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Tra le molte 29ers in prova ad Interbike come poteva mancare una biammortizzata da 140mm?
Articolo di Grannygear tratto da twentynineinches.com traduzione a cura di 29pollici.com
Quando si tratta di mtb dall'utilizzo trail o All Mountain più spinto ci possono essere ciclisti con maggiore esperienza della mia, infatti in questi anni mi sono dedicato principalmnte alle bici di tipo XC, detto questo però, sono un guidatore piuttosto tecnico e così l'opportunità di provare questa biammortizzata da 29 pollici con 140mm di escursione era più che interessante.
In realtà direi che era un'opportunità entusiasmante!

Uno dei benefici delle 29ers è la loro capacità di assorbire urti ed ostacoli come se fossero più piccoli. Aggiungete a questo un bel pò di escursione, delle coperture più grandi ed il termine 'punta e spara' riuscirà immediatamente a far nascere un sorriso sul vostro viso...
E' con questi pensieri che sono andato allo stand di Intense dove ho prelevato questa 29er ed è così che ho iniziato a guidarla per i sentieri di Bootleg Canyon.
La bici in prova era impostata con il ProPedal sulla posizione 2, settaggio che imposto prima di porvare qualsiasi bici biammortizzata dotata di questo ammortizzatore in modo da avere un termine di paragone il più possibile univoco. Questa mtb era inoltre montata principalmente con lo Shimano XT e dotata della nuova Reba da 140mm. Le coperture, due bei Nevegal, per un peso effettivo complessivo di 14,5 Kg.
La sospensione posteriore si basa sul VPP e la pedalata da seduti non era per niente male, dà una sensazione attiva e vivace.
Mettersi in piedi e pedalare dà invece un feeling un pò sgradevole, e diventa difficile capiere se è qualcosa che ha a che fare con il tipo di utlizzo di questa 29 pollici oppure con questa in particolare.
Con oltre 14 kilogrammi e 140mm di escursione di sicuro non è una 29er per le strade tagliafuoco più lunghe e veloci. Così, una volta che ho iniziato a pedalare seduto senza cercare di accelerare ho trovato che la situazione sia immediatamente migliorata. In realtà questa 29er permette di pedalare seduti anche sulle sezioni più tecniche e rocciose o comunque di alzarsi brevemente sui pedali per riuscire a superarle più agevolmente.
Come con la Santa Cruz Tall Boy con la quale condivide il sistema VPP, pedalando con il rapporto anteriore più piccolo si può notare un fenomeno di anti-squat piuttosto forte.
Così come si sente una leggera flessione spingendo sui pedali più duramente nella parte inferiore nelle zona del movimento centrale e degli snodi. Bisogna dire però che l'assemblaggio delle ruote non era dei più rigidi ed è difficile quantificare quanto potesse incidere.
Il passaggio dei copertoni con le Nevegal è discreto, ma queste non son proprio delle 'gommine'.
Detto questo, sulla bici ci si diverte.
Una volta che ci si trova nel guidato, la Tracer è una compagna gustosa con cui 'ballare' soprattutto quando ci si adegua a questo tipo di geometria con l'angolo di sterzo più morbido e la forcella più lunga. La posizione di guida permette anche alla ruota anteriore di essere sollevata facilmente sopra gli ostacoli. La combinazione tra la Reba 140 ed il VPP al posteriore è piuttosto buona, anche se i sentieri effettuati non erano dei più tecnici, infatti per capire meglio i limiti di un mezzo simile sarebbe stato necessario affrontare i percorsi allestiti per il DH che si raggiungono con i furgoni. Purtroppo però non avevamo tempo per organizzare una sessione simile, e comunque non sarebbe stato lo scopo di questa breve introduzione.
Ritornando alle sensazioni di guida il paragone più immediato che posso fare è quello con la nuova Specialized FSR con 130mm di escursione, provata recentemente durante la presentazione della gamma 2011. La FSR dotata di sistema Brain, si pedala di più come un mezzo XC ma più 'generoso', e si sente ferma ed efficiente anche nel fuorisella. La Tracer invece dà una sensazione di bici più accomodante e che ha bisogno di sentieri più tecnici e smossi per fare lavorare al meglio il sistema VPP.
E' divertente fare notare che ho scelto la misura Large in base a quello che c'era scritto sul telaio e perchè preferivo una bici più piccola per muovermici meglio sopra. Mi sentivo un pò rannichiato ma tuttosommato mi sembrava una posizione accettabile. Con sorpresa ho poi scoperto che la mtb provata era stata segnata in modo errato, essendo invece una taglia Media. Wow!
Parlando con Graig 'Stikman' Glaspell, uomo marketing di Intense che è alto 6'1" (ovvero circa 185 cm) mi ha detto che anche lui preferisce la Media rispeto alla Large che dovrebbe essere la sua taglia ideale.
Tenetelo in mente.
Spero di avere a disposizione questa bici per un test più approfondito, insieme alla Turner Sultan DW e la Specialized FSR per riuscire a confrontarle su un terreno più adeguato e conosciuto.
Niente è ancora segnato e definitvo ma da questo primo approccio posso dire che ho avuto la sensazione che si sarebbe potuta usare con tranquillità anche una forcella con maggiore escursione. Purtroppo però c'è un ritardo di mercato riguardo questo tipo di componenti.
Infine, mentre molte 29er come la FSR, la RIP 9 la WFO e la nuova Sultan (ammorbidita) stanno creando un ponte tra le 29er da XC e l'utiilizzo trail, mi è parso che la Tracer 5.5 abbia un impostazione ancora più spinta che potrebbe essere utilizzata in vero ambito AM senza alcun problema una volta che arriveranno forcelle oltre 140mm così come altre coperture di grandi dimensioni.
Questa bici con un mix tra cerchi MTX-33, coperture WTB Dissent ed una forcella da 150mm con steli da 36mm ……potrebbe essere molto interessante.
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