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29 pollici: prospettiva storica | continuazione

Avevamo scritto già scritto un articolo sulla storia delle moderne 29ers, questo rappresenta un approfondimento che deriva da alcune osservazioni e domande che ci sono state poste 

Articolo tratto da twentynineiches.com traduzione acura di 29pollici.com

Le curiosità più interessanti che sono nate dal primo articolo riguardavano ancora le modifiche geometriche delle 29er negli ultimissimi anni. In particolare molti si chiedevano: quale è l'effetto che ha avuto il cambiamento del rake delle forcelle?

Si può quindi discutere su come la geometria delle 29er sia cambiata in funzione dell'aumentare del rake.

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Infatti prima di questa modifica i progettisti e costruttori hanno cercato di ovviare verticalizzando l'angolo dello sterzo ma quest'azione creava problemi di toe overlap (punta del piede che tocca contro la ruota anteriore) soprattutto nelle taglie piccole. Misure intorno ai 45mm ed ancora di più di offset di 51mm come quello utilizzato da Gary Fisher nelle sue geometrie G2 hanno aperto nuove vie fino ad allora impossibili. Le 29er si guidano meglio e le taglie piccole non sono più un problema oltre al fatto che le forcelle con queste modifiche lavorano in modo ottimale.

Questo è stato un cambiamento importante, anticipato nelle 29er da On One con la sua forcella rigida da 47mm di rake che di fatto ha dimostrato la necessità di un cambio radicale per quanto riguardava la parte anteriore della mtb. La stabilità data dalle ruote di diametro maggiore ha fatto sì che le geometria anche con questo cambiamento si comportasse come una tradizionale non avrebbe potuto. E questo è accaduto nel 2007 quando Gary Fisher ha spronato l'industria a seguire quasta tendenza.

La domanda a questo punto è: tutto questo ha portato ad una standardizzazione delle 29er? Non ci sentiamo di spingerci fino a quel punto... almeno non ancora. Ma ogni giorno che passa ci si stà avvicinando verso quelli che sono di valori comuni per cercare di ottenere determinate caratteristiche.

Un'altra interessante domanda: trovare le 3 principali 29er che potessero essere mostrate in un ipotetico museo o esposizione sulla storia delle 29ers. E dei modelli attualmente in commercio quale può essere quello che meglio rappresenta la direzione che stanno prendendo le 29ers.

Bene al primo posto non metterei una bicicletta ma piuttosto una copertura!

nanoraptor29er

Il WTB Nanoraptor. Senza questa copertura costruita nel 1999 non esisterebbe oggi una 29er e tutto questo discorso non avrebbe senso. E' vero ragazzi che c'erano delle coperture per le 'ruotone' o più precisamente esistevano delle ruote da 700c per mountain bike prima del Nanoraptor.

Tuttavia, nessuna di queste mtb aveva una copertura più larga di 45mm e nessuna di queste mtb era adatta a quello che poteva essere un utilizzo al di fuori del puro XC.

Il WTB Nanoraptor ha spalancato le porte allo sviluppo di vere ruote da 700c per mountain bike e visto che il diametro effettivo una volta montata risultò prossimo alla misura dei 29 pollici, da allora e per primo da Wes Williams, il nome 29ers venne usato in riferimento a queste nuove mtb.

Quindi se mai ci sarà un museo simile il centro di tutto dovrà ruotare su questa gomma, da cui tutto ebbe inzio.

Oltre a questo punto cardinale, nomineremo un prototipo di Gary Fisher del 2001 che fu il primo a produrre in modo industriale le 29ers nella sua gamma di mtb.

zapataUna menzione particolare và anche a Nishiki con il suo modello Big Foot che si vide più o meno contestualmente alle Fisher.

Al terzo posto sicuramente dovrebbe esserci una delle prime Willits  costruite a Crested Butte circa nel 1999 proprio da Wes Williams. Come scritto precedentemente è stato Wes a dare il nome 29er a questo tipo di mtb ed è stato uno degli artigiani che più credeva a questo standard ancora prima dell'arrivo del Nanoraptor.

Lui insieme a pochi altri, convinse Mark Slate di WTB a disegnare una gomma larga almeno 2 pollici in modo da permettere alle prime 29ers di comportarsi come delle vere mountain bike. Mettetici che gli ha dato il nome, e che è stato uno dei primi costruttori quindi già solo per i suoi interventi diretti, una delle prime creazioni di Wes merita un posto in questo ipotetico museo.

Per concludere è difficile dare un'indicazione di un modello di 29er che sta guidando dove il movimento sta andando. Infatti oggi sono diverse le direzioni delle 29ers.

Per quanto riguarda le competizioni XC bisogna riconoscere alla Superfly di Fisher di essere stata la prima hardtail ad aver permesso ai corridori di cambiare il loro atteggiamento verso le 29ers.

Per quanto riguarda le biammortizzate pensiamo che siano da dividerle tra quelle con poca escursione e per XC, da quelle per un utilizzo generico di tipo Trail o All Mountain.

Per quanto riguarda le prime c'è Titus con la Racer X ed ora Fisher con la Superfly 100 che sono due capisaldi, e sicuramente si vedranno ancora più biammortizzate di questo tipo nelle gare di tipo XC.

Per l'utilizzo Trail Niner con la Rip 9 si può dire che sia quella che ha definito questo standard.

Per concludere, citando quelle con grande escursione Devid Lenz sta da solo trascinando questo settore con le sue fenomenali Benemoth, Lunchbox ed ora con il modello PBJ.

Infine bisogna dare credito anche a Giant che ha una gamma 2011 eccellente per quanto riguarda le 29er economiche e che di sicuro porterà nuovi ciclisti a scoprire questo standard.

Chiaro che ci sono altri candidati per queste categorie ma questi a nostro avviso sono i principali senza dover scrivere un intero libro solo su questo argomento.

Infine un'altra analisi che prende spunto da un'altra domanda ricevuta: Come si posizionano in tutto questo le Panaracer Smoke, la Diamondback Overdrive e il progetto Bianchi? La Ritchey MT. Cross (con la doppia 30/44.... dov'è che abbiamo visto questa soluzione recentemente...???) Non fu Bruce Gordon (storico frame builder americano) a credere in un arrivo in tempi brevi delle ruote da 700c anche per l'utilizzo off-road?

Queste soluzioni ed alcune di queste biciclette sono quello a cui si faceva riferimento in precedenza parlando di mtb con le ruote da 700c. Rappresentano quel movimento verso le 29er di oggi, l'inizio delle sperimentazioni nell'utilizzo di una ruota di diametro maggiore anche per le mtb.

Bruce Gordon credette così tanto in questo che si costruì le sue coperture! Ad ogni modo, il movimento della mountain bike, concentrato agli inizi degli anni 90 esplose per una serie di motivi. Per prima cosa le sospensioni per le mtb da 26 incominciarono ad essere disponibili.

Cercare di convincere chiunque ad utilizzare nel 1993 una mtb con la forcella rigida incominciava ad essere duro. E' così che si diffuse l'idea che la vera mtb era da 26 e che quelle basate su cerchi da 700c erano degli ibridi. E quello fu  il momento in cui una prima standardizzazione si stabilì in maniera quasi definitiva.

L'altro problema era che nessuno aveva ancora costruito una vera gomma da mtb con quel diametro. 45mm di larghezza non erano abbastanza per tutelarte da pizzicature e per poter essere usati su vero off-road. Per questi due motivi le 700c mtb non ebbero in quei tempi la possibilità di venire considerate come una vera alternativa dal grande pubblico. Come abbiamo visto le cose non cambiarono per circa altri 5 anni, ma da quel momento in poi c'è stata una crescita davvero fenomenale.

All'inizio non vennero commercializzate come 'the best next thing' dai costruttori, anzi quasi ignorate, le 29er erano qualcosa che si differenziava dal resto. E' vero, sono state aiutate nei momenti chiave grazie all'intervento di alcune grandi aziende, però a nostro avviso rappresentano negli ultimi 22 anni di questo sport una delle poche modifiche che offra qualcosa di sostanzialmente diverso.

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