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Specialized e le 29er | Terza parte

Nella terza parte dell'intervista ai due responsabili Specialized si parla delle sospensioni e dei loro nuovi prodotti in carbonio 

Specy - epic

Domanda: Parliamo del sistema Brain. Secondo noi una delle cose che rende unica la Epic e che la posiziona sopra ad altre concorrenti dotate di sistema di bloccaggio della piattaforma tipo pro pedal è l'utilizzo dell'ammortizzaotre Brain. In passato ci sono stati un pò di problemi che hanno portato noie ai proprietari anche se il servizio di garanzia Specialized è sempre stato ottimo cercando di tutelare i clienti. Cosa è stato cambiato per migliorare e superare questi inconvenienti?

 

Specy-foxEric: Avete ragione, ci sono stati problemi che sono aumentati con la più ampia adozione di questo sistema nei diversi modelli, ma in Specialized abbiamo lavorato duro per superarli.

Quando abbiamo iniziato creando il nostro sistema di sospensioni non era nostra intenzione diventare un'azienda che fabbricava ammortizzatori. Abbiamo sviluppato la nostra sospensione per avere più libertà possibile e poter raggiungere la massima integrazione tra telaio, forcella ed ammortizzatore, riuscendo così a far lavorare questi elementi insieme come fossero una cosa sola.

Avere una team che si occupa delle sospensioni interno all'azienda ci permette la libertà di sperimentare modificando e regolando le sospensioni al mattino e poter verificare direttamente in serata i risultati delle prove fatte sui sentieri nel pomeriggio.

I nostri ingegneri del reparto delle sospensioni sono coinvolti in ogni fase del processo di sviluppo, dalle riunioni con gli ingegneri dei telai fino ai responsabili del progetto finito. In questo modo la sospensione ed il telaio hanno uno sviluppo affiancato invece del solito iter che prevede la progettazione prima del telaio e dopo della sospensione. Il nuovo programma che abbiamo sviluppato con Fox per il 2010 non poteva essere migliore. Fox era già stata coinvolta in passato con il sistema Brain ma non si trattava niente di più che di un fornitore, ci si limitava a comprare da loro gli ammortizzatori.

La nostra relazione con Fox per il 2010 e gli anni a venire è invece una vera e propria associazione dove gli ingegneri di entrambe le ditte lavorano insieme condividendo i risultati. Lavorando insieme gli ingegneri delle due case riescono a soddisfare i bisogni specifici e gli obiettivi di ogni singolo progetto.

Fox porta "sul tavolo" anni di esperienza nella progettazione e costruzione degli ammortizzatori. Ed è quello che più ci mancava quando realizzavamo noi gli ammortizzatori. Le caratteristiche teoriche erano ottime ma non eravamo capaci di mantenere consistente la qualità produttiva.

Invece l'ammortizzatore marchiato Fox-Specialized risolve questo problema e libera ancora più tempo da poter dedicare in modo specifico alla nostra forcella. Abbiamo comunque continuato lo sviluppo del nostro ammortizzatore posteriore AFR dell'anno passato e questi miglioramenti sono realizzati ed offerti nel caso di sostituzioni in garanzia per soddisfare e migliorare ulteriormente il servizio clienti.

 

Specy - carbonDomanda: Parliamo ora un pò del carbonio: questo materiale è sempre stato visto con un pò di diffidenza presupponendo una sua fragilità, questo atteggiamento è giusto o sbagliato? Quali sono le vostre opinioni sul giusto atteggiamento di possedere e guidare una bicicletta di questo materiale rispetto ad una in alluminio?

 

Risponde Brad Paquin, l'ingegnere che si occupa dei nuovi telai in carbonio da 29 pollici e della nuovo telaio da strada Tarmac SL3.

 

Brad: Se la comparazione avviene tra modelli simili la differenza si basa principalmente su una questione di peso che a parità di taglia può essere stimato in circa 500 grammi. Inoltre se si cercasse di fare un telaio in alluminio dello stesso peso di quello in carbonio allora la resistenza al danneggiamento di quest'ultimo sarebbe sicuramente superiore.

Solitamente nella realtà non si confrontano due telai dello stesso peso, ed è per questo motivo che quello che è più leggero sarà anche meno resistente per via delle pareti delle tubazioni più sottili.

specy - carbon_totDurante la progettazione dei nostri telai prendiamo sempre in considerazione questo aspetto infatti nelle zone che sono più soggette ad urti ed impatti, vengono utlizzate fibre che possiedono un maggiore allungamento ed orientate in modo da offrire la massima resistenza al danno. Inoltre collaudiamo ogni tubo sottoponendolo a prove da impatto utilizzando penetratori da forme ed altezze prestabilite secondo le norme. Il tipo di danno è sempre documentato nei nostri laboratori e messo in corrispondenza a quello rilevato con modelli precedenti ed anche con quello di altri telai della concorrenza.

Posso dire che generalmente, se l'impatto è abbastanza forte da danneggiare un telaio in carbonio è altrettanto capace di creare un danno anche a quello in alluminio.

Eric: Siamo sempre alla ricerca di realizzare telai sempre più resistenti e questo porta ad aggiungere protezioni sia metalliche che in mylar nella zone che possono essere soggette  a danni.

 

Qui il link della seconda parte dell'intervista.

continua...

 

 

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