|
Le prime impressioni d'uso di questo set di ruote di alta gamma di WTB
Articolo di c_g tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com

Nel gruppo di set di ruote ricevute in test, oltre alle AX Lightness/Tune e le American Classic c'erano anche le nuove WTB Stryker TCS 29, già presentate in questo articolo.
Le American Classic tubeless 29 si sono dimostrate una buona combinazione tra rigidità, peso e capacità di rimanere centrate, oltre a possedere un'ottima compatibilità per quanto riguarda lo standard tubeless ready. Le WTB in prova hanno diverse somiglianze con le American Classic sopra citate, troverete quindi diversi confronti e paragoni.

Peso: 1631 grammi è quello delle WTB e 1600 quello delle AM, entrambi sono abbastanza simili da poterci vedere un legame.
Il cerchio di 3mm esternamente più largo degli American Classic è in questo caso un punto a favore di questo set, infatti sebbene da 23 a 26mm non ci sia una gran differenza quando si parla di coperture e destinazione d'uso XC, lo può diventare se l'intenzione è quella di montare pneumatici più larghi e per un utilizzo più gravoso.
Caratteristiche tubeless: come sempre quando si tratta di provare le capacità di conversione tubeless di un set di ruote abbiamo a disposizione un gran numero di pneumatici divisi tra quelli di tipo UST, tubeless ready oppure anche tradizionali. Peccato non aver avuto ricevuto in tempo quelli della stessa WTB nella versione TCS (ovvero tubeless ready certificati) ma non è da escludere che con il proseguire della prova arrivi qualcosa.
Sappiamo che WTB per le gomme TCS sta cercando di realizzare delle gomme realmente capaci di essere montate da tutti, manualmente e senza nessuna difficoltà e facilmente gonfiabili anche utilizzando una semplice pompa da pavimento.
I cerchi WTB sono al momento gli unici cerchi che aderiscono strettamente allo standard UST e ISO ma a differenza degli altri (Mavic, Crank Brothers, Shimano, Fulcrum) sono a tutti gli effetti cerchi tubeless ready ovvero hanno il profilo interno con i tradizionali fori e quindi non richiedono raggi e nipples speciali.
Il set di ruote utilizza un mozzo a 32 fori ed ha i raggi incrociati, in modo piuttosto tradizionale, in terza. Soluzione che offre la massima compatibilità e che per questo motivo apprezziamo particolarmente.
Una volta gonfiate e tallonate adeguatamente l'utilizzo anche a basse pressioni non ha dato problemi.

Vediamo adesso come le WTB hanno permesso la conversione tubeless dei pneumatici tradizionali. Solitamente un cerchio UST non riesce a funzionare con entrambi i tipi di gomme ma queste WTB si sono dimostrate invece capaci di montare anche copertoni tradizionali di tipo pieghevole.
Naturalmente è stato un po' più difficile farli tallonare e sigillare ma con diversi di questi si è riuscito a compiere l'operazione con una semplice pompa da pavimento. Per quelli più ostici è bastato un getto d'aria compressa e l'operazione è andata a buon fine.
Quindi potrebbe bastare portarsi sempre dietro una semplice cartuccia d'aria compressa per poter stare tranquilli in ogni situazione.
Il bloccaggio sul tallone del cerchio è sempre stato sicuro anche se non estremamente stretto e comunque non abbiamo mai riscontrato problemi e nessuna gomma è mai uscita dalla sede una volta gonfiata.
A nostro avviso WTB è riuscita davvero ad ottenere il massimo risultato per quanto riguarda le caratteristiche tubeless e fino ad oggi non avevamo mai trovato dei cerchi con una capacità così ampia di compatibilità.
Da questo punto di visto siamo rimasti davvero impressionati. Ottimo lavoro WTB!
(Crediamo che questa particolarità sia la conseguenza dello stretto profilo del cerchio - prima criticato - che lascia minore spazio per il movimento della carcassa creando di conseguenza una camera d'aria più piccola che riesce ad andare in pressione e quindi a sigillarsi velocemente - caratteristica cruciale quando si parla della conversione tubeless situazione che dimostra ancora una volta che non c'è vantaggio senza svantaggio....)
Impressioni di guida: Trasferimento di potenza e rigidità. La sensazione è ottima anche per chi non rispecchia i puri canoni XC in fatto di peso e stile di guida.
Il peso delle ruote come abbiamo visto non è dei più bassi in assoluto ma adeguato per la fascia di prezzo e comunque in linea con altre ruote nella stessa gamma.
In questo senso non ci sembrano delle vere ruote da puro XC (specie se se confrontate con le Tune/Ax Lightness tubolari di 500 grammi più leggere) ma per altri che arrivano da ruote più economiche e pesanti riusciranno sicuramente a trovarle ottime ruote da XC in considerazione della leggerezza che verrebbe comunque apprezzata.
L'unica lamentela che si può fare a queste ruote è la stessa che abbiamo fatto in precedenza alle American Classic 29 ovvero una leggera flessione laterale della ruota posteriore. Non più di altre analoghe ma forse un po' più di quanto vorremmo per una vera ruota da XC.
Effetto tra l'altro che si sente solo nella guida più aggressiva spingendo sui pedali in piedi e spostando molto la mtb di lato oppure quando si ha a che fare con telai che offrono poco tire clearance. Bisogna però anche sottolineare che questa caratteristica potrebbe essere positiva per chi utilizza un hardtail e cerca un maggiore comfort visto che questa flessione non è mai stata percepita a discapito dell'energia esercitata sui pedali.
La ruota anteriore è precisa e riesce a seguire le direzioni senza problemi, ma anche in questo caso dobbiamo fare un appunto negativo visto che avremmo voluto trovare una maggiore compatibilità grazie al mozzo anteriore convertibile in particolare nello standard QR15 mentre questo è nativo 9mm e non più modificabile.
I mozzi: nonostante il tempo brutto e senza particolare manutenzione, entrambi i mozzi girano senza problemi. Il mozzo anteriore utilizza cuscinetti sigillati e non ha nessuna regolazione mentre il mozzo posteriore può essere regolato. Con grande sorpresa durante un'uscita del test abbiamo percepito gioco nel mozzo posteriore ma grazie a due semplici chiavi piatte da 19mm abbiamo risolto l'inconveniente. Controlleremo nel corso del test se questo inconveniente comparirà di nuovo.
Fino ad ora le ruote si sono comportate bene sia nelle uscite più brevi ed intense che in quelle di lunga durata in diverse condizioni d'utilizzo. La loro capacità di trasformare in tubeless i diversi copertoni è davvero incredibile e questo può essere un grande vantaggio in modo da non doversi limitare nelle scelte delle gomme. Per quanto riguarda le prestazioni hanno sempre svolto il loro lavoro senza sorprese negative e solo la flessione laterale ci è parsa l'unica nota al di sotto delle nostre aspettative.
(Il gioco della ruota posteriore è stato un caso isolato che abbiamo risolto senza difficoltà tecniche e se non dovesse accadere di nuovo è un avvenimento trascurabile)
Il test comunque non è ancora finito e vi terremo aggionati nel corso della stagione oltre ad un confronto con le American Classic All Mountain che dovremmo avere in prova a breve.
Restate collegati.
Commenta questo articolo nel forum di 29pollici.com
 |