Da sempre, quando si parla di prodotti con un ottimo rapporto qualità prezzo Canyon non può non essere nell'elenco. Il loro sistema di vendita diretto e la capacità di avere disegni e produzioni proprietarie sono i due aspetti principali che permettono questo tipo di risultati infatti Canyon è sempre stata un'azienda che ha investito molto in ricerca e sviluppo, ideando mtb specifiche per determinati usi con progettazioni molto accurate.
Questo ha garantito al marchio la capacità di essere una forza innovativa per tutta l'industria ciclo e di essere specie in Europa un marchio molto riconosciuto.
Quindi che possa piacere o meno, l'azienda tedesca sta facendo un ottimo lavoro nei diversi settori dell'industria della bicicletta.
Detto questo è vero che Canyon non si è mai dimostrata entusiasta riguardo il nuovo standard ed ultimamente, al riguardo, dal 'quartier generale' si limitavano semplicemente ad affermare che i tempi non erano quelli giusti. Sarà il 2012 il tempo giusto? O forse è aumentata talmente la richiesta di queste mtb che non ci si poteva più permettere di non averne in catalogo una?
Vediamo così come hanno presentano la loro nuova hardtail da 29 pollici.
"La Grand Canyon Al 29er è la nostra nuova mtb per touring ed escursioni. Questa mtb è ideale per le uscite di lunga durata anche se dimostra le sue vere attitudini sui terreni più impegnativi, siano questi i sentieri in salita o in discesa su cui finora non avevate osato avventurarvi con una hardtail".
A leggere così sembrerebbe che Canyon abbia cambiato idea riguardo le 29ers...
Impressioni di guida:
La Canyon Grand Canyon AL era chiaramente nella nostra lista delle bici da provare. Annunciata appena poco prima di Eurobike rappresentava una novità importante per il mercato europeo e la fortuna ha voluto che al demo day ci fossero diverse bici in prova permettendoci di non dover aspettare molto come invece abbiamo fatto per altri modelli.
Dopo aver guidato due hardtail in carbonio, è stato subito evidente il feeling diverso offerto dalla Canyon in alluminio. Altrettanto chiaramente è venuta immediatamente fuori la rigidità del telaio, realizzato in alluminio 7005 hydroformato.
Secondo noi, nonostante le dichiarazioni da bici adatta alle escursioni e per le uscite lunghe, non è proprio questo l'utilizzo idoneo a questo telaio, che invece potrebbe diventare interessante almeno dal punto di vista della trasmissione della pedalata per un utilizzo più corsaiolo.
Sappiamo però che il solo trasferimento di potenza non deve essere l'unica discriminante per capire l'attitudine di una bici e durante il test proveremo proprio a capire meglio questa mtb.
Il retrotreno è fermo e sebbene i foderi alti siano di piccolo diametro non si avverte nessuna capacità di assorbimento; insomma si sente la tipica risposta di un telaio oversize in alluminio. Probabilmente anche il reggisella di maggior diametro (il telaio offre la predisposizione per i reggisella di tipo telescopico) non aiutava nella percezione di comodità e capacità di assorbimento.
Il perno posteriore da 142 x 12 mantiene il retrotreno molto rigido alla torsione ed insieme al movimento centrale press fit garantisce l'ottimo trasferimento di potenza già accennato. Inoltre la posizione di guida porta a caricare bene la ruota anteriore sopratutto per via del tubo sterzo molto corto che mantiene la posizione di guida bassa e l'angolo di sella verticale di 74°. Infatti è grazie a questo connubio che si riesce a passare in modo molto agevole dalla posizione da seduti a quella in piedi e la rigidità e risposta del telaio porta spesso ad alzarsi.
Arriviamo adesso alle considerazioni che riguardano la guidabilità.
Come dicevamo la rigidità di un telaio non è l'unico aspetto per 'categorizzarlo' ed è sotto a questo punto di vista che la bici si avvicina alla destinazione d'uso dichiarata dalla casa. Infatti la Canyon dà una sensazione generale di stabilità, e avere montato un manubrio da 690 con però poca piega non fa che restituire una sensazione di sterzo ben piantato a terra ma non incredibilmente agile. L'angolo sterzo è infatti di 70 gradi e questo per una 29ers significa inevitabilmente privilegiare la stabilità.
A compensare il tutto c'è un carro posteriore ben compatto e corto. La guida è quindi tendenzialmente stabile senza però diventare pigra.
Purtroppo la nostra prova si è interrotta poco prima della metà del giro completo, dopo solo qualche centinaio di metri di quella che era la discesa del circuito di prova.
Abbiamo infatti pizzicato la ruota posteriore e per questo motivo siamo dovuti ritornare a piedi sui nostri passi. Peccato davvero che la bici non fosse allestita tubeless, la discesa era appena iniziata ed incominciavamo giusto a capire in modo più profondo la nuova Canyon da 29 pollici. Per questo motivo ci è impossibile andare oltre circa le sensazioni restituite dal mezzo se non quelle percepite di primo acchito già sottolineate.
Per quanto riguarda la qualità costruttiva la Canyon dimostra di essere ben realizzata.
Molto bello l'attacco del freno posteriore di tipo post mount così come le saldature e la forma delle tubazioni come quella del tubo sella ovalizzato ed assimetrico per garantire il massimo supporto al movimento centrale. Per questa particolare forma del tubo sella (Maximus Seattube) l'attacco per il deragliatore anteriore è di tipo Direct Mount.
Non ci piace invece la soluzione del passaggio cavi interni (ma questa è una nostra considerazione più generale che non specifica) perché stiamo parlando di un telaio dalle tubazioni in alluminio anche se sappiamo bene che questa è la tendenza generale.
Il telaio ha la serie sterzo di tipo conico e la bici in prova era montata con una forcella Fox F29 da 100mm dotata di canotto conico oltre ad avere il perno da 15mm. Come già accennato la solidità della zona anteriore è una caratteristica immediatamente percepibile ed il tubo sterzo è realmente sovradimensionato.
La Grand Canyon 29 AL sarà disponibile in tre allestimenti che condividono tutti lo stesso telaio ma con componenti diversi. Si và dalla più economica 8.9 con un peso dichiarato di 11,2 Kg. Questo modello avrà forcella DT ed un mix di Shimano e Sram con freni Formula.
Ci sarà poi la 9.9 montata con X-0, X-9 e Shimano Deore , forcella Fox F32 FIT Terralogic e freni Avid. Questi due modelli saranno disponibili anche in colorazione bianca e blu.
Infine il top di gamma della Canyon Grand Canyon AL 29 sarà la 9.9 SL. Con un peso di dichiarato di 10.9 Kg utilizzerà un mix di SRAM XX, X-0 e Shimano XT sempre con forcella Fox F32 Fit Terralogic, freni Avid X0 e resto dei componenti Ritchey WCS. Disponibile esclusivamente anodizzata nera come quella in prova.
Di seguito trovate la tabella riassuntiva.
Conclusioni
Come accennato la prova si è dovuta interrompere un po' in anticipo e prima della parte più divertente e rivelatrice del circuito.
Le impressioni generali sono state di una 29er moderna e ben realizzata che ha nella rigidità e risposta alla pedalata la sua dote più interessante, ma che si comporta a tutti gli effetti come una vera 29er. Non è infatti una bici molto maneggevole ma ha una posizione di guida piuttosto aggressiva e spostata in avanti. Un mix che la rende una vera 29er capace di offrire una maggiore sicurezza nelle situazioni di terreno più accidentato ma allo stesso tempo capace di essere utilizzata con un po' più di aggressività.
Di sicuro una realizzazione originale della ditta tedesca che come sappiamo ha già 'in cantiere' un modello più orientato all'utilizzo racing in carbonio che era esposto anche ad Eurobike 2011.
Vi lasciamo con il video realizzato dalla Canyon per la presentazione della nuova Grand Canyon 29 AL completo di intervista ad uno dei responsabili del progetto.