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Epic ride e single speed

Può una disciplina particolare come la pratica della singlespeed coniugarsi con le imprese più epiche tipiche della mtb d'esplorazione?

 

Le fotografie di questo articolo sono state scattate da Yoda nella sua recente 'epic ride' di cui ci parla nell'intervista.

Si pensa da sempre che la mtb singlespeed, “senza le marce” detta all'italiana, sia un giocattolo, una cosa sfiziosa, per chi in bici quasi non ci va, insomma per dirla con un termine alla moda: da poser.

Eppure c’è qualcuno che della singlespeed ha fatto una ragione di vita, il solo (o quasi) modo di muoversi pedalando. Negli States è un fenomeno che negli ultimi anni, soprattutto con l'arrivo prepotente delle 29er, è ritornato prepotentemente. Ma anche in Italia ci sono segnali in questo senso.

 

Road

E' l'esempio del nostro moderatore Yoda, che negli ultimi anni si sta dedicando anche all'aspetto più racing di questa disciplina partecipando ai principali eventi endurance italiani (gare di 6-12-24 ore) con enormi soddisfazioni, piazzandosi regolarmente nelle prime posizioni assolute pur essendo spesso il solo (o uno dei pochi) a presentarsi al via con una mtb monomarcia.

Oltre alle gare di lunga durata, Marco adora le sue montagne e si prodiga spesso in giri lunghissimi di molte ore che, ai più, possono sembrare disumani persino con una mtb regolarmente dotata di cambi.

 

In occasione di una sua 'impresa' riteniamo interessante farci raccontare direttamente da lui come vive queste uscite ed i relativi allenamenti sempre estremamente intensi.

 

29pollici.com: ciao Marco, chi ci segue sul forum ti conosce anche per la tua partecipazione all'Urge Capo Verde a cui hai partecipato con i migliori specialisiti della Dohnhill a livello mondiale, ma sappiamo anche della tua passione per la Singlespeed. Parlaci di questa tua passione, incominciamo a conoscere il tuo allenamento tipo in singlespeed.

Yoda: in realtà io non mi sono MAI allenato in vita mia! Quando si parla di allenamento si parla di ripetute, sfr, recuperi, dieta… io non faccio nulla di tutto ciò! Io esco e pedalo, come un primitivo se vogliamo, per il gusto di esplorare posti nuovi e vedere se quel sentiero che ricordo molto duro sia fattibile in singlespeed. L’allenamento è una conseguenza!

29pollici.com: bene, però ci devi dire come fai ad accumulare tante ore in sella!

Yoda: anche qui, devo dire che alla fine i chilometri che accumulo non sono poi così tanti come si possa pensare! Ad oggi, 19 giugno, arrivo forse a 2’500km, quindi ben distante dagli “accumuli” di molti altri biker e stradisti che ormai sono come minimo al doppio di me!

Diciamo che usando prevalentemente la singlespeed ogni mia uscita è un allenamento intenso, dove alterno sfr (ogni salita affrontata diventa sfr) agilità (con lo stesso rapporto in piano si va a cadenze elevatissime) e tecnica (non mi faccio mai mancare i miei singletrack preferiti!!!) diventano le 'fasi' tipiche di un buon allenamento. Quindi alla lunga i relativamente pochi chilometri che accumulo sono molto efficaci e utili! Se poi pensiamo che da novembre ad almeno metà di marzo mi dedico a tempo pieno alla mia seconda passione, lo sci telemark, i mesi effettivi di pedalate si riducono molto, ma l'attività fisica in generale fa sempre parte della mia vita.

 

29pollici.com: ok, ma giusto per capire, in media, quante uscite fai in una settimana?

Yoda: alterno settimane da 5-6 uscite ad altre da 1 o 2, a seconda di come ne ho voglia! Generalmente il lunedì mattina sono libero e almeno 4 ore me le faccio, così come il giovedì mattina. Il sabato lavoro tutto il giorno e non posso mai andare a fare i giri con i miei amici, mentre la domenica la dedico (quando non ho gare) alla moglie con dei bei trekking. Proprio oggi ci siamo fatti 6 ore di trekking in alta montagna, di fronte al monte bianco…

Durante gli altri giorni cerco di fare qualche uscita, generalmente in bici da strada, nella pausa pranzo, di circa 1 ora e mezza. Quando posso faccio un’uscita serale di 2-3 ore con le luci, per non perdere l’abitudine al guidare di notte (e perché mi diverte moltissimo!)

Se riesco a liberarmi dal lavoro un pomeriggio, allora mi faccio dei giri “epici” il giovedì!

29".com: ecco, parlaci dei giri epici!

Yoda: proprio questo giovedì ne ho fatto uno incredibile! Il tour del gran Combin, tra Italia e Svizzera. È un tour di 130 km e 4300 metri di dislivello che generalmente si fa in 2 o 3 giorni. Io “dovevo” farlo in una unica tappa e in single speed!

Montagne

 

29".com: dai, raccontacelo!

Yoda: bene! Sono andato sul luogo della partenza col mio fido VW e ho dormito lì. Alle 4 sveglia, colazione, ho messo un po’ di cose nello zaino e alle 5 scarse pedalavo già.

La luna era piena, illuminava il sentiero molto bene e nei tratti fuori dal bosco potevo spegnere le luci e pedalare al chiaro di luna: pura poesia! Purtroppo partendo così “tardi” la notte è finita subito, e il sole è arrivato troppo presto: a me piace un sacco la notte, si sentono rumori che di giorno non si notano!

Però la luce illuminava le vette intorno a me e mi sono fermato spesso a rimirare il paesaggio e a fare qualche foto.

Lago2

La prima salita è stata interminabile, dai 1600 metri del villaggio ai 2800 del primo colle, su un fondo non proprio scorrevole, più un’ora di bici a spalle… diciamo che se avessi ascoltato la voglia mi sarei fermato già lì! Ma se si guardava oltre, sul versante svizzero, lo scenario era favoloso: mi sono buttato sui nevai e in men che non si dica ero in basso, nel punto “di non ritorno” dove ormai ero obbligato a proseguire per tornare al via!

Quando si esce da soli per un giro così impegnativo è indispensabile essere molto prudenti: in molti tratti di sentiero che normalmente avrei fatto in sella sono sceso per non prendere rischi inutili. Ero in alta montagna, da solo, in Svizzera (dove l’elisoccorso costa parecchio) in una zona non coperta dai gestori telefonici… farsi male lì non era proprio il caso! Le uniche forme di vita presenti erano caprioli e marmotte ma loro, in caso di incidente, non potevano soccorrermi!

Sarebbe stato facile farsi prendere dallo sconforto quando, giunto al lago artificiale della diga di Mauvoisin ho appreso che la strada che lo costeggia non è in piano come d’abitudine, ma tutta in salita! Così, con sommo sforzo, sono risalito fino al barrage (la diga in sé) e mi sono infilato nelle lunghe gallerie che scendono ai piedi della diga: particolare e inusuale! Una strada in galleria, tortuosa e appena illuminata… mai visto prima!

BikeCartelli

Poi su asfalto sono sceso fino a Champ Sec, 900 mt dove è iniziata la salita più lunga e dura che io abbia mai fatto! Il col de Mille è a 2500 metri e la strada che sale, prima asfaltata poi sterrata, è lunga una quindicina di chilometri e ha una pendenza costante, non da un attimo di tregua… non arrivavo mai in cima!

L’ho spezzata in due parti fermandomi per il pranzo, con un bel panino con frittata e formaggio che avevo nello zaino!

BikeSnow

In alto, sui nevai, mi sono fermato più volte a mettere le gambe nella neve per rinvigorirle, ma l’effetto durava pochi istanti! Gli ultimi 200 metri di dislivello erano da fare bici in spalla, e sono arrivato al colle stremato!

Dopo una breve sosta sono ripartito per il single track che mi avrebbe riportato sul fondovalle, a Bourg Saint Pierre, nella valle del Gran San Bernardo; anche qui, illuso! Il sentiero molto tecnico non lascia respiro, poi riprende quota e, finalmente, si fa poderale in discesa… ero in fondo!

Una sosta al bar (alla fine la più lunga della giornata) per un panino e dove naturalmente da buon singlespeeder non mi sono fatto mancare una bella birra media. Intanto il cielo si copriva sempre di più, così non ho perso tempo e sono ripartito, sbagliando strada e facendomi almeno 350 metri di salita in più, omaggio, tanto per non farsi mancare nulla.

Bike

Il sentiero che mi era stato consigliato per evitare i tunnel e le gallerie che portano al passo del grande, era in parte da fare a piedi… e naturalmente me lo sono fatto tutto sotto la pioggia, a 2000 metri di quota col vento in faccia. Non vi dico come avrei voluto essere nelle gallerie!!!!

Gli ultimi 6km della salita sono stati un calvario! La pioggia era fortissima, fredda, il vento in molto forte… dovevo fermarmi ogni 2 chilometri per prendere fiato, poi ripartivo. Credo di aver impiegato più di un’ora e un quarto per fare quei maledetti 6 km… eppure riuscivo a fischiettare mentre, zuppo di pioggia e di sudore, mi chiedevo se sarei mai arrivato in cima!

Cartelli

L’ultima discesa l’ho presa con molta calma, ero alla fine, non potevo farmi male alla fine! Avevo già i punti sul gomito dopo la caduta di lunedì, altri non ne volevo proprio!

Così, dopo 13 ore di pedalata effettive, 130km, 4700 metri di dislivello abbondanti, ero di nuovo al furgone, consapevole di aver fatto una cosa unica, pazza… una vera epic ride!

 

29".com: che avventura! Come è stato fare il tutto con la singlespeed? Con i cambi non sarebbe stato più semplice?

Yoda: questa volta sì. Lo devo ammettere: l’ho fatta “fuori dal vaso” e mi sono tirato fuori solo con la testa! Già al secondo colle più che pedalare mi trascinavo su, il terzo è stato un calvario!

Però il fascino e la consapevolezza di averlo fatto con un mezzo così poco indicato, mi da ancora più soddisfazione!

MattinaBosco

29".com: e ora? Altre gare, oppure solo epic ride?

Yoda: ti dirò… inizio ad essere stufo delle endurance… non fraintendere, l’ambiente è ottimo, mi da molte soddisfazioni, ma fare 150km in un circuito e farli in alta montagna sono due emozioni troppo differenti. In montagna hai dei panorami, dei colori, dei profumi che in gara non hai il tempo di vedere, di notare, di soffermarti ad ammirare.

Ho in mente almeno due epic ride da fare quest’anno sulle mie montagne: la prima unisce 4 dei giri più belli che conosco, e quella potrei di nuovo farla con la singlespeed, mentre la seconda, la più estrema devo studiarmela bene, sia come tempi che come mezzi… do solo i numeri: oltre 200km e circa 9'000 metri di dislivello positivo.

Le gare dell’endurance tour le voglio fare tutte, ma se mi dovessi trovare a dover scegliere tra un tour di 200km in alta montagna e una sei ore, non avrei dubbi e sceglierei il primo!

Lago

29".com: hai consigli su come alimentarsi per delle uscite così intense e prolungate?

Yoda: Mi alimento con panini e barrette ai cereali (non quelle specifiche per lo sport, ma quelle “da donna”!) come integratore alimentare prendo l’alga spirulina di spirulenergy, che mi da tutto ciò che mi serve e che mi manca dalla mia dieta, sicuramente non perfetta.

Se fa caldo prendo dei sali minerali, nel giro che vi ho raccontato ho bevuto 6 litri d’acqua e 1 di sali ( e una birra media…) mentre due o tre integratori di gel di carboidrati li prendo sempre. Per prevenire i crampi uso un integratore di potassio ogni 3-4 ore. Nulla di più!

 

29".com: grazie per il tempo che ci hai dedicato, e divertiti sui tuoi sentieri! E mi raccomando tienici informati sulle tue prossime uscite!

Yoda: grazie a voi! Giusto domani mattina vado ad esplorare un singletrack nuovo con la mia WFO… ogni tanto si deve anche giocare!

Vi terrò informati, intanto ci leggiamo sul forum di 29pollici.com

 

iconaforumSe avete qualche domanda da fargli potete scrivere direttamente a Marco in questo thread del forum di 29pollici.com

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