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Giant Anthem X 2 29er | Prime impressioni

Calcare gli sterrati con la Anthem X 29 era una cosa che eravamo impazienti di fare già da parecchio tempo

Articolo di Grannygear tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com

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Il primo giro fuoristrada su cui abbiamo potuto provare questa 29 pollici è stato il nostro percorso ad anello 'test' di poco più di 30 chilometri.

Ultimamente ci sono state parecchie pioggie e quindi il terreno e di conseguenza la guida, si è rivelata piuttosto rallentata ed ovattata. Il circuito di prova è caratterizzato da una salita su asfalto di circa 5 chilometri, poi una serie di strade tagliafuoco e di sentieri singletrak e prima di arrivare al ritorno altri 7 chilometri in asfalto. In linea di massima ci sono molti saliscendi e poco terreno pianeggiante ed è un giro che permette di variare spesso ritmo.

Il primo obiettivo era verificare come il sistema di sospensione Maestro si faceva pedalare in salita spingendo vigorosamente sui pedali ma senza fare affidamento al ProPedal.

Inutile sottolineare che non stiamo parlando di bici da strada ma, se le sensazioni sono quelle di una mtb che si riesce a pedalare bene anche su asfalto e riesce a mantenere reattività anche nello sconnesso, allora si può pensare che sia un buon mezzo. Alla fine, questo è esattamente ciò che siamo riusciti ad ottenere in precedenza durante la prova della Jet 9, ed ora è il momento di verificare se vale lo stesso anche per la Anthem.

AnthemXFirstMaestroAll'inizio siamo rimasti sorpresi di quanto si stavano muovendo le bielle dell'ammortizzatore, ci siamo quindi fermati ed abbiamo 'giocato' un po' con i settaggi. La pressione iniziale era equivalente a quella del nostro peso. Quindi partendo con 190psi e la regolazione dell ritorno in posizione aperta abbiamo voluto valutare le prime impressioni di risposta dell'ammortizzatore con queste impostazioni.

Dopo poco abbiamo aumentato la pressione a circa 200psi e frenato il ritorno di un paio di giri. Subito, abbiamo verificato un immediato miglioramento ed il sistema Maestro si è dimostrato ben più fermo anche pedalando da in piedi.

A questo punto però rimaneva la domanda principale, dopo queste modifiche si riuscirà ancora ad ottenere la capacità ammortizzante in fuoristrada che vorremmo?

Inoltre questa situazione non ha fatto altro che confermare che vale sempre la pena sperimentare un poco con le regolazioni. Il SAG è rimasto sempre intorno al 20% dell'escursione totale, quindi la sensazione complessiva di questa modifica era quella di essere riusciti ad ottenere una sospensione più ferma ed un poco più frenata. Giusto quello che stavamo cercando.

Per quanto riguarda la forcella, con il ritorno regolato su tutto chiuso, la Anthem X si è dimostrata efficace nell'azione fuorisella anche con il Propedal dell'ammortizzatore posteriore aperto, una volta poi che lo si attivava la bici diventava definitivamente immobile anche provando a pedalare in modo scomposto o 'saltando' sui pedali.

La prima sezione di sterrato è un tratto veloce e ci si arriva con una buona velocità grazie alla discesa asfaltata precedente. Solitamente con una hardtail si sente il retrotreno sobbalzare, e se la propria 29er è di quelle con uno sterzo veloce, la si sente anche 'ballare' un pochino nella transizione dalla zona con trazione a quella con meno trazione dello sterrato. Ebbene la Giant ha affrontato questa sezione senza scomporsi minimamente, 'inghiottendo' tutto e lasciandoci praticamente indifferenti alle modifiche del terreno.

AnthemXFirstHeadLe seguenti due ore del giro effettuate sul nostro circuito sono una serie di rapide salite e discese su un terreno ancora bagnato e sabbioso.

E' la tipica uscita che ti succhia l'energia dalle gambe ma nonostante tutto la Giant si è comportata bene, si saliva bene con il granny gear, ed anche con l'ingranaggio medio senza apprezzare particolari differenze di comportamento della sospensione nelle due situazioni.

In discesa, nelle curve ci si trovava spesso a dover curvare nella zona del terreno meno battuta rallentando inevitabilmente.

Sui sentieri, per via del terreno appesantito la situazione era un po' noiosa ma si è riusciti ugualmente ad andare via piuttosto veloci ed agili. Inoltre non abbiamo avuto nessun inconveniente di bloccaggio della ruota posteriore durante l'uscita ma sebbene il terreno fosse bagnato non è mai stato fangoso.

Dopo questa prima uscita abbiamo utilizzato la Anthem X 29er su terreni più asciutti e tecnici e ne abbiamo tratto alcune impressioni che credo rimarranno i nostri capisaldi fino alla fine del test.

Allora incominciamo dalla geometria.

L'angolo sterzo di 71 gradi ci ha fatto più volte pensare se non sarebbe stato un poco troppo verticale in condizioni di discesa a maggiore velocità o situazioni più tecniche e smosse. Questo è stato lo stesso feeling che con la Jet 9 più di una volta ci ha fatto tentennare in questi contesti … non per paura ma giusto per prestare maggiore attenzione perché le cose avrebbero potuto 'scappare di mano' velocemente.

Questa sensazione sulla Giant non è stata avvertita. Questa 29er si è dimostrata sorprendentemente più stabile mantenendo comunque una capacità di farsi girare abbastanza bene.

Parliamo adesso della lunghezza del carro e di come questo influenza le caratteristiche di guida di questa bici. 18.25" ovvero 464mm è una misura un po' oltre i moderni canoni di una 29er anche se stiamo parlando di una biammortizzata. Come sempre dietro ad una scelta geometrica ci sono dei pro e dei contro e questo si applica anche nella scelta di un retrotreno più lungo. Uno dei vantaggi è che un carro più lungo dona maggiore stabilità specie quando il terreno è più sconnesso.

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Nel veloce e nelle curve permette traiettorie più fluide e non fà scodare la bici nelle frenate più brusche. Un altro punto positivo è come la Anthem riesca ad andare in salita quando si è in sella. Il carro lungo aiuta a mantenere l'anteriore a terra e richiede meno spostameti di peso ed energie specialmente quando si tratta di mantenere una linea. Seduti, concentrandosi a pedalare si riesce a salire sopra qualsiasi asperità. Gli svantaggi?

Beh, manca di quella personalità 'giocosa' che ad esempio la Niner Jet ha dimostrato nei sentieri più stretti.

Si riesce ad andare ugualmente veloci anche con la Anthem X, ma è tutta un'altra danza. Più Swing e meno Rock. Inoltre è più difficile per la ruota posteriore mantenere il contatto con il terreno quando invece ci si alza e si spinge in piedi sui pedali, particolarmente nelle sezioni di salita più tecniche e ripide. Ed anche questo non sorprende.

AnthemXFork2Bilanciamento: Le regolazioni di cui vi abbiamo accennato ci hanno dato un sistema bilanciato con l'azione della forcella ed anche per quanto riguarda la pedalata senza dover intervenire con il ProPedal.

Il tutto senza dover rinunciare a dell'escursione. Il feeling piuttosto duro lo si sente anche nelle uscite dalle compressioni, non è proprio un assetto morbido. In linea di massima è una regolazione analoga a quella fatta sulla Jet 9 così come sulla Epic Marathon anche se il sistema Mestro di Giant si dimostra più attivo di quello di Specialized in particolare sulle piccole asperità e questa è una caratteristica che ci piace. Riesce ad assorbire i piccoli ostacoli e le sezioni rocciose più accidentate senza troppi problemi. Sotto questo punto di vista la Anthem raccoglie il massimo dei voti, riesce infatti ad essere ben bilanciata nelle diverse situazioni d'uso.

Altri componenti: I freni Avid Elixir 5 si sono dimostrati spettacolari. Morbidi, silenziosi ed efficaci.

Le coperture Maxxis Crossmark sono state una sorpresa positiva, infatti ci aspettavo poco vista la sezione non particolarmente generosa ed i tasselli centrali con profilo a rampa per ottimizzarne la scorrevolezza, ma si sono dimostrate molto efficienti e non aspettiamo l'ora di provarle su terreni più asciutti. Vedremo.

Tutto il resto ha funzionato bene anche se abbiamo avuto qualche noia con il deragliatore anteriore Shimano SLX. Si ostina a non permetterci di utilizzare tutti gli ingranaggi della cassetta posteriore senza dare sfregamenti o richiedere continue regolazioni.

Il telaio in linea generale ci è sembrato rigido e non siamo riusciti ad avvertire nessun tipo di flessione indesiderata.

Bene, questo è quanto per queste prime impressioni.

Vi ricordate quando Carl Decker ha vinto la Downieville sulla Anthem X 29er? Credo che sia piuttosto interessante che l'abbia fatto su una mtb che non è di sicuro una mtb da All-Mountain. Lo ha fatto in una gara che è sicuramente più indicata a bici come la Mojo di Ibis, le varie Santacruz ed anche a bici dei marchi più grandi ma con caratteristiche ben diverse. Angoli sterzo meno verticali, sospensioni con altre escursioni… Sappiamo che Carl è sicuramente un atleta di altissimo livello ma per un risultato del genere di sicuro anche la mtb deve essere all'altezza. E dopo aver utilizzato la Anthem nelle nostre prove, crediamo di aver capito il perché.

Dove davvero questa mtb si sente a suo agio è nel veloce irregolare, e su terreni che cambiano spesso di consistenza. E' qui che si comporta egregiamente. Negli stradoni, dove i canali scavati dall'acqua costringono a cambi di direzione o nel migliore dei casi al loro superamento. A guardare la geometria sulla carta sembra proprio ideata per dare il meglio in queste situazioni e nello stesso tempo permettere di spingere sui pedali al massimo. La maggiore lunghezza del carro posteriore è di sicuro anche il motivo per cui il sistema Maestro riesce a seguire il terreno in questo modo.

Tuttavia, c'è un prezzo da pagare e questo dipende da quello che state cercando.

Dova ad esempio la Jet era facile da guidare specialmente con il corpo, andando ad allegerire il posteriore e cercando di muoverlo lateralmente quanto occorreva, la Anthem X invece risulta ben poggiata, sembra di essere ancora di più sui binari con un retrotreno che segue fedelmente le linee della ruota anteriore. Se si vuole utilizzare questa bike con uno stile da BMX allora lo sforzo sarà sicuramente maggiore, ma vale la pena preoccuparsi?

Se il vostro modo di stare in bici è molto attivo, vi piace 'giocare' di più con la bici e muoverla sotto di voi allora la Giant Anthem potrebbe non essere la vostra scelta migliore.

Ma allora, questa caratteristica è una cosa così negativa? Dipende. Dopotutto c'è anche qualcosa di molto positivo nell'avere molta stabilità, specie se la bici gira bene come dimostra di fare questa Giant.

Ad esempio crediamo che ci si possa trovare molto bene in una gara lunga, magari una SOLO di 6-12 ed anche 24h, dove tutto quello che si vuole è una posizione efficiente in pedalata, la possibilità di scendere velocemente ed in sicurezza e tutto in comodità senza nulla di più.

E' una bici che si comporterebbe sicuramente molto bene giù da qualche sentiero del Colorado, oppure in una situazione come quella di Moab potrebbe essere preferibile alla Jet. Riuscite a seguire il filo conduttore di questa analisi? Dopo tutto si tratta di vedere la differenza tra diversi tipi di mele e non quella che c'è tra una mela ed una pera….

E come bici da gara? Beh, visti i risultati già ottenuti diremmo di sicuro di si, l'unica cosa è il peso esattamente come quello della Jet 9 provata recentamente. Come sappiamo questo è anche una questione di componenti e del loro costo, ma possiamo già vedere come il carbonio stia dettando legge per quanto riguarda i telai delle biammortizzate da 29 pollici nelle gare da XC.

Allora come Trail bike? A nostro avviso potrebbe esserlo di più che non la Jet, ma questo come abbiamo visto dipende molto dalle proprie attitudini di guida, preferenze e dai sentieri che si affronteranno.

Comunque la prova non è ancora terminata, avremo ancora modo dipassare del tempo su questa Anthem X 29er e di sicuro vi sapremo dare altri spunti di riflessione. A presto!

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