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Salsa Horsethief. Le prime impressioni di guida
Articolo tratto da twentynineiches.com traduzione a cura di 29pollici.com
La nuova full di Salsa è stata provata nei demo day di Las Vegas sia da Grannygear che da Guitar Ted.
Incominciamo con Grannygear.

Nella nuova battaglia tra le biammortizzate da 29 pollici con almeno 120mm di escursione, la Horsethief che arriva dal quartier generale di Salsa nel Minnesota è l'evoluzione della Big Mama ormai fuori catalogo.
Abbiamo utilizzato a lungo e con piacere la Big Mama già non appena resa disponibile al pubblico. Per questo possiamo dire con certezza che la Horsthief ci piace ancora di più, ecco perché.
Rigidità del telaio. Sicuramente rispetto al modello che sostituisce il telaio è a livello generale più rigido, in particolare nel triangolo posteriore.
Quanto di questo sia dovuto all'utilizzo del perno da 142/12 Maxle e quanto dalla struttura delle nuove tubazioni è difficle da dire ma queste due caratteristiche messe insieme creano una mtb con una migliore capacità di seguire le linee impostate.
Escursione. 120mm sia anteriori che posteriori sono ben bilanciati e non danno l'idea di una 29er impacciata o lenta. L'opzione di poterla montare con forcella di maggiore escursione fino a 140mm è sicuramente un valore aggiunto, quindi se si vuole c'è la possibilità di farlo con la consapevolezza che il telaio è realizzato per poterlo fare nel modo migliore.
Geometria. Rispetto alla Big Mama, la nuova Horsethief ha il movimento centrale più basso, il tubo sterzo meno verticale ed il carro posteriore più corto. Tutte queste cose insieme permettono di ottenere una bici allo stesso tempo più agile ma anche più stabile alle grandi velocità, quindi una compagna di uscite ancora più divertente e se possibile migliore.
Questo per quanto riguarda gli aspetti tecnici ma come si guida in realtà la nuova Salsa?
Montata con l'ammortizzatore posteriore Fox RP23 all'inzio è stata utilizzata con il Pro Pedal inserito e la forcella bloccata giusto per poter capire più facilmente la rigidità del telaio ed il comportamento generale. In questo modo la 29er si è dimostrata capace di sfruttare al meglio i rapporti più lunghi, la guida in piedi e di affrontare agevolmente le situazioni di sterrato veloce ed anche di asfalto.
Abbiamo però poi deciso di aprire i blocchi sia della forcella che dell'ammortizzatore posteriore ed a quel punto si è potuto notare un leggero movimento delle bielle attivato dal peso ma non esattamente dovuto alla forza applicata sui pedali.
Anzi sotto questo punto di vista il movimento è davvero minimo e la prestazione di pedalata rimane sempre ottima, anche meglio a nostro avviso di altri sistemi. E per questo motivo il resto della prova è stata svolta con le sospensioni attive.
Durante il suo utilizzo sono molte le somiglianze con la Spearfish innanzitutto lo schema di sospensione che anche regolato sul tutto aperto non dà mai una sensazione di super morbidezza. Chiaramente le vere asperità vengono comunque smorzate.
Rispetto alla Spearfish la maggiore escursione è percepita negli scalini più alti e nel percorso di Bootleg Canyon questa escursione su una 29er permette al ciclista medio di avere una mtb capace di affrontare la totalità dei terreni rimanendo allo stesso tempo sempre piacevole da pedalare.
Il carro posteriore lungo 18" (457mm) è ancora un decente compromesso per permettere alla cinematica e ai componenti di lavorare al meglio offrendo una guida sempre bilanciata. Sarebbe bello però se Salsa lavorasse ancora più duramente e riuscisse a portarlo intorno ai 17.75" (circa 450mm).
In questo modo la bici riuscirebbe ad essere ancora più divertente, facile da impennare e la stabilità non sarebbe comunque compromessa anche nelle salite da seduti. Come detto sarebbe sicuramente meglio ma così non è comunque male.
Lo spazio a disposizione delle gomme è buono e la mtb in prova montava agevolmente le Schwalbe Nobby Nic da 2.3".
Se dovessimo dare un giudizio alla Horsethief sarebbe un B ed in considerazione del realizzazione e rigidità del retrotreno potrebbe guadagnare un quarto di punto ed arrivare ad un B+.
Una cosa da considerare è che il valore delle Salse è generalmente buono specie in un mercato che vede l'aumentare dei costi delle mtb di qualità. In quest'ottica la Horsethief è sicuramente una Trail bike che chiunque dovrebbe considerare come biammortizzata da 29 pollici con più di 100mm di escursione.
Ed ora cosa ne pensa Guitar Ted.
Wow con questa Horsethief si ha a disposizione una 29er due in uno! Era giusto vedere le novità di questo modello in considerazione del fatto che la Big Mama che di fatto sostituisce è una 29er del mio parco bici.
Impressioni di guida. La Horsethief ha un atteggiamento ed un'attitudine completamente diverse da quelle della Big Mama
In un certo senso laBig Mama era una mtb un po' confusionaria. Usata con 100mm di escursione di certo non era la migliore biammortizzata da XC, molto più adatta ad un utilizzo Trail sia per il peso che per l'altezza del movimento centrale troppo alto per situazioni XC.
Allo stesso modo però la Big Mama non era perfetta per i canoni moderni di bici All-Around, 100mm di escursione sono pochi per quest'uso e l'angolo sterzo era comunque troppo verticale. Invece montata con una forcella da 120mm il movimento centrale saliva troppo….
Oggi in questa fascia d'uso Salsa offre ben 2 modelli di 29 pollici, entrambe moderne e perfettamente 'regolate' per soddisfare al meglio le caratteristiche tecniche richieste da ognuna.
Salsa ha utilizzato quello tutto quello che ha imparato con la Big Mama e l'ha ampliato. La Horsethief ha un angolo sterzo meno verticale, ha il movimento centrale un poco più basso (solo leggermente) aumentando però allo stesso tempo l'escursione che adesso è di 120mm al posteriore. Aggiungiamo a questo il fatto che questa bici può essere utilizzata sia con forcella da 120mm che con una da 140mm ecco chiaro quello di cui stavamo parlando…. una vera Trail bike!

Durante l'uscita di prova nel Bootleg Canyon è subito chiaro che alla Horsethief piace giocare. La sezione del percorso di tipo Pump Track è stata uno spasso e la geometria stabile permette di lasciarsi andare e raggiungere grandi velocità senza sentirsi fuori posto. I drop più alti e le asperità più forti sono i punti dove la maggior escursione viene fuori al massimo e dove si sente lavorare al meglio il retrotreno.
In salita l'abbiamo sentita un po' morbida ma aspettate, il Pro Pedal era completamente aperto.
Ecco la giusta occasione per girarlo e bloccarlo ed immediatamente sentiamo che la bici ottiene un feeling più fermo che permette di spingere senza ondulazione sui pedali. Di certo il divertimento ed il confort diminuiscono soprattutto se ci si dimentica della modifica e lo si tiene così anche in discesa…..
La Horsethief è così divertente da usare con gli ammortizzatori 'aperti' che anche un po' di ondulazioni in salita crediamo siano accettabili. Anzi dove il terreno è particolarmente accidentato si riesce a salire molto meglio con il Pro Pedal disattivato, cercando di rimanere composti la ruota posteriore garantisce sempre il massimo grip. Basta stare seduti e spingere di più….
Non si tratta di una bici da XC e quindi non và utilizzata in questo modo e per noi questa distinzione è quanto mai vera. Oggi ci sono poi così tante nuove hardtail da 29 in carbonio che possono e vogliono essere utilzzate diversamente…..
Le conclusioni sono che la nuova Horsethief è decisamente meglio della Big Mama anche nei confronti di altro che il mercato offre in questo tipo di settore, Salsa dimostra di avere una 29er che può competere molto bene e che è veramente adatta ad un certo tipo di utilizzo.
Meglio di altre nuove 29ers in questo settore?
Bisognerebbe provarle per bene proprio tutte per poterlo dire, quindi non lo sappiamo ma di certo il pacchetto complessivo offerto è ottimo e siamo sicuri che potrà fare sorridere molti ciclisti sui sentieri.
Una parola sulla lunghezza del carro. Carri corti di qua, carri corti di là, sono cose che leggiamo continuamente sia sulle pubblicazioni specializzate che sui forum ed anche da nella prima parte di questo articolo da Grannygear.
Per questo motivo abbiamo parlato con l'ingegnere a capo del progetto Horsethief ovvero Pete Koski chiedendogli di darci qualche informazione tecnica sui 'numeri' di questo modello.
Pete ci ha detto che erano stati realizzati diversi prototipi della Horsethief alcuni con carri più corti del modello definitivo. Durante i test svolti dalla sua squadra nelle diverse località del territorio americano sono arrivati ad una dimensione più corta di quella della Big Mama.
"Ok,…. ma si tratta sempre di 18" (457mm)" gli ho detto.
"Si ma abbiamo voluto che si potesse montare una tripla senza problemi, che si riuscisse a mettere gomme molto larghe e che ci fosse ancora un giusto spazio per i copertoni e tutto questo insieme con un carro corto non si può ottenere" ha obiettato Pete Koski
A quel punto gli ho chiesto: "Se non ci fossero impedimenti tecnici che misura di carro sceglieresti?"
"Farlo corto" ha risposto Pete senza esitazione.
Il fatto è che ci sono degli aspetti tecnici e dei parametri che Salsa ha deciso di superare in un certo modo per ottenere una 29er versatile e capace di affrontare determinati utilizzi nel modo migliore.
Può il carro posteriore essere un poco più corto?
Forse un po' si riuscirebbe, ma come abbiamo già anticipato in un precedente articolo, la progettazione di una bici deve tenere conto di molti aspetti e quindi se si fanno alcune scelte inevitabilmente si deve rinunciare ad altro.
Avere un deragliatore anteriore che non crea problemi con le diverse possibilità di guarniture in commercio, permettere di montare gomme di grandi dimensioni anche quando il clima ed il terreno sono difficili e non creare un disegno troppo complicato da realizzare sono tutte considerazioni che il progettista deve tenere ben presenti.
Il problema del costo e della realizzazione di una determinata soluzione non può essere messo in secondo piano.
Alla fine, è proprio così che Salsa con la Horsethief è riuscita a creare un'ottima Trail bike dal prezzo molto competitivo.
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