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Le modifiche apportate a questo modello e le prime impressioni della prova
Articolo tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com
Abbiamo già introdotto questa marca che avevamo provato brevemente a Las Vegas durante i Demo Day. Adesso vi forniremo alcuni dettagli tecnici accompagnati dalle prime impressioni di prova di questa hardtail in carbonio finalmente usata sui nostri percorsi.

Ma prima….. ecco le modifiche apportate al set up della bicicletta. Così come ci è stata inviata la Origin 8 Paladin non era pesante, poco più di 23 libbre (10.500 grammi) ma il set di ruote comprese le gomme non erano proprio quello che la maggior parte dei ciclisti userebbero su un telaio ed una forcella di questo livello (o almeno così crediamo).
Quindi con l'obiettivo di allineare i componenti con il telaio in particolare per quanto riguarda la leggerezza abbiamo montato questa 29er con il set in carbonio della Enve. Ecco che con queste ruote ed i copertoni Bontrager 29-1 il peso è immediatamente sceso di parecchio assestandosi a 19.1 libbre ovvero 8.600 grammi.
Peso completo di pedali Shimano con la bici pronta ad essere utilizzata!

Ricordiamo che questa 29er ha ancora un manubrio in alluminio, così come il reggisella, un set di freni non proprio leggeri ed i copertoni erano montati con le camere d'aria. Davvero un peso del tutto rispettabile tenendo in considerazione queste cose.
La geometria: il telaio in carbonio della Paladin ha una tipica geometria racing, niente di straordinario per quanto riguarda queste cose. Vediamo.
La bici in prova è una misura 19" quindi Media ed è disponibile anche la misura Small (17") e Large (21")
Tubo sella: 482mm
Tubo orizzontale: 610mm
Tubo sterzo: 125mm
Angolo sella: 73°
Angolo sterzo: 71.5°
Carro posteriore: 450mm
Diametro reggisella 31.6mm
Le misure prese realmente sulla bici confermano la geometria dichiarata dal costruttore. Il passo complessivo della bici è di 1100mm e la lunghezza della forcella è di 470mm. Non conosciamo l'offset di questa ma non sembra diverso da quello ormai standard per le 29ers di 47mm.
I componenti: oltre alle modifiche sopra descritte, la Paladin è equipaggiata con un cambio Sram X-9 dotato di doppia 2x10.
Il movimento centrale è il BB-30 standard quindi NON Press Fit. I freni sono i Skeletal dell'inglese Clarke's. Anodizzati rossi, danno un tocco di colore che spezza un po' dal resto bianco e nero della mtb.
Tutto il resto della componentistica è in nero anodizzato, tranne la sella anch'essa bianca e nera con una linea rossa. Nell'insieme un gradevole abbinamento cromatico a cui le ruote Edge si abbinano perfettamente.
Giusto per ricordare le ruote sono assemblate con mozzi American Classic e raggi DT Swiss Aereolite.
Il montaggio è quindi piuttosto basilare (a parte le ruote) e soprattutto affidabile, componenti che non dovrebbero dare problemi di nessun tipo. Anche le ruote sono già state ampiamente provate e sottoposte a diverse uscite di prova senza aver mai riscontrato nessun inconveniente. Quindi un montaggio leggero di sostanza, come dovrebbe essere lo standard per questa 'categoria' di 29ers.
Situazione che dovrebbe permetterci di concentrarci al massimo sul telaio, esempio 'moderno' di come il carbonio permetta di creare forme oversize e particolari, completamente diverse da quello che fino a ieri era lo standard per una hardtail.

Il telaio è dotato dell'ormai onnipresente passaggio cavi interno con le guaine che passano attraverso il tubo orizzontale e dai foderi alti, il tubo sterzo è chiaramente di tipo conico, così come la forcella proprietaria. Tutto sembra grosso e muscoloso sebbene riesca ad essere leggero.
Per quanto riguarda il look generale, questa mtb riesce ad essere ben accolta da chi la vede la prima volta riscuotendo apprezzamenti. In particolare l'abbinamento del colore bianco e nero è diventato quasi un classico che piace per questo tipo di 29ers. Bisogna ammettere che Origin 8 ha fatto un buon lavoro da questo punto di vista.
Prime impressioni: in quel di Bootleg Canyon quando abbiamo potuto provare velocemente la Paladin durante Interbike abbiamo avuto l'impressione che nel percorso più accidentato questa mtb si trovasse un po' in difficoltà senza una forcella ammortizzata.
Decidemmo così di affrontare un percorso diverso più per una questione di tenere cara alla pelle che non di effettiva capacità di affrontare le asperità. La prospettiva di una caduta era piuttosto alta, e questa mtb aveva chiaramente un assetto ed un'attitudine ben più racing, più idonea ad affrontare altri tipi di percorsi.
La geometria infatti crea una 29er piuttosto corta e con un bilanciamento del peso in avanti soprattutto per la forcella rigida visto che la gran parte delle 29ers provate ad Interbike avevano tutte forcelle ammortizzate con 100mm di escursione.
Adesso sui nostri sentieri abituali, ci rendiamo meglio conto che la Paladin non è troppo maneggevole e che era davvero la forcella quella che ci aveva dato questa sensazione.
Nei percorsi meglio conosciuti riusciamo quindi anche a sfruttare meglio quest'assetto e la forcella rigida, anche se le prestazioni velocistiche non possono essere paragonate a quelle di mtb con forcelle ammortizzate ma almeno non ci sentiamo più in completa balia della mtb.
La forcella sembra capace di un minimo assorbimento, è però proprio la parte anteriore, la zona sterzo della Paladin che è particolarmente rigida e quindi nell'insieme il feeling è piuttosto duro.
Questo conferma che una gomma anteriore un po' più grande di sezione (preferibile con una forcella rigida), ed un manubrio capace di flettere un po' di più non sono comunque sufficienti se il telaio vero e proprio non concede neanche un millimetro di flessione……
In senso positivo però la stessa rigidità la ritroviamo nella zona del movimento centrale capace di liberare tutta la potenza espressa dalle gambe sui pedali. Nessuna flessione.
Il movimento BB30 non ci dà una specifica sensazione di maggiore rigidità, è tutto l'insieme che funziona in questo senso e la mtb corre quanto forte si spinge sui pedali.
Il comfort in sella non è niente di che, è un'hardtail rigida in carbonio, riesce a smorzare le piccole vibrazioni ma il feeling generale è piuttosto monolitico.
Forse la differenza maggiore in questo senso è data dal reggisella oversize in alluminio che chiaramente offre la massima rigidità con i suoi 31.6mm di diametro. In confronto una rigidità ben superiore a quello dell'analoga Raleigh Talus Pro sempre in carbonio che invece sembrava flettere ben di più.
Il paragone con la Raleigh è piuttosto calzante infatti la guida della Paladin è piuttosto simile.
Abbiamo bisogno di ancora qualche uscita per capire completamente le caratteristiche di questa bici, queste erano solo le prime impressioni.

Restate collegati per conoscere cosa scopriremo nelle prossime uscite.
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