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Eccoci al secondo round del nostro test di biammortizzate da 29 pollici realizzato dalla nostra 'crew' europea.
Articolo a cura di 'c_g' e M1 tratto da twentynineinches.com traduzione di 29pollici.com
Solitamente le bike di Specialized sono tra quelle di cui si occupano i nostri editori americani Guitar Ted e Grannygear, ma un'opportunità simile non poteva essere rifiutata ed ecco quindi una recensione di questa 29er fatta qui in Europa.

Non appena è stata annunciata la nuova generazione di sospensioni Brain Fade la nostra curiosità è notevolmente aumentata e così senza altre esitazioni ecco l'introduzione tecnica e quello che pensiamo di questa mtb e del suo sistema ammortizzante.
Categoria - Telaio biammortizzato in carbonio di media categoria
Il telaio - Denominato FACT 9m presenta il triangolo anteriore in carbonio mentre quello posteriore è in alluminio M5, ha il tubo sterzo di tipo conico, il movimento centrale PF 30 BB, mozzo posteriore con nuova spaziatura di 142mm es un'escursione di 100mm.

La sigla FACT significa "Functional Advanced Composite Technology" e considerando la grande esperienza di Specialized con i telai in carbonio abbiamo pochi dubbi riguardo il fatto che sia una tecnologia all'avanguardia, anche se è vero che per chiunque non sia un ingegnere specializzato di carbonio un qualsiasi telaio biammortizzato potrebbe già essere considerato qualcosa all'avanguardia….. ;-)
Comunque se volete sapere di più sulla tecnologia FACT sotto il link al sito di Specialized dove se ne parla.
http://www.specialized.com/bc/microsite/fact.html
Il triangolo anteriore ha un aspetto 'organico' come spesso accade con le relaizzazioni in carbonio, non ci sono spigoli e tutto è un susseguirsi di curve e linee sinuose. Tutta la parte anteriore presenta tubazioni dal profilo in continuo cambiamento, il tubo orizzontale è prima ovalizzato allargato e piatto nella zona del tubo sella per poi cambiare completamente forma nella parte centrale dove risiede l'attacco dell'ammortizzatore e modificare nuovamente forma e dimensioni verso il tubo sterzo.
Anche quello sella ha ricevuto diverse pieghe in modo da permettere l'adozione di un carro corto, e così c'è l'attacco per il deragliatore di tipo direct mount così come gli attacchi per le bielle della sospensione. Tra l'altro visto da sopra il tubo sella presenta un andamento assimetrico per consentire il giusto posizionamento dell'attacco Direct Mount del deragliatore.
L'anteriore massiccio e conico insieme ad una serie sterzo di tipo zero stack promette un sacco di rigidità e mantiene tutto l'anteriore basso, anche con forcella da 100mm. Anche il tubo obliquo di grande dimensione e con forme diverse nel suo sviluppo rimane piacevole alla vista ma assicura il massimo supporto sia al movimento centrale che al tubo sterzo.
Tutti i cavi passano sotto il tubo obliquo ed il movimento centrale e le guaine sono per l'intera lunghezza (ottima cosa soprattutto in condizioni meteo difficili come quelle di questo periodo). Le guaine sono ancorate da morsetti facilmente rimovibili.
I 100mm di escursione sono ottenuti per mezzo della classica cinematica a four-bar (4 punti di ancoraggio) di cui uno il celeberrimo Horst Link. Snodo tipico di Specialized che presenta una limitata distanza sia orizzontale (quella verticale è praticamente la stessa) tra il mozzo posteriore e lo snodo Horst.
L'asse posteriore del mozzo è ora nello standard 142mm con perno da 12mm. Ottimo per aumentare la rigidità del retrotreno, è comunque leggero e permette un perfetto allineamento della ruota. Ci aspettiamo di vedere questo sistema sempre più adottato in futuro. Richiede però un mozzo specifico anche se molti costruttori di moderne ruote aftermarket presentano mozzi che possono essere facilmente convertiti.
Per quanto riguarda la geometria è interessante e positivo che Specialized dichiari per l'angolo sella sia la misurazione attuale che quella effettiva. E crediamo che nel caso in cui l'angolo cambia in funzione dell'estensione della sella (per via di tubi sella che presentano curvature) dovrebbe essere sempre così.
La forcella - Si tratta della Rock Shox Reba RTL 29 con 100mm di escursione e quick release classico da 9mm.
La forcella è quella standard. Ci piacciono le forcelle con una singola camera per la facilità d'uso e di regolazione ma la Reba con la doppia camera (positiva e negativa) e con il sistema RLT per la regolazione di compressione e di ritorno consente la massima personalizzazione nelle regolazioni in funzione di qualsiasi tipo di situazione d'uso così come di preferenza dell'utilizzatore.
Ammortizzatore posteriore - Fox/Specialized e Mini-Brain con valvola inerziale
L'ammortizzatore posteriore era una delle cose che maggiormente ci incuriosivano.
E' incredibile vedere questo piccolo ammortizzatore (marchiato Specialized Future Shock) con il solo regolatore del ritorno collegato tramite un cavo idraulico al sistema Specialized Mini Brain che si trova sul forcellino sella sinistro, nella zona vicino al mozzo posteriore.
Per quelli che non hanno famigliarità con il sistema Specialized basta dire che l'ammortizzatore dovrebbe rimanere bloccato fino al momento in cui un urto di una certa intensità non apre la valvola inerziale (ed ecco perché il posizionamento di questa in prossimità del mozzo posteriore) che di fatto apre il circuito idraulico e permette così all'ammortizzatore di lavorare.
Con il sistema 'Fade Adjust' posizionato sul Brain si può regolare la forza necessaria perché la valvola venga aperta. L'obiettivo teorico di questo sistema è quindi quello di avere una bici con un retrotreno tendenzialmente bloccato indipendentemente da quanto ci si muove sulla bici, che però riesce ad ammortizzare dal momento che il terreno e gli urti diventano tali da richiedere il miglior assorbimento possibile.
Anche seduti sulla bici è incredibile quante opzioni di regolazione questo sistema offra, si può ottenere un ammortizzatore con una 'piattaforma' stabile di pedalata praticamente inesistente così come un retrotreno praticamente bloccato fino a qunado non si incontrano dei grandi urti.
In passato avevamo già utilizzato questo sistema e sebbene il concetto in sé sia geniale, avevamo trovato la sua applicazione non ideale. Specialized dichiara che i problemi precedenti sia di velocità del sistema che del rumore fatto dalla valvola durante il suo funzionamento sono stati superati e ora questo sistema non è più avvertibile da parte del ciclista, non c'è più alcuna soluzione di continuità tra aperto e chiuso.
Hmmm…. una dichiarazione importante e vedremo di verificarla nei fatti.

Freni - Avid Elixir R SL 160 Custom con rotori da 160mm (nelle taglie Large e XL invece saranno di 185mm).
Anche in questo caso l'attitudine race vine sottolineata dai rotori di minori dimensioni. Ok per le situazioni XC ma in caso di utilizzo Trail o di giri epici, sarebbe stato bene trovare almeno all'anteriore un rotore da 185mm. Gli Elixir R hanno una regolazione di avvicinamento ma nessuna regolazione di feeling che è invece presente nei modelli superiori.
Serie Sterzo - FSA 1"- 1/8" e 1" 1-1/2" con cuscinetti a cartuccia.
Semi integrata, compatibile con sistemi conici e di buona qualità…. insomma tutto quello che si deve chiedere ad una serie sterzo moderna.
Trasmissione - Combinazione di Sram x7 2x10 per manettini e deragliatore anteriore e di X9 per il deragliatore posteriore.
Cassetta Shimano HG81 a 10 velocità 11-36 e guarnitura Custom Sram S-1250 con doppia 24/38.
Solo un'azienda come Specialized può avere il privilegio di vedere realizzati da altre grandi aziende dei prodotti specifici come cerchi o guarniture. Sebbene quella della trasmissione sia una soluzione mista, abbiamo sempre verificato che da Specialized questo tipo di scelte sono sempre state fatte con la massima attenzione e quindi ci aspettiamo un'ottima funzionalità e delle prestazioni al top.
Interessante notare che Specialized ha optato per un movimento centrale di tipo Standard BSA (con cuscinetti esterni) e di un adattatore per poterlo montare sul telaio che invece prevede un foro di tipo BB30. Non sappiamo perché non siano andati diretti con il sistema Press Fit ma di sicuro questa soluzione lascia la massima possibililtà anche per il futuro. A vedere poi dimensioni e forme nella zona del movimento centrale non ci aspettiamo nessun problema di rigidità.
Ancora, per quanto riguarda il deragliatore anteriore vediamo un attacco di tipo Direct Mount, una soluzione che stà crescendo in diffusione e che troviamo interessante per la facilità di set-up così come per la pulizia nella zona d'interesse. Con un tubo sella che ha un profilo squadrato in vicinanza del movimento centrale diventa anche una soluzione quasi obbligata.
Ruote - Sono cerchi DT Swiss X450SL, con raggi DT Swiss Champion 1.8 intrecciati in terza sia all'anteriore che al posteriore e collegati a mozzi Specialized a 32 fori.
Caratteristica interessante che riguarda il mozzo è che quello anteriore ha una battuta con la forcella particolarmente grande, ed è costruito da DT apposta per Specialized, così come i cerchi X450 ed i quick release RWS dotati di leve in metallo (quelle in plastica hanno reputazione di essere più delicate).
Al posteriore chiaramente si tratta del mozzo con standard X-12 ovvero con battuta di 142mm. Ad una prima verifica abbiamo appurato che è ben fatto e rigido ma non in maniera eccezionale come ci saremmo aspettati nel leggere i freddi numeri.
Trazione - E' gestita da due copertoni Specialized. All'anteriore il Captain S-Works 2Bliss 29 X 2.0" e al posteriore il Renegade sempre 2Bliss 29 X 1.95". 2Bliss è la sigla per identificare i copertoni tubeless ready.
Sembra una tendenza piuttosto comune (anche nelle altre biammortizzate in test come la Trek) quella di avere un pneumatico anteriore più tassellato mentre al posteriore si sceglie una gomma più scorrevole.
La Captain davanti presenta una disegno che si direbbe buono per l'utilizzo più generico. Una parte centrale di tasselli più ravvicinati per una migliore scorrevolezza e quelli laterali più accentuati e spaziati tra di loro.
Quella posteriore invece è una gomma minimalista, ultimamente abbiamo utilizzato spesso coperture di questo tipo e sappiamo che se realizzate in modo adeguato possono anche in questo caso diventare coperture universali anche se rimangono più adatte a superfici dure e non troppo sconnesse.

Altri componenti - Molte delle altri componenti sono sempre marchiate Specialized: pipa, manubrio, reggisella, sella.
L'articolo più interessante è la pipa Comp-set che sebbene abbia un look classico ha una particolarità unica e particolare. All'interno di questa si inserisce un adattatore concentrico che a seconda di come è posizionato permette una diversa angolazione della stessa rispetto al tubo sterzo. In questo modo il look esterno non viene stravolto ma è possibile con adattatori diversi cambiarne l'angolazione da un -12° ad un più 12°. Il tutto ad un peso di circa 160 grammi.
Solitamente ci piacciono le mtb con un po' di colore. Questa accoppiata grigio/nera della Specialized ci faceva pensare costantemente se si trattava di uno schema di colori elegante oppure noioso. Domanda a cui non abbiamo ancora dato risposta e che anzi, alla quale ognuno potrà dare una sua interpretazione.
Da quello che abbiamo letto in precedenza e da quello che abbiamo già avuto modo di appurare siamo molto curiosi di verificare come questa 29er biammortizzata si comporterà sui sentieri.
La componentistica come abbiamo visto è un buon mix di medio livello che permetterà a molte persone di poter accedere ad un telaio in carbonio in modo altrimenti impossibile.
State collegati per le prossime informazioni.
Maggiori info sul sito Specialized.
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