avremmo preferito il modello RLC.

Anche per lo SRAM 2x10 con guarnitura 22/36 le sensazioni sono state contrastanti. Il rapporto corto con il granny da 22 denti è ottimo perché offre davvero una grande gamma di rapporti agili.
La corona da 36 davanti offre un rapporto corto di 1 a 1 se utilizzata con il 36 dietro. Inoltre il 36 davanti è davvero il minimo 'sindacale' se si tratta di rapporti lunghi; il problema è che tra il 22 ed il 36 sentiamo che c'è uno scalino un po' troppo grande e bisogna spesso lavorare anche con il deragliatore posteriore per non sentire troppa differenza quando ci si sposta su una corona piuttosto che l'altra.
Sappiamo che la tripla Shimano è proprio lì per ovviare a questo problema, ma diciamocelo, una guarnitura con 3 corone è davvero old style oggi. ;-)
Inoltre anche il rapporto 1 a 1 con il 36 anteriore e 36 posteriore è troppo lungo per alcune salite specie se lunghe.
Vedremo se nel lungo periodo cambieremo la corona maggiore con un 34 sacrificando ulteriormente i rapporti lunghi vista l'attitudine di questa bici, ma sappiamo bene che l'argomento dei rapporti è molto personale specie quando si parla di doppie.
Comunque complimenti a Specialized per aver curato l'allestimento delle proprie 29ers in funzione dell'attitudine Race o Trail dei suoi modelli. Per quanto riguarda invece il funzionamento del sistema ci troviamo di fronte al solito veloce e preciso Sram 2x10.
Infine le ruote.
Ultimamente aver utilizzato delle ruote in carbonio (anche Rovals) ci ha modificato (in meglio) i gusti… diventanto un po' più pretenziosi.
Le Roval Trail sulla Camber vanno comunque piuttosto bene specie combinate ai pneumatici Specialized Ground Control 2.1" al posteriore e Purgatory da 2.2" davanti. Un set up curato ed efficacie.
Di sicuro ci sono gomme più leggere ma queste si convertono in tubeless senza alcun problema accoppiate ai cerchi Rovals e fino ad ora si sono comportate egregiamente. Inoltre il mozzo posteriore DT 240 con ingaggio a 36 punti si è dimostrato non solo veloce ma affidabile. Occhio solo che rispetto alle tradizionali cassette a 18 punti di contatto richiede un po' più di manutenzione e cura.
Come prime impressioni direi che abbiamo già detto abbastanza.
Abbiamo però intenzione di utilizzare la Camber per nuovi giri epici e altre uscite su percorsi locali ben conosciuti ideali per realizzare il report conclusivo di questa interessante 29er di Specialized.
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