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Una Fargo in Nuova Zelanda | Le scelte tecniche

 Un viaggio in bici molto particolare, scopriamo le scelte dettate dal tipo di esperienza che si voleva vivere

Continua la serie di articoli sul viaggio in bici in Nuova Zelanda da poco concluso.

Scopiramo nel particoalre la scelta fatta per il telaio, base di partenza di questa 29er pensata per le grandi escursioni su offroad, ed i primi esperimenti.

Fargo Ti - Primo test

Ovviamente dopo aver partorito questa idea non mi restava che partire con il primo montaggio.

Obiettivo peso finale bici, inclusi portapacchi e pedali, 12.5 kg.

Altro vincolo che ero imposto era quello di viaggiare completamente scarico. Insomma niente zaini e zainetti. Il peso sulla colonna vertebrale per i viaggi lunghi settimane rischia di diventare pericoloso a livello di carico soprattutto quando si viaggia fuoristrada con forti scossoni. Inoltre il comfort e la ventilazione calano pesantemente rendendo una giornata sui pedali più problematica da gestire.

Altro vincolo: impossibile usare le borse anteriori sia per l'effetto che queste hanno sullo sterzo (in offroad non è come su strada!) e perché con le borse si perde la visibilità di dove mettere la ruota. Massimo due carichi leggeri all'anteriore proprio nel caso in cui non fosse possibile caricare tutto al posteriore.

Tutto il sistema di carico doveva inoltre essere assolutamente stagno.

Per il telaio dato il limite di peso ho deciso di andare sul Titanio: mezzo chilo circa in meno non è poco.

Serie sterzo? nessuna possibilità di scelta. Ce n'e' solo una che eccelle sempre e comunque.

Forcella? Salsa in acciaio. Perfetta per questo telaio, indistruttibile, dotata di tutti gli attacchi per qualunque accessorio e capace di resistere ad urti al limite della sopravvivenza umana.

Portapacchi posteriore? Salsa oversize in alluminio: rigidissimo e perfettamente integrato nel telaio e con un rapporto peso/resistenza eccezionale.

Mozzo posteriore: American Classic. Peso e affidabilità ai massimi livelli (mai un'indecisione). Per i cerchi ero indeciso tra i Nobutes modello Crest oppore gli Arch ma alla fine ho montato gli Arch che hanno una doppia camera. Raggi Laser e nipples Poliax superleggere ma cerchi a prova di bomba!

Gomme? Al momento Continental Race King per il loro assorbimento e per la versatilità ma poi prima di partire ho cambiato idea.

Anteriormente al posto delle borse che mi rifiutavo di utilizzare per peso e ingombro ho provato a montare due Anything Cage. Soluzione furbissima di Salsa basata su due enormi portaborracce capaci di contenere un sacco a pelo arrotolato o una tenda o qualunque altro contenitore cilindrico. Peso rispetto al portapacchi anteriore più che dimezzato e grande versatilità.. ma poi anche questi resteranno a casa.

Sella WTB Vigo (era la mia preferita per confort, ora non lo è più), attacco Thomson 25.4 per Woodchipper sempre dello stesso diametro per ridurre rispetto al 31,8 la rigidità.

Mozzo anteriore poi ne parliamo più approfonditamente  ;-)

Sistema di illuminazione Supernova E3 con condensatore e progettato per lavorare con voltaggi instabili (dinamo). Pedali Time più che altro per abitudine ma devo dire che si sono comportanti benissimo soprattutto nel fango dove agganciavano quando le tacchete neppure si vedevano più. Trasmissione Sram X0 - 2X10 con corone 26-39. Perfetto per rapporti e fantastico come feeling con le leve in carbonio Sram Force.

Le differenze con scelte più tradizionali

Certo con una MTB con portapacchi sarebbe stato possibile caricare uguale.

Due però le differenze principali.

A) questa geometria è disegnata per viaggiare CARICHI. Nel progetto di angoli e tubazioni è prevista la presenza di borse e carichi che spostano il baricentro e sollecitano aree del telaio che normalmente hanno carichi diversi.

B) la posizione di guida. Una MTB vincola il biker su una posizione più performante (fuoristrada) ma meno versatile. La variazione dell'altezza della presa, l'allungo della schiena, la praticità di poter frenare tanto con presa alta che con presa bassa sono cose che in centinaia di km fanno sentire molto la differenza.

Io uso la MTB dal 1987 quindi sono venticinque anni. La capacità di queste 'Drop Bar MTB' di adattarsi a tutto perfettamente e istantaneamente è impressionante e la precisione di guida in discesa e in velocità della piega bassa è insospettabile.

Sono certo che se avessi usato la mia MTB certo non mi sarei goduto il viaggio nello stesso modo e in molti frangenti avrei avuto più problemi. Il motivo è semplice: questa bici è progettata per questo, non adattata. Certo che se si tratta di una gara XC il concetto si inverte... una MTB tradizionale (disegnata per questo) va meglio e rende di più.

Per il peso purtroppo non potrei alleggerire molto. Il problema infatti non è quello che usi ma quello che potresti dover usare.

Sono partito con due camere di scorta, un copertone di ricambio, due flaconi extra di liquido notubes, toppe per il copertone e kit di vulcanizzazione per le camere d'aria e non ho usato nulla di tutto questo. Allora la prossima volta posso lasciare tutto a casa?

Lo stesso vale per la tenda. In un percorso di un giorno la tenda non serve, ma se all'improvviso ti trovi bloccato dal tempo o se per una frana sei costretto ad allungare il percorso in modo inaspettato? In 25 giorni l'ho usata tre volte.

Inoltre viaggiando senza supporto volevo sempre portarmi con me tutto quello che magari avrebbe potuto non servirmi un determinato giorno ma allo stesso modo sarebbe potuto diventare indispensabile qualche giorno dopo. Quindi se prevedo di usare anche una sola volta la tenda dovrò averla dietro per tutto il viaggio sia per necessità che per sicurezza.

Ho usato un sacco a pelo Marmot Hydrogen da 800 grammi. Magnifico. Limite di sopravvivenza undici gradi sotto zero. Limite di comfort 4 gradi sotto zero. Bastava molto meno... ho trovato bel tempo ma come fai quando parti a sapere che tempo farà nei prossimi 25 giorni in posti dove il tempo cambia 10 volte al giorno?

Comunque confermo che su altre cose avrei potuto ridurre in modo significativo il peso. Per esempio 1,2 kg di guide Lonely Planet, il lucchetto allarmato da 700 grammi (utile in Italia, non in NZ) oppure l'Ipad (che comunque era il backup dell'Iphone) che pesa circa 800 grammi ma soprattutto di certo ridurrei sull'abbigliamento: porterei molta meno roba da vestire e procederei a fare il bucato più spesso... e soprattutto: lana Merino.

I pantaloncini in Lycra praticamente non li ho mai usati e me ne sono portati tre paia!

Giravo sempre con una maglia Endura a maniche lunghe (meno scottature da sole e meno punture da insetti) e un paio di magnifici pantaloncini con bretelle della Smartwool con gamba a tre quarti fatti al 100% in lana Merino.

 

Seconda versione

Fargo Ti - test 2

Con questa seconda versione di montaggio ho percorso circa 200 km di prova.

Ho aggiunto la Frame Bag e la Tank bag (la borsa più piccola vicino all'attacco manubrio) e mi sono reso conto che anche se più piccoli delle borse i due cilindri anteriori contenenti la tenda nel lato sinistro e materassino e sacco a pelo nel lato destro erano comunque troppo ingombranti.

Nelle zone più tecniche come scalini o percorsi in mezzo ai sassi era molto difficile capire dove si sarebbe passati.

New Zeland by bikePsicologicamente inoltre vedere quei due cilindri dava davvero l'impressione di essere su una bici 'cargo', quindi di viaggiare carichi e un po' limitati.

Dopo questi test sono giunto alla conclusione che l'avantreno avrebbe dovuto risultare assolutamente libero dal carico, con unica eccezione delle due borracce che per via della borsa telaio non potevano essere alloggiate nel triangolo.

Ho quindi ridotto di qualche pezzo l'inventario (mi sono accorto solo dopo che avrei potuto ridurre ancora di più) e ho eliminato ogni carico all'avantreno.

I due 'Anithing Cage' anteriori sono comunque validissimi perché sono leggerissimi e permettono in casi in cui il carico non possa stare tutto al retrotreno di eliminare portapacchi anteriore e doppie borse con un notevole vantaggio di peso e ingombro.

Resta il fatto che per il mio obiettivo era necessario scendere ancora e quindi andavano per forza di cose lasciati a casa.

Notate tra l'altro le due borracce an incastro magnetico Vincero Design realizzate negli Stati Uniti.

Il prodotto è molto ben fatto e furbo ma non adatto per un viaggio. Le ho scelte per il peso irrisorio e per l'impossibilità di rompere il portaborraccia, semplicemente perché non c'e'.

In teoria tutto bene ma in pratica le borracce diventano critiche perché perdendone una non è possibile usare una borraccia normale e perché il sistema richiede troppa attenzione e diventa facile durante una spedizione perderne una.

Io ho perso la sinistra durante una discesa a manetta nel Wanganui Park.

La Fargo anche carica porta davvero a mollare i freni in discesa e devo ammettere di avere un po' esagerato. La stabilità e la confidenza del mezzo c'era tutta ma purtroppo c'era anche un canale di scolo bello profondo posizionato dietro una curva che ho preso ad almeno 50 km/h.

Data l'assenza di ammortizzatori è stato un bel colpo. La bici non ha fatto una piega ma le borse hanno dato un bello scrollone e hanno fatto un rumoraccio per nulla piacevole.

Anteriormente avevo fatto l'errore di bere tutta la borraccia di destra senza iniziare quella di sinistra, quindi avevo una borraccia completamente vuota e una ancora piena. Errore.

Dopo l'urto mi sono fermato a controllare le borse avendo sentito un brutto rumore e sapendo benissimo che la rottura di un attacco borsa sarebbe stato un problema serio anche se non irrisolvibile.

Nel timore per l'integrità delle borse non ho controllato l'anteriore dove la borraccia di sinistra (quella piena) era saltata via per l'urto mentre quella destra era tranquillamente al suo posto.

Dopo essere ripartito mi sono fermato a valle per aprire un cancello che limitava un pascolo dal bosco e mi sono accorto che la borraccia destra era scomparsa. Tornare a cercarla era improponibile anche perché ero già in ritardo e stavo affrontando una delle tappe più difficili del viaggio (a lato potete vedere il percorso di quel giorno).

Quindi ciao borraccia.

Il giorno dopo la seconda borraccia si è staccata scaricando la bici dalla canoa con cui ho percorso alcuni chilometri alla fine di un particolare sentiero (di cui vi parlerò più approfonditamtne in un prossimo articolo) dato che questo finiva nel fiume e non c'era soluzione se non nuotare o trovare una barca di qualunque tipo. Come detto, poi vi racconterò ma è stata una bella avventura.....

Il pallino rosso della mappa è esattamente il punto della foto che vedete qui sotto.

Anche lì nella fretta non mi sono accorto che scaricando la Fargo la borraccia era caduta sul fondo del natante. In poco tempo entrambe le borracce perse. Mi restava ancora la sacca Camelback nella borsa del telaio (nelle foto notate il tubo nero che esce dalla sacca con la valvola Camelbak alla fine) ma due litri erano davvero troppo pochi per viaggiare in sicurezza, quindi a Wellington ho smontato i portaborraccia magnetici e ho montato due portaborracce Specialized in carbonio con due borracce tradizionali Camelbak.

Molto meglio.

Fargo e canoa

Nei prossimi articoli ancora qualche caratteristica tecnica sul mezzo, ed un po' di foto delle bellissime situazioni e paesaggi incontrati.

iconaforumQui il link a questo viaggio nella sezione Avventura del forum

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