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Non è molto che abbiamo annunciato il test del primo set completo di ruote da 29 pollici di DT eccoci quindi alle prime impressioni
Articolo di 'c_g' tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com
Il set oggetto della prova è quello chiamato DT-Swiss M 1800 dove la M stà a significare Cross Mountain ovvero quell'utenza meno orientata alle corse ma più interessata ad un utilizzo generico di questo componente.
Ecco il comunicato di DT-Swiss riguardo questo set di ruote:
La serie XM (Cross Mountain) è progettata per i ciclisti che vogliono affrontare qualsiasi cosa. Sia che si tratti di attraversare le Alpi, la gita in gruppo nel weekend oppure partecipare ad una competizione marathon. Per un ciclista di tipo Cross Mountain la versatilità e affidabilità del prodotto sono importanti al pari del peso e del comfort.
Riuscirà la serie M1800 a mantenere queste promesse? E' quello che scopriremo durante le nostre prove.
Come descritto nell'introduzione le M1800 sono ruote già assemblate, ma in realtà non sono altro che l'assemblaggio fatto direttamente da DT-Swiss di componenti che la stessa commercializza anche separatamente ma con sigle diverse.
Il set è composto dai nuovi mozzi 2011 DT-Swiss 350 (a 32 fori con attacco disco International Standard a 6 bulloni) insieme agli altrettanto nuovi cerchi M520 naturalmente per le ruote da 29 pollici, il tutto collegato da raggi neri chiamati DT Competition a doppio spessore. Nipples in alluminio Pro-Lock e Quick Release RWS in acciaio.
Quindi non è un problema ricostruire ruote del tutto analoghe se si volesse, e questa è una cosa positiva anche nel caso ci fosse bisogno di parti di ricambio.
Vediamo un pò più nel particolare ogni componente.
Mozzi: Per quello che sappiamo il modello 350 sono una versione semplificata degli ottimi 240 con una meccanica interna praticamente identica ed una manifattura esterna (prodotto realizzato a Taiwan) meno lavorata. Tutto questo aggiunge ai mozzi circa 150 grammi di peso rispetto al modello 240. Con anni di utilizzo alle spalle possiamo affermare che per quello che riguarda la funzionalità e l'affidabilità sarà davvero difficile riscontrare un problema durante il periodo di prova.
Dal peso di 195 grammi l'anteriore e 305 grammi il posteriore (secondo le dichiarazioni di DT visto che abbiamo il set completo) sembrerebbero piuttosto leggeri. I cuscinetti industriali sono ben sigillati girano in modo morbido e liscio e sono facilmente sostituibili. Il sistema d'ingaggio dei mozzi DT-Swiss è famoso per la sua affidabilità e la presa sicura che riesce a garantire. Rispetto al modello del 2009 la nuova versione presenta 36 denti di aggancio che quindi assicurano un arco di 10° prima di ogni nuovo ingaggio. E' una questione di gusti ma non siamo dei fanatici dei sistemi super veloci anche quando si tratta di utilizzo in singlespeed e quindi un ingaggio di questo tipo si può dire sia più che sufficiente. Come detto è una cosa molto soggettiva e alcuni ciclisti possono preferire sistemi con caratteristiche diverse.
Abbiamo anticipato che probabilmente non incontreremo problemi durante le prove ma può essere che le cose vadano diversamente. Dopo tutto a cosa servono i test?
Andremo a provare questo set su diverse biciclette e tutto coiciderà con il periodo invernale solitamente più 'duro', ci aspettiamo quindi che se ci dovesse essere qualche debolezza possa venire fuori proprio per le condizioni di prova particolarmente estenuanti.
I quick release: Il sistema proprietario RWS (Ratchet Wheel Mounting System) è ottimo per la sua cacità di stringere. E DT dichiara un aumento del 50% rispetto a quello dei quick release standard. A seconda del telaio o forcella su cui si montano l'azione di questa leva può essere un pò laboriosa. In questo caso bisognerà intervenire più volte andando a stringere praticamente innescando e poi mollando il cricchetto e girandolo in senso antiorario. Una volta stretto adeguatamente lo si mollerà l'ultima volta in modo da riuscere a posizionare la leva nel modo desiderato.
Le ruote M 1800 hanno la versione di questi quick release in acciaio con leva in plastica e dal peso di 45 grammi per l'anteriore e 52 grammi per il posteriore. In passato siamo riusciti a romperne uno (sempre di quelli in acciaio con leve in plastica) durante il trasporto in macchina in un viaggio. Sarà stata una coincidenza sfortunata ma prima di allora non ci era mai accaduto di rompere un quick release con leva in alluminio e quindi abbiamo subito imputato l'accaduto al materiale plastico. Mentre con altri quick release l'accaduto avrebbe messo chiunque in seria difficoltà, siamo invece riusciti ad ulitizzare la leva di quello rimasto integro per chiudere entrambe le ruote. Come vedete non c'è svantaggio senza vantaggio. Nonostante questo preferiremo sempre vedere le leve fatte in un altro materiale come ad esempio il modello di alta gamma in titanio per poter avere un sistema ancora più performante e migliore nel suo complesso.
Raggi e nipples: continuiamo la nostra analisi ed arriviamo ai raggi e alle nipples. I primi sono DT Competition a doppio spessore 2.0 - 1.8 - 2.0 praticamente lo standard per molti ciclisti che cercano un buon compromesso per ottenere affidabilità ad un buon prezzo e con un peso accettabile. Non c'è nessun appunto da fare, sono perfettamente adatti a quello che sarà il loro uso. I raggi sono un altro componente della ruota dove le preferenze di ognuno possono manifestarsi al massimo. Sono sicuramente molti coloro a cui piacerebbe pagare qualcosina di più ma avere ruote un pò più leggere ma ugualmente forti. Ad esempio con dei raggi tipo gli Aerolite con profilo a lama (utilizzati in passato sempre su ruote DT-Swiss EX 1750 da Enduro) si potrebbe migliorare qualcosina sotto questo aspetto. Di sicuro è una la scelta da fare in riferimento a quello che si vuole sia il costo finale e le caratteristiche meccaniche della ruota.
Per le nipples questo modello di ruote monta il top di gamma le DT Pro hexagonal in alluminio. Nipples leggere, forti, ed autobloccanti grazie ad un componente interno a doppia mescola. Nipples che sono un piacere su cui lavorare grazie anche alla testa esagonale (…. un peccato non averlo fatto noi direttamente)
Cerchi: Eccoci infine ai cerchi venduti anche separatamente con l'etichetta M 520 29er.

Con una larghezza esterna di 26.2mm ed una interna di 19.5mm tendono ad essere un pò sullo stretto tra le misure considerate 'standard' di cerchi da 29 pollici per All Mountain. Infatti spesso questo tipo d'uso richiede coperture molto generose. DT- Swiss dichiara una larghezza massima di 2.4". Di sicuro avremmo preferito una larghezza leggermente maggiore diciamo intorno ai 28mm per quella esterna.
DT-Swiss è famosa per dare maggiore importanza all'affidabilità e alla durata piuttosto che alla leggerezza. Ma continuiamo a trovare il peso di 520 grammi (ripetiamo ancora dichiarato e non verificato visto che le ruote sono già assemblate) davvero un pò troppo, soprattutto in riferimento alle American Classic tubeless da poco recensite molto simili come misure e che hanno un peso dei cerchi di solo 420 grammi. Esistono anche dei Notubes da 520 grammi ma sono i Flow e hanno una larghezza di ben 28mm. Avendo provato entrambi i cerchi anche in condizioni severe ci sentiamo di dire che che il cerchio di queste DT-Swiss abbia un peso un pò sovradimensionato per la sua realizzazione.
Inoltre queste ruote M1800 29er (e i cerchi M 520 29er) NON sono Tubeless ready. E ci sentiamo di dire che questa è un'opportunità mancata da DT-Swiss. Nel prossimo futuro (da gennaio 2011) dovrebbero essere resi disponibili della stessa casa dei nastri di gomma che ne permetteranno la trasformazione ma ai giorni nostri questi kit sono davvero qualcosa di sorpassato. Nati in un momento in cui non erano ancora stati sviluppati disegni ottimizzati per rendere le coperture tubeless. E quindi ci chiediamo perchè dover superare tutte le problematiche di una compatibilità all'indietro quando oggi invece è possibile già da subito costruire un cerchio con un disegno pronto per essere tubeless?
Per curiosità abbiamo modificato con un kit di conversione questi cerchi e una volta montate le nuove coperture garantite tubeless ready di Schwalbe, come ci aspettavamo tutto ha funzionato perfettamente con 'solo' la sensazione di sentirsi 'fuorilegge' proprio come è sempre accaduto. Inoltre il gonfiaggio è stato molto difficile e non si è mai verificato quello che in gergo si chiama tallonamento. Per questo le ruote verranno comunque provate con le camere d'aria. Ci auguriamo comunque di ricevere presto un kit DT-Swiss in modo da valutare la cosa in modo completo con una soluzione della stessa marca. Ad essere onesti tutti i cerchi DT-Swiss oltre a quelli Tubeless Tricon mostrano lo stesso profilo e sono disegnati per essere convertiti tubeless ready in questo modo, il nostro appunto è generale e più se vogliamo strategico se non quasi 'filosofico' piuttosto che essere riferito al questo prodott da 29 pollici. E' una critica molto chiara proprio perchè siamo dei fans della soluzione tubeless ready. Per chi ha intenzione di utilizzare le camere d'aria invece il 'problema' è del tutto irrilevante.
Impressioni di guida: Per prima cosa è giusto dire che queste ruote si mostrano esteticamente molto belle su qualsiasi mtb. Il nero generale con alcune grafiche enfatizzate bianche oltre a qualche tocco di rosso le danno un tocco di alta gamma ed alta tecnologia industriale senza però eccedere e quindi ideali per qualsiasi bicicletta indipendentemente dal colore e dal resto dei componenti. Un disegno piuttosto universale.
Non spettacolare o appariscente ma quasi un 'classico' Svizzero.
Utilizzando le ruote per le prime uscite abbiamo sentito che DT-Swiss è riuscita a nel suo intento in modo equo ovvero le ruote girano morbide e veloci, hanno un veloce ingaggio e sono stabili e con un feeling diretto. L'unica differenza percepibile è il maggior peso e la massa rotante (rispetto alle American Classic provate a lungo). Infatti bilancia alla mano queste ruote sono ben 400 grammi più pesanti ed è tutto distribuito tra i diversi componenti della ruota (mentre nipples e raggi sono praticamente identici).
Come rigidità si potrebbe dire che siano un poco più rigide delle American Classic ma non di molto. In particolare la posteriore non si è dimostrata molto rigida in considerazione della sua progettazione e costruzione adatta ad un uso di tipo All Mountain fatto anche con una guida aggressiva. Quindi sebbene queste ruote abbiano mozzi dalle flange ben spaziate ed i cerchi siano piuttosto robusti la cosa ci ha un pò sorpresi. La flessione della ruota può essere percepita ma durante l'utilizzo normale e con un adeguato tire clearence non dovrebbe proprio essere una cosa negativa.
Utilizzate con le coperture Schwalbe Nobby Nic da 2.35" (con camere d'aria e gonfiate a 1.8) si possono sentire le gomme flettere sul cerchio, una chiara indicazione che queste coperture sarebbero troppo larghe in riferimento alla larghezza del cerchio in configurazione tubeless. E l'unica soluzione può essere quella di utilizzarle ad una maggiore pressione. Sugli American Classic simili come larghezza avevamo già verificato che le Nobby Nic da 2.25 (56mm di larghezza) fossero il massimo che un cerchio con una larghezza interna di 19.5mm riuscisse a gestire.
Inoltre intendiamo scoprire davvero fino a che punto queste ruote possano essere portate anche affidandole ad altre persone per i test.
Attualmente le condizioni metereologiche limitano le possibilità di guida alle uscite più facili sulle strade forestali, ma le occasioni per giri più impegnativi arriverà e quindi state sintonizzati per altre informazioni riguardo questo set di ruote.
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