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Manitou ed i test sul campo | prima parte

In quest'intervista a Richard Travis di Manitou e Mike Curiak famoso test rider indipendente americano conosciamo meglio quello che serve perchè un prodotto dallo stato prototipale arrivi sul mercato

Articolo tratto da twentynineiches.com traduzione a cura di 29pollici.com

La mountain bike con le ruote da 29 pollici non è semplicemente 'arrivata'. Assolutamente no.

Come abbiamo avuto di vedere in altri articoli, ci sono state molte persone che hanno lavorato a quest'idea e molte che l'hanno influenzata nel suo sviluppo. Ed ancora oggi è così, noi 'pazzi delle 29ers del 2010 vogliamo che le nostre mtb possano essere guidate ancora meglio, che ci permettano di spingerle oltre, allestite con nuovi prodotti più leggeri, che richiedano minore manutenzione e più resistenti. Tutti fremiamo per la 'prossima' forcella, per il prossimo set di ruote, per il prossimo pneumatico o telaio che possa portarci al nostro obbiettivo; quello di sfruttare ancora meglio la potenzialità delle ruote da 29 pollici.
Ma vi siete mai chiesti quale sia il processo che permette ad una nuova idea di arrivare sul mercato? Non solo, ma che sul mercato arrivi a tutti gli effetti un prodotto collaudato e provato e che possa davvero fare la differenza sulla nostra 29er.

Se siete curiosi, questa intervista vi darà qualche informazione sui retroscena, su quello che è il processo per portare un componente specifico per le 29 pollici in modo che ci si possa affidare in tutta tranquillità.
In questo caso ci focalizzeremo su come la Manitou utilizza i suoi test riders (in questo caso Mike Curiak) per definire il campo di prova attinente una nuova forcella da 29 pollici.

Questa intervista aprirà un poco lo spiraglio su questo mondo della mountain bike che non è conosciuto ai più, ma che in realtà riguarda parecchie persone che si occupano di provare i prodotti delle diverse ditte che sono sul mercato.
Mike_Curiak

I principi: Incominciamo ad introdurre i due uomini con cui parleremo.

Per primo c'è Mike Curiak, una persona che non dovrebbe avere bisogno di introduzioni..... giusto nel caso non sapeste di chi stiamo parlando, Mike è sempre stato intorno allo sviluppo delle 29ers vedendone lo sviluppo fino dai primi livelli in quel di Crested Butte in Colorado già verso la fine degli anni 90.

Da allora, Mike è sempre stato un convinto 'Big Wheeler' guidandole anche in alcune tra le più impegnative gare di tipo ultra-endurance mentre nel contempo si occupava del suo business principale che è quello di assemblare ruote specifiche per le 29 pollici con la sua azienda, la Lacemine29.com. Se questo non fosse abbastanza Mike è stato utilizzato da diverse aziende durante questi anni per fare dei test sul campo di accessori e componenti per mountain bike e questo grazie alla sua proverbiale attenzione per i particolari e la dedizione e capacità nell'essere diretto ed obiettivo nelle sue analisi. Potete trovare altre informazioni su Mike nel suo blog.

Poi parleremo con Richard Travis di Manitou. "Rich" come si fa chiamare, ha iniziato a praticare la mountain bike verso la fine degli anni 80 e principalmente per salvaguadare ed esercitare le sue ginocchia che ai tempi avevano qualche problema. Rich ha speso gran parte degli anni 90 a guidare le mtb su sterrato cercando di emulare i suoi miti ovvero Ned Overend e John Tomac. Più tardi Rich è diventato allestitore di musei e gallerie sia a New York che a Chicago. Subito dopo ha incominciato a lavorare per SRAM. 
Infine un giorno particolare del 1997 durante il Fruita Fat Tire Festival ha avuto modo di incontrare proprio Mike Curiak di cui ci racconta che "viveva con lo zio Scootski ed una capra e dopo la 24h di Moab a cui tutti avevano partecipato erano partiti insieme per il Festival di Fruita. Meno la capra il cui lavoro era quello di tenere sotto controllo il prato......" 10 anni dopo Rich ha iniziato a lavorare per la Hayes Bicycles Group nel 2005. Ora lavora come product manager di Manitou. Rich ci dice "Ho iniziato a lavorare per Hayes in prova, ma presto mi sono trasformato in product manager. Il mio primo progetto è stata la gamma di freni Stroker e poi dopo 3 anni mi sono trasferito in Manitou".

Questo articolo è stato realizzato tramite comunicazioni via email. Durante le comunicazioni tra di noi sono venute alla luce altre situazioni e aneddoti interessanti, è chiaro che Rich e Mike si conoscono bene e da lunga data e questo si è visto chiaramente nelle loro email attraverso ricordi di avventure trascorse che meriterebbero di essere raccontate ma in altra sede.

E' sufficiente affermare che c'è molta fiducia tra di loro. Anche la confidenza non manca ed il linguaggio è spesso molto familiare.....Detto questo, avvisiamo quindi il pubblico più sensibile.

Buon divertimento!

MikeDomanda: Sappiamo che Mike è stato un tester sul campo oltre che delle sue cose di molte altre aziende in questi anni. Siamo convinti che la sua reputazione (a parte girare per le gare ed i festival di mtb più importanti degli States con un furgone con dentro capre o simili.....) abbia a che fare con questa esperienza. Cosa ne pensa?

Richard Travis (Manitou):
Quando sono arrivato nel gruppo di Hayes nel 2005 ho dato inizio allo Hayes Test Program. Un programma di test sul campo per validare nuovi prodotti dopo che questi si erano già rivelati sicuri in laboratorio.

Questo tipo di programma prevedeva professionisti di tutte le categorie e dalle diverse località. E Mike Curiak era una della mie prime scelte, oltre a trascorrere molto tempo in sella ha una capacità tecnica notevole. Inoltre è capace di usare ed allo stesso tempo tenere nascosti dei prototipi capacità fondamentale in questo frangente. Avere fiducia è la chiave principale e quando si conosce qualcuno da molto tempo ci si può fidare sia dal punto di vista professionale che personale. E sotto questo punto di vista rispetto e credo in quello che Mike mi comunica.

Mike Curiak: Per quello che può contare guido e provo prodotti sia per conto di Manitou, Rock Shox e White Brothers. E non sono compensato in nessun modo da loro, ed allo stesso modo non condivido le informazioni di un marchio ad un altro. Ho dovuto sottostare a dei contratti di tipo NDA (Non disclosure agreements - per non rilevare le informazioni) con ciascuna azienda anche se dal mio punto di vista questi contratti sono una semplice formalità. Chiunque con un pò di buon senso e di integrità morale una volta che abbia intrapreso una collaborazione oltre che con le aziende anche con le persone al loro interno di certo non pensa a tradirli. Inoltre si valuta anche l'importanza di essere parte del processo di creazione e sviluppo di un prodotto in tutte le sue fasi, dal foglio bianco alla disponibilità sul mercato. Non ci sono parole per commentare cosa significhi tradire una tale fiducia che si è creata nel corso degli anni.

Domanda: Okay avendo visto come e dove Mike guida verrebbe da chiedersi cosa significhi per quello che è considerato il 'ciclista medio', che sicuramente non immagina, il beneficio che apporta il tipo di uso ed abuso a cui Mike sottopone gli elementi che deve provare. Chiaramente si può obiettare che l'abuso è una buona cosa quando si parla di provare i prototipi ma si vuole capire in che cosa in termini di prestazioni e modifiche sul prodotto può trasformarsi. Nel caso specifico di Manitou come questi input vengono trasformati nelle caratteristiche finali della prossima forcella per quanto riguarda il feeling generale, piuttosto che le regolazioni sul ritorno?

Rich:
In qualsiasi ambiente di test c'è sempre da mettere in correlazione la moltitudine di dati con i rispettivi feedback. Mike ha uno stile di guida che si aggiunge e differenzia da quello di altri e quindi aumenta il bacino di raccolta di informazioni su cui basare le nostre decisioni. Inoltre è una persona che riesce ad influenzare gli altri, ha un seguito di persone che ascoltano i suoi consigli e indicazioni e se gli piacciono i nostri prodotti in un certo senso li promuove.

Mike: Per quello che può contare i luoghi ed il modo in cui vado in mtb non sono niente di speciale dalle nostre parti. In altri luoghi può essere visto diversamente, anche in maniera piuttosto estrema quasi come 'freeriding' ma in realtà nelle mie zone si tratta semplicemente di andare in mtb.

Tutt'al più sono un ciclista medio senza un particolare talento se non quello ultimamente aquisito di pedalare in gare di tipo endurance con poco cibo e senza dormire.....
Di solito si utilizzano delle tabelle in base alle ore oppure alle distanza percorsi in modo che gli ingegneri che le valutano abbiano un resocondo con delle risposte veloci su come dopo X chilometri effettuati di sterrato le cose funzionano. Le prove di laboratorio sono importanti e necessarie ma le impressioni reali che arrivano dalla prova sul campo sono inestimabili. Cerco di dare loro sia queste informazioni schematiche sia dei feedback più esaustivi dopo alcune settimane o mesi di utilizzo. Dovrebbe essere Richard a dire quale possa essere il mio contributo nel loro processo di sviluppo.

Posso intuire vista la mia meticolosità che se la mia bici non è perfetta devo sapere il perchè e l'analisi che faccio serve proprio a questo. E alla fine tutti durante questo processo di perfezionare al massimo un prodotto impariamo qualcosa.

Domani la seconda parte dell'intervista

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