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MBA prova la Pivot Cycles Mach 429

29er full per uno dei test più... divertenti! 


MbaPivotCoverNel recente passato vi abbiamo già consigliato sia la Mach 4 che la Mach 5, full-suspended prodotte dal marchio Pivot Cycles con sede a Phoenix, Arizona, ma entrambe utilizzano ruote da 26” standard.

 

Quando ci è finalmente arrivata anche una versione dedicata alle 29”, la Mach 429 oggetto di questo test, ci siamo quindi chiesti se ancora una volta l’esito sarebbe stato così soddisfacente.

PRINCIPI DI BASE
Una 29er full con escursione di 100 mm entra infatti in una categoria diversa da quella delle front, sulle quali era maturata in questi anni l’esperienza necessaria a risolvere i limiti oggettivi conseguenza dei maggiori ingombri ruota, tra i quali una scarsa reattività in sterzata, se non compensata adeguatamente, ed un carro posteriore più lungo.

Con una destinazione d’uso trailride anche spinto, diventa inoltre più che necessario sottrarre un po’ di prontezza allo sterzo per recuperare in stabilità sul veloce e sicurezza nelle pendenze più estreme. Bisognava pertanto intervenire su angoli di sterzo, geometrie e bilanciamenti che da poco avevano trovato finalmente i propri valori ideali.

REALIZZAZIONE
Il telaio della Mach 429 è fabbricato secondo i canoni costruttivi abituali Pivot, quindi con tubazioni a spessore variabile generosamente lavorate per idroformatura ma comunque supportate anche da fazzolettature localizzate nelle aree di maggior sollecitazione. Lo scopo evidente è quello di limarne il peso aumentando però nel contempo la rigidezza strutturale, parametro ancor più delicato con le ruote più grandi in diametro, data la maggior leva da loro esercitata sul telaio stesso.

Ritroviamo quindi la scatola movimento centrale per calotte da inserire a pressione, anziché avvitandole, così da godere di superiori superfici di saldatura e di una più precisa coassialità.

Lo schema di sospensione in uso è un affinamento del DW-Link, ovvero con carro in pezzo unico articolato su corti braccetti, di cui il superiore in fibra di carbonio. L’area che accoglie movimento centrale e fulcro principale della sospensione, che è la più sollecitata del telaio, è stata realizzata saldando tra loro due gusci stampati, soluzione rara in questo ambito ed adottata per lo scopo già citato in termini strutturali e di peso.
MbaPivotFull

(In foto: Sorprendente! Con il fatto di aver molto spesso tra le mani mountain bike montate con ruote da 26”, ci stupiamo ogni volta che rimontiamo in sella ad una 29er e scopriamo con quanta maggior sicurezza si possano affrontare i nostri soliti percorsi più tecnici).

 

MONTAGGIO
Venduta solo come kit telaio ed ammortizzatore custom (cioè personalizzato nelle tarature originali), Pivot ha fornito la 429 equipaggiandola di componentistica tra la migliore sul mercato e tra la quale spicca certamente la guarnitura doppia FSA K-Force Light Compact 386 con corone 40/27 denti in abbinamento alla cassetta pignoni Shimano XT 12/36 denti, che finalmente abbiamo avuto a disposizione.

MbaPivotHalfTEST SUL CAMPO
In sella: Pivot predilige assetti più rigidi e reattivi, optando quindi per leveraggi ridotti nella cinematica di attuazione dell’ammortizzatore. Se pertanto si desidera una risposta più morbida si deve regolare la pressione a valori tali da ottenere un SAG più elevato della media per questa escursione, ovvero anche fino al 30%.

La reazione del mezzo alla spinta sui pedali sarà comunque sempre pronta, ma attivando il ProPedal diventa granitica e fulminea. Il SAG forcella è stato invece tenuto intorno al 25% dai vari tester.

Le 29er sono sempre lunghe di tubazione orizzontale e la 429 non ha fatto eccezione. Ci siamo comunque sentiti sempre ben bilanciati sul mezzo, grazie anche alla lunghezza del carro.

 

(In foto: Sfida vinta; nello sviluppare un telaio pensato per un utilizzato trailride anche più spinto, si è dovuto intervenire sui numeri che magicamente avevano risolto di colpo i problemi di gioventù delle 29er. Sfruttando anche una forcella più rigida, grazie al suo perno passante 15QR, la messa a punto effettuata da Pivot Cycles ha saputo conquistare i nostri tester).


In pedalata: come già accennato, la risposta della 429 è in linea con quella delle altre Pivot, ovvero estremamente reattiva, e giova il fatto che le ruote più grandi scorrano con molta facilità sulle asperità che in genere rallentano invece in modo più marcato la marcia in sella ad un mezzo con ruote da 26”.

La Pivot mantiene con autorità la traiettoria voluta e quasi non ci si rende conto del relativo impegno con il quale vengano raggiunte e tenute velocità di crociera elevate. In effetti, se il telaio brilla per rigidezza torsionale, buona parte del merito della sua eccellente resa in pedalata va al DW-Link, per come si rivela esente da affondamenti ed altri tentennamenti ogni volta che si preme sui pedali, senza aver attivato alcun sistema idraulico o altro nell’ammortizzatore.

Per essere onesti fino in fondo, a parità di componenti di montaggio le ruote da 29”, coperture comprese, saranno sempre inevitabilmente più pesanti di quelle da 26”, data la maggior quantità degli stessi materiali necessari alla loro costruzione, e quindi saranno anche più difficili da rilanciare, al punto da consigliare una tecnica di pedalata precisa e che prediliga accelerazioni regolari, più che brucianti, che comunque è anche la modalità più adatta pure alla muscolatura. In ogni caso, ruote di massa maggiore mantengono poi più facilmente il rotolamento, grazie alla loro inerzia superiore.

L’importante è pertanto capire bene queste differenze e sfruttarle, anziché combatterle!


In curva: la Mach 429 sfoggia una prontezza di sterzata inferiore a quella di una front, ma è uno scotto che si paga anche con le ruote da 26”. Non è infatti colpa della full, ma di precise scelte progettuali prima già accennate, ovvero il desiderio di acquisire una maggiore stabilità in velocità e sicurezza sul ripido. Non c’è la bacchetta magica e quindi si tratta sempre di trovare un compromesso.

Compromesso più che azzeccato in questo caso, con in più l’avvertibile bonus dato dall’avere un baricentro più in basso rispetto all’asse delle ruote, a confronto con una mtb “classica”. Anche il carro più lungo interviene, facendoci sentire sempre ben bilanciati tra le ruote e quindi con poca o nulla necessità di spostare il proprio peso per cercare più aderenza, garantita anche dalla maggiore impronta a terra e dalle ottime coperture. Certo che nei tornanti più stretti il passo più lungo non sarà mai un vantaggio... anzi, ma non siamo affatto a livelli fastidiosi.


In salita: in termini di telaio la risposta è eccellente, data l’assenza di oscillazioni, flessioni ed incertezze, con in più la capacità di assorbire agevolmente eventuali asperità poste sul terreno. La presenza di un pignone da 36 denti permette di lenire la cronica mancanza di un rapporto cortissimo nelle 29er, dato dal maggior sviluppo metrico di una ruota con il diametro più grande, ma in questo caso non aiutava il fatto che la corona più piccola fosse da 27 denti anziché 22, in modo particolare dove l’aderenza era poca ed i bassi tasselli della Kenda Small Block 8 non mordevano adeguatamente. Sempre positivo invece sulle pendenze estreme il fatto di essere più dentro alla bici ed avere la ruota posteriore più arretrata, così da non dover lottare con la tendenza di quella anteriore ad alleggerirsi oltre misura.


In discesa: il manubrio di larghezza ed altezza perfetta per noi ci ha aiutati a spremere a fondo il generoso mezzo. La valenza delle ruote più grandi in questo contesto è doppia, perché ci si giova sia del fatto che gli ostacoli siano di colpo più piccoli (in proporzione) che della loro più elevata inerzia direzionale. La Mach 429 ci ha in effetti impressionato per la sicurezza con la quale ha sempre mantenuto ogni traiettoria impostata, comprese quelle più sbagliate, senza per questo divenire pigra nei cambi di direzione eventualmente richiesti all’ultimo istante.

Un carattere del genere è quindi frutto di un telaio dalla già citata rigidezza, così come di uno schema di sospensione finemente messo a punto e di un bilanciamento di assetti e geometrie esemplare. I volumi superiori delle sue coperture hanno poi anche addolcito quel po’ di “ruvidezza” tipica delle Pivot sulle asperità più piccole, delle quali non ci siamo mai nemmeno accorti in effetti.

MbaPivotTechAPPUNTI
Il peso superiore a parità di componenti è purtroppo una delle controindicazioni di una 29er, se qualcuno pensava che i suoi 100 mm di corse potessero rendere la 429 ideale anche nel cross-country agonistico. Non è così e non poteva nemmeno esserlo, date le diverse intenzioni del produttore.

CONCLUSIONI
La Pivot Cycles Mach 429 ci ha pienamente soddisfatti. Ha dei limiti, che abbiamo evidenziato, ma che non sono realmente tali una volta che si è compresa a fondo la sua vera natura e si sono modificate non le vostre aspettative ma il modo di pedalare, se si arrivasse da una mountain bike con ruote da 26”.

Le 29er hanno conquistato la loro fetta di mercato importante tra le front, ma è con le full che devono ora fare i conti. Un modello come questo può quindi nel frattempo traghettare i possessori di 29er rigide verso il mondo delle biammortizzate, così come accogliere bikers non ancora convinti ma aperti alla sperimentazione e con voglia di imparare, prima ancora di giudicare.

 

 

Distributore: 111 Bikes, tel. 049.5218108
Sito internet: www.111bikes.it

 

 


ESCURSIONE Ant./Post.: 100/100 mm
Taglie disponibili: S/M/L/XL
Lungh. Orizz. Virtuale: 58,4/61/62,9/65,4 cm
Angoli Sterzo: 70,8/71,2/71,2/71,5°
Angoli Piantone: 73°
Altezza Movimento Centrale: 32,5 cm
Lunghezza Carro Posteriore: 45,6 cm
Lunghezza Tubo Sterzo: 9,8/10,2/12,1/15,2 cm
Standover: 74,3/75/76,8/78,7 cm
Passo: 110 cm (taglia “S”)
Materiale Telaio: Alluminio idroformato
Paese di Fabbricazione: Taiwan
PESO (compresi pedali): 12,8 Kg (taglia “S”)
Montaggio solo per questo test:
Forcella: Fox 32 F29 FIT RLC 15QR
Ammortizzatore: Fox Float RP23 custom
Comandi Cambio/Der. Ant.: Shimano XTR RapidFire
Cambio: Shimano XTR SGS
Deragliatore: Shimano XTR Direct Mount
Freni: Magura Marta SL (dischi 160/160 mm) 
Guarnitura: FSA K-Force Light Compact 386 40/27D
Cassetta Pignoni: Shimano XT 12-36D 9v
Catena: Shimano HG93
Cerchi: DT Swiss X470 29”
Mozzi: DT Swiss 240S
Gomme A/P: Kenda Nevegal/Small Block 8 29 x 2.2/2.1”
Manubrio: Syntace Vector Carbon O/S 68 cm
Attacco Manubrio: Syntace F119 O/S 6°x 100 mm
Serie Sterzo: Ritchey WCS 1-1/8” semi-integrata
Reggisella: Syntace P6 Carbon 
Sella: WTB Rocket V SLT 
Pedali: / (testata con Crank Brothers Eggbeater 4ti)

 

 

Logo_MBAction_pArticolo pubblicato sul numero di Febbraio 2010 di MBA Italia

 

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