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Parlare d'acciaio in riferimento a mtb moderne nel 2012 è possibile?
Quella tra la mtb e l'acciaio è una storia molto lunga; di fatto è la storia della bicicletta prima e della mtb dopo. Dal momento in cui vengono realizzate artigianalmente quelle che oggi sono riconosciute come le prime vere bici da montagna, fino a quando queste incominciano ad essere prodotte in modo seriale, l'acciaio è sempre presente; in trasformazione ma ha sempre un ruolo da protagonista.
Il 2012 sarà certamente, ancora più di quello passato, l'anno dei materiali compositi che ormai hanno superato le resistenze più forti (dovute esclusivamente allo scetticismo circa la loro resistenza agli urti) riuscendo così a fare capolino anche nelle mtb dei principali campioni di Downhill. E' quindi chiaro che il futuro di tutte le mtb, 29ers comprese, sarà dominio dei nuovi materiali compositi, ma questo non deve ingannarci facendoci pensare che l'acciaio sparirà.
Vogliamo iniziare il nuovo anno con una riflessione dedicata a questo nobile metallo, descrivendo quelle che sono le sue peculiarità, il suo sviluppo e quali sono ancora oggi le sue applicazioni, chiaramente tutto in riferimento alle 29ers, grazie alle quali (e lo possiamo dire senza dubbio di smentita) l'acciaio sta vivendo una seconda e florida giovinezza.
Esattamente come in passato, quando fu scelto per l'ottima e tuttosommato semplice capacità di lavorazione, un buon rapporto tra il costo ed il peso, l'ottima resistenza alla fatica e non ultimo il feeling quasi magico capace di restituire durante la guida, l'acciaio possiede ancora oggi la capacità di permettere sperimentazioni.
Chi ci legge conosce piuttosto bene la genesi delle 29ers e conosce quindi quali furono le difficoltà che dovettero affrontare i primi artigiani che si confrontarono con il nuovo standard.
Si potrebbe dire che siano esattamente le stesse problematiche affrontate circa 35 anni prima da personaggi come Gary Fisher, Tom Ritchey, Joe Breeze ed altri pionieri che oggi possiamo chiamare inventori del nostro amato sport.
Qualcosa che non c'era ma di cui si sentiva il bisogno e quindi qualcosa che andava realizzato partendo da zero.
Ecco quindi che l'acciaio nella sua semplicità è un materiale che permette di sperimentare, ed ogni volta che c'è da provare qualcosa di nuovo è spesso chiamato in causa.
Le 29ers avevano bisogno di forme nuove per ospitare le ruote di grande diametro e di geometrie nuove per poter sfruttare appieno le potenzialità di questo formato ed ecco che i primi artigiani così come lo stesso Fisher (nuovamente protagonista) utilizzarono questo metallo per incominciare a lavorare sulle nuove mtb.
Solo in seguito sono arrivate le sospensioni e le avanguardie tecnologiche che gli faranno fare il balzo che tutti stiamo osservando e vivendo, all'inzio c'era bisogno di semplicità che permettesse a chi voleva cimentarsi in queste sperimentazioni di provare soluzioni geometriche innovative andando a verificare in modo piuttosto semplice sul campo i risultati ed applicando altrettanto velocemente eventuali modifiche.
E' così che nascono le due principali scuole di pensiero delle 29ers 'moderne', da un lato quella di Fisher che utilizza forcelle dal rake maggiore per cercare di aumentare la maneggevolezza delle 29 pollici e dall'altra Niner che vuole ottenere lo stesso risultato offrendo una geometria più racing e svelta andando per prima a verticalizzare fuori dai canoni usuali l'angolo di sterzo.
Qui abbiamo elencato i due principali 'attori' ma sappiamo per certo che un contributo enorme a queste sperimentazioni è stato dato da innumerevoli artigiani tra cui Wes Williams, Mark Sltate ed altri famosi 'artisti' di questo materiale, ed oggi sul mercato sono arrivati altri interpreti dalle grandissime capacità.
A questa motivazione del tutto pratica se ne aggiunge una più tecnica che è il motivo principale per cui questo materiale continua e continuerà a lungo ad avere un suo spazio.
Con le 29 pollici moderne potremmo quasi dire che si riscopre la mtb nella sua accezione più semplice. Quindi non di esasperazione tecnica con l'utilizzo di sospensioni (tema affrontato dai maggiori costruttori e con adeguati investimenti da appena un paio di anni per le 29ers e di cui stiamo oggi vedendone i risultati come è il caso delle full da 100mm) e componenti sempre più sofisticati, ma di una mtb che ha come obiettivo primario quello di riportare l'uomo a contatto con la natura e di rimando con se stesso. Un mezzo semplice, affidabile, e performante che quasi scompaia sotto di sé quando lo si utilizza e che permetta all'uomo di vivere appieno l'esperinza dell'uscita in mtb.
E' così che le hardtails da 29 pollici, che da un lato possono essere molto sofisticate, possono nel contempo essere dei mezzi estremamente semplici ma appaganti più delle mtb tradizionali. E' per questo che si arriva alla riscoperta dell'uso delle forcelle rigide (che le 29ers permettono di utilzzare con molto più piacere delle mtb tradizionali) oppure estremizzando in chiave aletica all'utilizzo della singlespeed come disciplina sportiva.
Questa situazione è possibile perché le ruote di maggior diametro unite ad un telaio in acciaio offrono in chiave moderna quella guida semplice ma allo stesso tempo magica che solo chi ha sperimentato la mtb degli albori (quella dei primi anni 90) può conoscere. Il piacere di utilizzare la mtb in modo più immediato ma senza per questo doversi limitare nel divertimento o nell'affrontare gli ostacoli.
Ecco quindi che l'acciaio con un colpo di reni, grazie alle sue caratteristiche meccaniche ed una costruzione raffinata riesce a divincolarsi dallo spazio che la mtb degli 2000 sembrava volergli relegare, ovvero quello del materiale economico e per utilzzo di bassa gamma quando invece la facevano da padrone le sempre maggiori escursioni e l'alluminio.

Detto questo, mai come oggi è facile vedere 29ers di alta gamma realizzate da artigiani o da alcune ditte più grandi che vogliono salvaguardare i valori e le particolarità prima accennate e che l'acciaio offre naturalmente.
Tubazioni tecnologicamente di alto contenuto tecnico, con forme particolari e spessori minimali che restituiscono un'elasticità davvero ineguagliabile. Basti vedere come alcuni artigiani storici siano ritornati a realizzare mtb sicuramente moderne e performanti prendendo spunto da alcuni loro modelli passati che non solo hanno fatto la storia della mtb, ma che rappresentavano ai tempi i mezzi all'avanguardia di questo sport.
Ebbene, queste reinterpretazioni, utilizzate sui sentieri riescono ancora a restituire quelle sensazioni e valori già sottolineati, offrendo sempre un gran piacere nella guida.

Si possono fare alcuni esempi.
Ritchey per il 2012 riproporrà un hardtail in acciaio della sua famosa serie P con la nuova P-29 telaio che non tradirà di certo né l'indole sportiva del nome né l'alta qualità costruttiva. Lo stesso accade per il Lightning Team 29 di Joe Breeze che sicuramente incarnerà in chiave moderna la qualità di guida e maneggevolezza che lo resero famoso in passato nella sua versione tradizionale.
Cosa dire poi delle realizzazioni di Cielo (dietro alle cui finiture si nasconde il celeberrimo Chris King) e cosa pensare osservando l'estrosità di un artigiano come Jeff Jones capace di realizzare una hardtail in acciaio che vuole offrire il massimo delle prestazioni e del comfort anche senza essere dotata di sospensioni?


Cambiando registro vediamo che anche Fisher in modo forse ancora più estremo ed originale ha voluto riportare il feeling dell'acciaio, quello che lui aveva realmente sperimento tra i primi agli inzi degli anni 70 (in sella a quelle che sono di fatto le prime mtb poi denominate Klunkerz), presentando la Sawyer che ne ripropone in parte le fattezze.
Ma siamo pronti a scommettere che Fisher o meglio Trek un giorno potrebbe anche ripresentare una Supercaliber da 29 per celebrare in forma più 'agonistica' quella che fu la prima 29 pollici prodotta industrialmente.
Come abbiamo visto acciaio e 29 pollici possono stare insieme in tanti modi.
Altri ancora sono quelli rappresentati dai telai singlespeed o ibridi come gli storici Surly Karate Monkey, Salsa El Mariachi oppure il secondo telaio mai prodotto da Niner ovvero il SIR acronimo che significa l'acciaio è vero, ma da intendere come: l'acciaio c'è ed ha senso che ci sia perché 'funziona'.
Quindi, come vedete l'acciaio di alta gamma e per utilizzi sportivi anche di grande intensità, non solo non è vero che non esista, ma il suo utilizzo oggi sta crescendo rispetto a qualche anno fa.
Naturalmente a questa fascia di 29ers in acciaio più sofisticate si affiancano le numerosissime realizzazioni di media gamma dove questo materiale è utilizzato in forme meno raffinate che permettono di rendere competitive le bici sotto il profilo dei costi.
La cosa interessante è che anche in queste situazioni l'acciaio riesce a dare il meglio di sé, l'unico suo punto debole specie nelle applicazioni più economiche è quello del peso ma per il resto la guidabilità di una mtb in acciaio riesce ad essere buona anche in riferimento agli standard sempri più alti a cui ormai tutti siamo abituati. E quando si tratta della fascia più economica bisogna tenere in considerazione che anche i restanti componenti come le forcelle ammortizzate oppure le ruote sono meno raffinati, ecco quindi che il feeling del telaio vero e proprio raggiunge una misura fondamentale sulle sensazioni generali trasferite dalla bici e spesso qui l'acciaio risulta nuovamente vincente.
Ma proprio per l'alta considerazione che abbiamo e l'importanza che riconosciamo a questo materiale vogliamo chiudere questa analisi parlando del futuro e di applicazioni che non hanno in nessun modo un aspetto nostalgico ma ne denotano l'incredibile versatilità e poliedricità.
Le 29ers hanno sicuramente dato un impulso nel riscoprire qualcosa che chi si è avvincinato in passato a questo sport aveva vissuto, ma come oggi è possibile verificare, le ruote da 29 pollici stanno incominciando ad entrare in quel settore che potremmo definire 'fun' che è la contaminazione tra la mtb più classica e quella di più recente derivazione discesistica.
Anche in questo campo l'acciao viene utiizzato in forme del tutto nuove.

Le motivazioni fondamentalmente sono sempre le stesse ma vedere 29ers dalle geometrie estreme adatte ad ospitare forcelle moderne di grande escursione e pronte ad affrontare nuove sfide, fa sicuramente piacere agli amanti di questo materiale.
Realizzazioni artigianali, 29ers come la Nimble 9 di Canfield Brothers oppure la Honzo di Kona non sono unicamente delle 29ers particolari; ma rappresentano a tutti gli effetti qualcosa di nuovo nell'intero panorama della mtb.
Qualcosa a cui crediamo una mtb tradizionale e realizzata in materiali diversi dall'acciaio non può aspirare.
Lunga vita quindi a questo materiale con l'augurio che ci sarà sempre qualcuno che cercherà di portarlo ad un nuovo e diverso limite, scoprendo però che sarà sempre impossibile da raggiungere e che le prestazioni che è capace di offrire saranno sempre di altissimo livello.
Ride Different!
mantis74
Ne parliamo nel forum di 29pollici.com
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