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La prima parte della recensione della Anthem 29, la biammortizzata in alluminio con 100mm di escursione di Giant
Articolo di Grannygear tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com

Quando Giant è entrata nel 'mondo' delle 29ers, lo ha fatto inizialmente presentando la linea XTC ovvero le sue hardtails in alluminio (recentemente abbiamo però visto che ha presentato il modello top di gamma XTC realizzato in carbonio).
Sebbene queste bici siano state ben recensite ed erano attese dagli estimatori della casa, questi sono solitamente dei veri fanatici del sistema Maestro ovvero lo schema di sospensioni proprietario di Giant. Era quindi una biammortizzata la 29er che stavano più aspettando e l'arrivo della Anthem X, modello per le gare XC e di grande successo nella sua versione da 26 pollici era il primo desiderio della loro lista.
Ci è voluto un po', ma come si suol dire ne è valsa la pena.
L'anno passato Giant ha così annunciato la Anthem X 29er in tre versioni.
Dopo poco tempo però, hanno dovuto affrontare un piccolo inconveniente che li ha costretti a richiamare le bici che praticamente erano appena arrivate nei negozi e stavano per essere vendute. Un difetto al tubo orizzontale nelle vicinanze del tubo sterzo che poteva risultare in una rottura del telaio.
Quindi con soli pochi pezzi già consegnati hanno deciso per il richiamo; una manovra coraggiosa ma che si è rivelata sicuramente giusta in modo da evitare una diffusione maggiore di un problema che non poteva essere trascurato.
Giant si è dimostrata quindi veloce ed attenta è ha rimediato in modo tempestivo a questo problema. In pochissimo tempo, sono riusciti a promuovere, questa volta a livello mondiale e non più solo statunitense, questa 29er che intanto veniva sempre più attesa dal mercato.
Leggendo sui vari forum, chi oggi è in possesso di questo mezzo ne è molto soddisfatto e molti sono riusciti attraverso un montaggio attento a realizzare delle 29er dal peso davvero contenuto.
Finalmente è arrivato il momento di dedicare a questa 29 pollici da 100mm di escursione, una prova esaustiva. Incominciamo con il dare un'occhiata ai diversi modelli proposti.
La Anthem X è disponibile in 3 versioni: la 1, 2 e 3 oltre ad essere venduta anche come solo telaio.
La versione 1 è il top di gamma (...e potete scommettere che la versione 0 sarà quella con il telaio in fibra di carbonio), è quella che vede i migliori componenti e presenta il telaio polished per risparmiare ulteriormente qualche grammo.
Sebbene tutti amino provare e vorrebbero il modello top di gamma di qualsiasi bici, la realtà è che molti in realtà poi si orientano su un modello meno esasperato se non altro appena usciti dal negozio, lasciando sempre aperta la porta per ulteriori upgrade ma fatti in un secondo tempo e seguendo i propri gusti e necessità.
Tenendo in considerazione queste indicazioni abbiamo richiesto in prova la Anthem X 29er 2, che permette un certo risparmio economico rispetto alla top di gamma, ma rimane ugualmente equipaggiata con componenti di tutto rispetto.
Ecco le differenze principali.
Nella 2 la forcella Fox F29 non è quella provvista del sistema FIT e il gruppo di trasmissione è principalmente Shimano SLX invece dell'XT, infine le ruote non hanno raggi a doppio spessore e nipples in ergal. Inoltre il telaio della versione 2 è di colore nero e quindi leggermente più pesante appunto per via dell'aggiunta della verniciatura.
La differenza di prezzo è quindi giustificata da queste modifiche.
A voi decidere se ne vale la pena. I casi possono essere diversi tra di loro, se ad esempio siete dei corridori, è giusto sottolineare che si può ottenere qualcosa ancora di più leggero e performante rispetto a quello che si troverà nella versione 1 ma a quel punto si andrà certamente a spendere di più.
Se invece possedete già alcuni componenti di valore potrebbe valere la pena optare per la versione 2, montandoli così sulla versione più economica in modo da migliorarla immediatamente. Ognuno faccia i suoi calcoli.
Di seguito pubblichiamo l'elenco dei componenti e la tabella con la geometria dichiarata dalla casa.
Per il biker medio una mtb nell'ordine dei 3000 euro non è certamente economica, ma come detto le specifiche dei componenti anche della versione 2 è piuttosto buona. Quelli marchiati Giant e nominati Connect fanno il loro lavoro, i freni Elixir 5 hanno il rotore anteriore da 185mm e sebbene la tecnologia FIT possa essere l'ultimo ritrovato di Fox, già avere il quickrelease di tipo 15QR ed il tubo sterzo conico farà più che contenti la maggior parte dei futuri 29ers.

Appena tirata fuori dalla scatola la Anthem X 29er 2 pesa circa 12Kg e 500 grammi senza pedali.
Non male per una bici in taglia XL come quella del test. Finita di equipaggiare con un paio di SPD, con il portaborraccia e cambiando il manubrio e la sella con i nostri, siamo arrivati a 29 libbre ovvero 13Kg e 150 grammi.
Esattamente lo stesso peso della Jet 9 recentemente provata.
Ora come si sà, la bellezza è negli occhi di chi guarda ma la versione 1 con il telaio polished ed il resto azzurro lo trovavamo un po' eccessivo.
La 2 invece è davvero bella, anche se non siamo amanti delle guaine di colore rosso. Ancora, è una bici ben realizzata e l'aspetto generale così come le sue proporzioni ci sembra davvero a posto.

Questa è la prima parte della recensione e quindi non andremo troppo nell'aspetto tecnico di guida, ma provata brevemente sulla strada giusto per vedere cosa mostrava di primo impatto, ha dato la sensazione di essere filante con la pipa da 110mm ed il manubrio flat di appena 5° di inclinazione.
Il manubrio è ben largo ma 5° non hanno mai fatto felici i polsi di nessuno e quindi trovandoci da subito a guidare con le mani più piegate ed esterne nel vano tentativo di sentirle più vicine al busto e maggiormente inclinate, abbiamo deciso di cambiarlo immediatamente con uno più piegato e leggermente rialzato.
Avevamo giusto da provare un Answer ProTaper 720 All Moutain rialzato, di color bianco candido, ed ecco così che il manubrio standard è stato sostituito con l'Answer.
Con 720mm potrebbe persino essere un po' troppo largo specie per una bici da 100mm di escursione, ma ricordiamoci che si potrà tranquillamente tagliare.
Infine abbiamo sostituito l'attacco manubrio con una pipa da 90mm per avvicinarci alla nostra posizione ideale.
Alla fine abbiamo aggiunto poco più di 50 grammi alla bici. Cambio veloce anche della sella ed eccoci finalmente pronti per poterla testare a dovere.
Guardando attentamente la Giant vengono fuori alcuni dettagli.
Intanto le tubazioni hydroformate e le bielle forgiate sembrano adatti a sopportare ogni tipo di utilizzo.
Inoltre il retrotreno sembra un po' lungo con 462mm. Questa è una scelta controtendenza per il mercato delle 29ers e vedremo come si comporterà sul campo. Una cosa è sicura, lo spazio a disposizione della ruota posteriore è davvero molto.
La Maxxis 2.1 Crossmark sembra quasi una gomma da ciclocross vista tra i foderi. Tra l'altro è da molto tempo che non guidiamo una Crossmark e la cosa è piuttosto interessante. Sappiamo di zone dove alcuni copertoni sono molto utilizzati, dalle nostre parti i Crossmark non lo sono molto, vedremo quindi se ci stiamo perdendo qualcosa.
Interessante scoprire anche come si comporterà la bici nel suo complesso visto che veniamo da una recensione piuttosto completa della nuova Niner Jet così come da molte uscite su una Specialized Epic in alluminio.
Questo carro posteriore che porta ad un maggiore interasse posteriore si dimostrerà positivo oppure no? Quali sono gli ingredienti che hanno fatto vincere Carl Decker alla Downieville race?

 

Con la nostra prova cercheremo di rispondere anche a questi interrogativi.
Seguiteci.
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