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Pensieri ad alta voce: Il cammino delle 29ers

E' dagli inizi del 2000 che leggo, faccio ricerche e che utilizzo mtb con le ruote da 29 pollici. Vedere come stanno andando le cose oggi, da un lato mi sorprende positivamente, ma allo stesso tempo mi fa riflettere su come queste mtb siano state modificate nelle loro forme, nei loro utilizzi e come potranno esserlo ancora di più in futuro 

Articolo di Guitar Ted tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com

E' per questi motivi che reputiamo interessante ricordare il passato e provare a speculare (da appassionati delle 29ers ma anche più genericamente da utilizzatori ed amanti di qualsiasi mtb) dove potranno arrivare le 29 pollici.

(In foto: ecco le prime Nanoraptor di WTB su una delle primissime 29ers. Siamo nel 1999 e questa è la Willits telaio artigianale in acciaio. Fotografia di Wes Williams)

1999Wes_Williams

Ritornando a quegli anni quando abbiamo iniziato a guardare queste strane mtb con le ruote più grandi, esistevano pochi artigiani ed un miscuglio di parti custom che avevano ben poca omogenità tra di loro.

Si c'erano i modelli Gary Fisher, ma solo se si era fortunati, e si viveva vicini ad uno dei pochi dealer sparsi sul territorio che le trattavano insieme al resto della gamma. Detto questo è sicuramente grazie a Fisher che già allora si intravedevano alcune coperture IRC, ed una forcella di Marzocchi tra le poche cose che si potevano scegliere adatte alle 29ers.

White Brothers è stata un'altra azienda che ha aiutato l'introduzione delle 29ers con la forcella ammortizzata CX-1 e questo è indice di come anche per realizzare i componenti più tecnologici e sofisticati spesso ci si affidava a delle piccole realtà poco più che artigianali.

10 anni che visti oggi sembrano quasi un'altra epoca.

Per quanto riguarda le coperture, arrivò poi anche Kenda con le Klaw ed il loro disegno specifico per l'anteriore e per il posteriore, così come WTB propose la ormai celeberrima Nanoraptor dal disegno più scorrevole e la Motoraptor per i terreni più accidentati. Ma i cerchi?

Ah… molti ai tempi utilizzavano quelli delle bici da turismo, o quelli da ciclocross, così come le Mavic Speed City come ruote complete per le 29ers.

La prima 29er per il 'popolo' intesa come la prima 29er non artigianale quindi dal costo non proibitivo e che poteva avere una diffusione ben più allargata è stata la Surly Karate Monkey. Questo modello è stato visto la prima volta ad Interbike nel settembre del 2002 e di sicuro è stata per molti la porta d'ingresso nel mondo delle 29ers.

(In foto la Karate Monkey di Surly presentata ad Interbike nel 2002)

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La 29er di Surly è stata il prodotto da 29 pollici più influente di quel momento, e la sua geometria è stata copiata sia per creare delle 29ers artigianali che per altri prodotti industriali; ci sentiamo quindi di dire che sia stata la più copiata 29 pollici tra tutte.

Detto questo, le 29er con una produzione industriale erano ancora una rarità fino a gran parte del 2007.

Piccoli artigiani, o piccole realtà industriali dalla portata limitata così come i primi venditori online (come di fatti inziò Niner) erano tutto quello che si poteva trovare.

Come abbiamo visto la scelta delle coperture era davvero minima, anche se con il passare del tempo si sono incominciate a vedere coperture di dimensioni più generose, prodotte da WTB, Kenda e Panaracer.

Finalmente si arriva al punto in cui RockShox risponde alla 'chiamata' delle 29er e siamo al 2005 con la prima generazione di Reba, e nello stesso identico periodo un nuovo segnale si intravede, Fisher non riesce a soddisfare la richiesta per le sue singlespeed con le ruote di grande diametro. Sta indubbiamente succedendo qualcosa.

Come oggi si può verificare guardando in retrospettiva, quella delle 29ers e di quei primi anni era una piccola nicchia di mercato su cui in molti nutrivano dei forti dubbi. Era una 'cosa locale' e molte aziende dichiaravano che avrebbero aspettato per vedere come andava a finire.

Eppure una folla rumorosa di 'tifosi' spesso etichettati come 'fanatici' si facevano sentire nei confronti delle aziende che non investivano nelle 29ers o che non proponevano prodotti per le 29 pollici. Grazie anche ad internet il messaggio passava al di fuori dei soliti canali di distribuzione e di vendita.

Non è difficile accorgersi che il mercato è finalmente cresciuto al punto che anche altre aziende dal ruolo importante come Fox Shoxs sono arrivate con prodotti specifici e questo ha riguardato davvero tutte le componenti coinvolte nella 'rivoluzione' delle 29 pollici. Cerchi, coperture, e chiaramente altri costruttori di telai e nuovi modelli sono arrivati.

Alla fine del 2007 era ormai ovvio che le 29 pollici, sebbene ancora una piccola parte del mercato stavano dimostrando un'enorme vitalità e non rappresentavano più una nicchia o ancor peggio una moda destinata ad essere sorpassata.

Questa, però era la situazione per quanto riguardava gli Stati Uniti.....

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L'Europa infatti ancora intorno al 2007 non era ancora a questi livelli, c'era ancora molta resistenza.

Nessuna azienda Europea voleva allargare i propri prodotti e finiva così che esisteva un solo tipo di ruote Mavic, poche coperture di Geax, Michelin, Continental, Hutchinson o Schwalbe che servivano per soddisfare la richiesta Americana. Così come è accaduto per molto tempo ad esempio per le forcelle dell'inglese Pace.

Il mercato europeo diciamo 'autoctono' non era ancora partito, i pochi produttori più lungimiranti producevano poche cose da esportare, ed in Europa i pochi consumatori altrettanto lungimiranti si fornivano di prodotti che arrivavano esclusivamente dal mercato americano.

Ecco però che improvvisamente, le imprese europee che fino solo a poco tempo prima si potrebbe dire non erano neanche visibili al radar si sono presentate ad Eurobike nel 2010 in gran quantità e con diversi prodotti.

E' stato di sicuro un momento molto importante per la storia recente delle 29ers.

Siamo infatti sicuri che se le 29ers europee ed in particolare alcuni marchi tedeschi dai grandi volumi riusciranno durante il 2011 a vendere i loro prodotti diventeranno una chiave importante per aprire ulteriormente la diffusione mondiale delle 29 pollici.

Nel frattempo sentiamo voci di grandi rivenditori americani che senza tante mezze misure stanno dicendo che le 29 pollici sono uno dei pochi punti luminosi delle vendite del settore mtb. Che cosa può significare una situazione di questo tipo?

A nostro avviso significa che tutti coloro che amano la mountain bike ne beneficeranno, anche coloro che sono appassionati delle mtb tradizionali con le ruote da 26. Ma cerchiamo di capire perché.

Con le 29er c'è stato un forte ritorno nell'apprezzamento da parte degli utilizzatori delle mtb hartail, grazie alle grandi prestazioni che queste possono offrire con le ruote di diametro maggiore, e a nostro avviso questo permetterà di concentrare gli sforzi anche per le mtb con le ruote da 26 nelle applicazioni dove questo tipo di mtb viene ancora percepita come un vantaggio.

Detto questo, prima o poi è possibile che si arriverà ad un punto dove anche una parte del mercato delle mtb con maggiori escursioni verrà intaccato dalle 29ers, ed oggi se ne intravedono i primi segnali.

Forse possiamo sbagliarci ma vedendo lo sviluppo delle cose, le mtb hardtail così come le biammortizzate di minore e media escursione saranno prerogativa delle 29ers mentre le discipline più vicine alla DH e al gravity estremo ancora per un lungo periodo saranno appannaggio delle mtb tradizionali con ruote da 26. Ecco quindi che oggi come nel lungo periodo questa specializzione non farà altro che migliorare i prodotti più specifici e quindi indirettamente soddisfare più clienti.

giantcf1Nel frattempo altre coperture arriveranno, altri cerchi, altre forcelle, nuovi sviluppi dei materiali e diversi altri accessori verranno sviluppati tenendo in considerazione mai come prima d'ora le 29 pollici, e questa 'competizione' continuerà.

Di sicuro si può dire che tanta strada è stata fatta in questi ultimi 8 anni quando ad esempio si potevano nominare senza alcun dubbio tutti i copertoni da 29 pollici e non esisteva il rischio di dimenticarne uno.

Ogni volta che ci guardiamo indietro rimaniamo stupiti da quelle che sono state le origini, nel vedere i prototipi di quelle bici, così come siamo spesso perplessi nell'ascoltare oggi coloro che pensano che nelle 29 pollici non ci siano molte scelte; chiaramente coloro che non conoscono la storia e le difficoltà già superate da questo standard.

In fondo è proprio questo il motivo per cui nutriamo una grande fiducia, prodotti ancora più interessanti e sicuramente ancora migliori arriveranno per le nostre amate 29 pollici in futuro, ma già oggi sono qui e possono dire tanto per questo sport.

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