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Il 22 Maggio 2011, sarà una data che rimmarrà per sempre negli annali sportivi della MTB

Dopo degli ottimi piazzamenti ed alcune vittorie in gare di minore prestigio, nel 2011 per la seconda gara di Coppa del Mondo disputata in Inghilterra nella Dalby Forest, è arrivata la prima vittoria di una 29 pollici.

A guardare in retrospettiva non poteva essere diversamente.
Sul nostro sito e sul forum abbiamo più volte analizzato l'esplosione delle 29ers in campo XC, fenomeno chiaramente visibile già verso la fine della passata stagione, ma ancor più chiaro in questo 2011 anche a livello commerciale grazie al continuo arrivo di nuovi modelli (specialmente di hardtail in carbonio) con le ruote maggiorate.
Ecco, se proprio dovessimo sottolineare una novità o 'stranezza' di quello che è appena accaduto è che il successo sia arrivato da un pilota un po' meno blasonato degli altri del suo team e sopra ad una biammortizzata.
Stiamo parlando di Jaroslav Kulhavy che ha disputato una gara sempre al comando ed in continuo controllo, arrivando solitario al traguardo.
Il giovane atleta cecoslovacco del team Specialzed ha come colleghi atleti di altissimo livello, alcuni dei quali usavano già le 29ers in modo continuativo da più di un anno.
Anche l'ex campione del Mondo Sauser che fino ad ora era stato forse quello meno affezionato a questo standard si è presentato al via con la hardtail da 29.

Il segnale è quindi forte e chiaro, Specialized crede nel futuro delle 29ers come biciclette dalle grandi potenzialità prestazionali ed in qualche modo capaci di rappresentare il futuro della mtb come in passato lo è stato l'introduzione delle forcelle ammortizzate, e quello dei freni a disco.
Soluzioni che con continui affinamenti hanno del tutto rimpiazzato l'uso delle tecnologie precedenti specie se l'obiettivo principale era quello di ottenere le migliori prestazioni possibili.

Anche le biammortizzate in fondo sono nate per questo, anche se in alcune situazioni il vantaggio delle sospensioni non riesce ad essere competitivo rispetto all'inevitabile aumento di peso, soprattutto in considerazione di gare di appena 1 ora e 30 minuti di durata o poco più, oppure in quelle tecnicamente poco impegnative.

La gara di ieri invece aveva un paio di sezioni piuttosto tecniche sia in salita che in discesa dove le 29ers hanno dimostrato di comportarsi egregiamente.
Con questa vittoria, molti bikers potranno constatare che le mtb con le ruote da 29 pollici non sono per nulla un fenomeno passeggero oppure che finora non venivano utilizzate nelle gare di spessore dagli elite più forti.
Dopo la gara di ieri sarà ancora più difficile dire che finora i risultati ottenuti sopra una 29er erano riferiti ad eventi ultra specialistici come le marathon, le 24h, le gare a tappe oppure 'solo' nelle gare singlespeed.
Chi guarda ai Pro come punto di riferimento vedrà finalmente un risultato su cui poter fare affidamento.
Quello che però crediamo interessante con il risultato di ieri è verificare l'effetto che farà all'interno del movimento professionistico.
Di sicuro, da ieri non c'è più un solo motivo per un atleta Specialized per non utilizzare una 29ers. Ma gli altri come si comporteranno?
Soprattutto cosa faranno gli altri Elite che possono avere a disposizione nel loro parco bici anche una 29er?
Saranno sempre convinti che la scelta dovrà essere fatta in funzione solo di determinate situazioni d'uso? Non sarà forse il caso di voler guardare un po' oltre, non sarà il momento di mettersi ancora di più in gioco?
Dopotutto se c'è una cosa certa è che queste bici richiedono un po' di tempo per essere capite e sfruttate al massimo delle loro potenzialità.
Siamo solo alla seconda prova di Coppa del Mondo ed i Giochi Olimpici (che guarda caso si disputeranno in Inghilterra nel 2012) non sono poi così distanti.

La mtb sta vivendo un momento molto particolare, uno di quei momenti che questo giovane sport ha vissuto poche altre volte, forse giusto ogni dieci anni.
Secondo noi varrebbe almeno la pena di rendersene conto e già solo per questo essere felici. La mtb continua la sua evoluzione, un evoluzione che è frutto di scelte che ai più possono anche sembrare 'azzardate' o che non sono mai state capite, ma che in realtà erano state fatte con l'intenzione di portare un miglioramento.
Ora stiamo vedendo i primi risultati di un miglioramento prestazionale, noi siamo felici perché sappiamo che siamo solo all'inizio e che non sono di certo gli unici.
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