Non è passata neanche una settimana, e già non aspettiamo l'ora che arrivi l'edizione 2011...
Appassionati di mtb arrivati da ogni dove d'Italia e d'Europa, molto spesso accompagnati dalle proprie famiglie hanno partecipato a questo bellissimo appuntamento, dove la 'scusa' di una gara è il vero pretesto per passare del tempo e divertirsi tra amanti della mtb.
Da parte nostra il sabato nonostante la giornata non fosse climaticamente delle migliori abbiamo dedicato qualche ora a parlare e conoscere alcuni ragazzi del forum che sono venuti a trovarci ed immancabile è stato un giro tutt'insieme sul famoso percorso Finalese. Neanche a dirlo la domenica il tempo è diventato stupendo e lo 'spettacolo' ha potuto avere inzio sotto i migliori auspici.
Vi lascio con un racconto scritto direttamente da un partecipante alla manifestazione e con il video da noi realizzato per documentare l'evento.
Bello, bello, bello.
Sabato 18 Settembre, pomeriggio inoltrato, in compagnia di Perse e Ema giungo a Finale e le Manie, complice la pioggia del mattino, mi accolgono con il solito profumo di aria umida, salmastra, non a caso sui vicini Ciappi (uno dei percorsi storici del Finalese) gli antichi erano “usi” raccogliere il sale che il vento (immancabile) portava dal mare.
Ci si trova subito in un’atmosfera irreale, dove apparentemente nessuno sa cosa fare e dove apparentemente nessuno se ne preoccupa, il tempo si trasforma da ferrea unità di misura a strumento vago di misurazione, le lancette degli orologi si fermano, le cose avvengono naturalmente, quando è il loro momento, senza apparente ordine, ma con puntualità svizzera.
E’ la magia della Singlespeed, SS, Senza alcun apparente Senso.
L’area del “Ferin” si anima di facce amiche, sono quelle dei miei avversari, se non conoscessi già questo stato di cose, sarei confuso, ma come, non doveva esserci un campionato italiano, anzi due, ma perché hanno tutti quelle facce serene, gioiose, amiche?
E’ la magia della Singlespeed, SS, Senza alcun apparente Senso.
Gente che ha attraversato l’Italia, è arrivata dal Belgio, dagli Uk, dalla Svizzera, dalla Germania, per partecipare ad un evento senza alcun apparente preciso programma, senza orari, Senza alcun apparente Senso.
E’ la magia della Singlespeed.
C’è perfino chi è arrivato da casa in bike, in fondo abita solo a poco più di 200km, perché inquinare usando la macchina?
Il team dei Lobos e il team H.U.T.R., come sempre sono coloro che rappresentano e incarnano alla perfezione lo spirito di questo evento.
Sono team Senza alcun apparente Senso, più che team sono veri e propri amici.
Siete dei grandi, un po’” fuori”, ma siete dei grandi.
Ma basta chiacchiere, siamo o non siamo qui per parlare di gare, anzi di Campionato Italiano !
E’ sera, la pancia è piena, la tensione è alta, è l’ora della Pixie Cross….tutti al toboga.
Gran gara, il team Hutr mostra subito l’acutezza della propria tattica e Yoda” centra” Milk a velocità doppia autoeliminandosi, i Local di Riviera Outdoor si mostrano subito agguerriti e in palla, io gestisco, devo difendere il titolo e unico “ospite” insieme Milk, guadagno la finale dove i Local occupano gli altri 4 posti disponibili.
Luca è velocissimo, anche in finale parte a razzo, io provo a seguirlo, tento il tutto per tutto e decollo, gran botta (la mia chiappa sinistra sta cambiando continuamente colore, ora è nelle tonalità viola!).
Luca stravince meritatamente, è il nuovo re.
Ma non è finita, Spiedo ne ha pensata un’altra, Megaavalange tra gli eliminati per il “delirio” del pubblico, Yoda si rifà e sfreccia a 2.000 all’ora dimostrando che se non avesse nel team un tattico pazzo, avrebbe potuto giocarsi la vittoria finale.
Premiazioni e baldoria finale, con birra a nastro e via tutti a letto (?!?!?!).
La notte il tempo diventa un’unità di misura ancora più labile, imprecisa, c’è chi la passa scaldandosi con una grolla bollente, chi decide che il campeggio è un luogo troppo affollato e decide di piantare la tenda in un prato in cima alla montagna, solitario, in compagnia del vento e cullato dal ritmico rumore della pioggia (Perse, fatti vedere da uno bravo!), chi sceglie un comodo alberghetto e poi non riesce a raggiungere il letto,” ancorato” sul water dagli effetti collaterali dei fagioli con cipolle, la notte comunque passa e l’alba arriva comunque puntuale.
Domenica mattina, è giunta l’ora, la giornata è limpidissima, l’aria tersa, il vento ha stravolto tutte le previsioni meteo, l’imprevisto sole, come previsto si alza nel cielo, bhe non c’erano dubbi, si sa il “culo” dei singlespeeder ormai è nella leggenda, impresso perfino sulle maglie degli adepti .
Il risveglio è lento, arrivano tutti, anche coloro che non c’erano, altri volti amici, ma è quasi l’ora (?) della gara, la tensione latita, ma tutto ciò che è stato ora è inutile, superfluo, perfino Ema e le sue disquisizioni sulla zucchina trombetta ora sono prive di senso, di alcun apparente significato, ora è il momento clou, è il momento della gara con puntuale ritardo ci presentiamo tutti al via, a grande richiesta si torna alla partenza a piedi, di corsa, ma Spiedo è una mente vulcanica, perfida e ne pensa una nuova, si corre con una ruota in mano, le bike attendono “mutilate” ci si deve montare la ruota e via. GENIALE.
La battaglia è iniziata, duelli e lotte fratricide si consumano sull’imprevedibile, conosciutissimo tracciato della nota 24h.
Davanti non so che succede, ma so che la latta è aspra, io dietro lotto con Tarantola, Mr Singular e Pigi per la 9° posizione, Pigi mi svernicia in salita, lo ripiglio in discesa, ma c’è un’altra salita, mi risvernicia, e ancora una discesa, lo ripiglio, sarà così fino alla fine, passiamo entrambi Mr. Singular con un sorpasso da cartellino giallo, anzi arancione, (sorry) Tarantola è imprendibile, al traguardo dichiarerà di usare la bike ogni 10 gg, io e Pigi ci guardiamo e fingiamo di credergli, sappiamo quanto bugiardi sono i ciclisti, Mr. Singular arriva scoppiatissimo, dovrebbe picchiarmi, invece mi da una vigorosa pacca sulla spalla e mi stringe la mano, è la magia della Singlespeed, arrivano tutti, belli e brutti, è finita, gran gara.
Luke come al solito è 2°, non conta chi è 1°, l’importante è che Luke sia 2°, Perse come sempre velocissimo in discesa ora ” vola” anche in salita e incredulo chiude 3°, grandissimo.
Marcello in scooter vince, credo sia intimo amico di Cancellara.
Finalmente si mangia, il tempo sarà pure un’unità di misura labile, ma il mio stomaco lo sa misurare bene, ne è passato tanto.
E’ il momento delle premiazioni, il solito caos perfettamente organizzato, Marcello in puro slang bresciano mi urla, con il suo solito tono di voce a 1.000 decibel, AGONISTA, ma non credetegli, faccio 2 gare all’anno, questa e un’altra organizzata da un amico, contesi tra Federico e Teresa le 2 meraviglie di Spiedo, vengono distribuiti premi per tutti, i soliti belli e brutti, e ora tutti sul podio a occupare il 2° e il 3° posto, già perché il 1°posto è ancora una volta suo, insuperabile, imbattibile, monotono, il vincitore è ancora una volta lui……………grande SPIEDO !!!!
Si torna a casa, come direbbe Barella (stavolta non mi sbaglio) sereni, il tempo continua ad essere un unità di misura vaga, e dopo un paio d’ore dalla partenza qualcuno dalla Puglia scrive….”è stato bello esserci”, ma come, io quest’estate per venire al mare c’ho messo 10 ore? Mah?
Sarà la magia della Singlespeed!