|
Ecco la seconda parte dell'intervista agli uomini Specialized riguardo la loro visione delle 29er e nello specifico delle biammortizzate
Continua l'intervista di twentynineinches.com a Eric Shuda e Brad Paquin responsabili in Specialized delle mtb con le ruote da 29 pollici

Domanda: Capisco che non potete divulgare informazioni su prodotti non ancora presentati e non voglio chiuderla in un'angolo, ma sappiamo che durante il 2009 le 29er hanno ricevuto molte attenzioni per quanto riguarda il settore dalle escursioni maggiori. Le coperture di WTB Dissent e Kodiak, la modifica alla forcella Dorado di Manitou, David Lenz ed anche Intense con il prototipo 2951stanno spingendo nel settore oltre i 6 pollici di escursione (150mm).
C'è qualche idea che possiamo conoscere, i vostri pensieri al riguardo?
Eric: Personalmente passo molto tempo alla guida della mia Stumpjumper FSR con 130mm di escursione, ma non ho ancora provato 29er con corsa maggiore. Tutta la categoria delle 29er con lunghe escursioni è di interesse, e mi domando quale sarà il suo futuro.
Posso dire che di sicuro è un settore che stiamo tenendo d'occhio. Personalmente sento che i benefici delle 29er siano più chiari sulle hardtail e sulle full suspension con escursioni minori, dove le peculiari migliori capacità di sorpassare gli ostacoli e di confort sono maggiormente percepibili nei telai con angoli più ripidi ed in quelli senza o poca escursione.
Una volta infatti che si entra nel terreno dei 140mm gli angoli diventano più morbidi (meno verticali), le sospensioni lavorano di più e le cose cambiano un pò.
Ho personalmente effettuato un pò di discese comparative durante la Downieville sulla SJ FSR 29er e sulla Enduro 2010 giusto per capire quali fossero le differenze. Mi piace ogni tanto guidare mtb con ruote tradizionali giusto per mantenere un prospettiva il più possibile bilanciata tra i due mondi e ricordarmi delle differenze.
Il più grande ostacolo da affrontare per una 29er con escursione elevata rimane quello del peso. E' vero che le mtb diventano più capaci di affrontare grandi asperità ma trovare la giusta gomma, e creare ruote robuste per affrontare questi ostacoli porta ad un peso del mezzo superiore alle 30 libbre (superiore ai 13,7 Kg). Oggi è ancora un'amara pillola da ingerire se si raffronta ad una mtb tradizionale con 160mm di escursione e dal peso intorno alle 27 libbre (12,3 Kg). Ammetto che da questo punto di vista si può passare per maniaci del peso, ma è un parametro da tenere in considerazione.
Ci sono inoltre sfide per quanto riguarda l'altezza del manubrio e lo spazio per la ruota posteriore. Se si passa del tempo su internet si vede che c'è interesse al riguardo e che le persone amano guidare queste tipologie di bici e quindi è un settore che teniamo ben presente e sul quale si lavora.
Domanda: Ok, parliamo ora della Epic 29er.
Considerata come un punto di riferimento nella sua versione da 26 pollici, ora è disponibile anche nella sua incarnazione da 29 pollici; si sono dovuti fare dei comporomessi per adattarla alle ruote di maggior diametro?
Eric: No, non sono stati fatti dei compromessi.
Quando guardate la Epic 29er, vi renderete conto che ha lo stesso disegno della 26, quasi da pensare che l'abbiamo solo allungata un pochino per farci stare le gomme da 29 ma in realtà non è così.
In realtà per ottenere questo risultato la Epic 29er ha una sua geometria ben definita e degli accorgimenti specifici.
Intanto il tubo sterzo è di tipo conico (serie sterzo da 1" e 1/8 sopra e 1" e 1/2 sotto) per aumentare la rigidità nella zona sterzo ed anche la serie sterzo che diventa integrata e quindi ridurre l'altezza anteriore.
La Epic da 29 ha anche i foderi posteriori di diametro maggiore per aumentare la rigidità del retrotreno.
Uno degli obiettivi prefissati era quello di mantenere l'interesse (wheelbase generale) più corto possibile. E questo risultato è stato ottenuto grazie ad un carro di 448mm per la versione da 29 pollici, in generale confrontando le due misure medie delle Epic con i diversi diametri di ruota la 29er è solo 11mm più lunga della 26 pollici.
Domanda: Ultimamente si è sentito parlare di nuovi schemi ammortizzanti, DW link, VPP o CVA. Specialized è nel 2010 legata alla piattaforma FSR. Alcuni dei nostri tester hanno posseduto mtb con sistemi FSR/Hort Link e queste hanno caratteristiche peculiari.
Oltre al fatto che Specialized è proprietaria di questo brevetto perchè state ancora utilizzando questo sistema e come si raffronta ai nuovi schemi in commercio?
Eric: Stiamo entrando nel 17esimo anno dalla prima introduzione del sistema FSR, ancora crediamo in questo disegno che offre: un sistema attivo ed indipendente che garntisce la migliore guidabilità sia per quanto riguarda il comfort che il controllo.
Vogliamo che le nostre sospensioni siano attive sia durante gli urti sia quando il terreno è solo poco sconnesso, sia che si freni sia che si spinga sui pedali, sia quando si affrontano salite sia quando si è in discesa.
L'obiettivo è tenere la ruota sul terreno sempre; in modo da garantire il massimo controllo.
Una sospensione attiva serve ad ottenere questo risultato e questo tipo di sospensione garantisce una percentuale di tempo maggiore della ruota sul terreno. Accelerare, rallentare e manovrare sono azioni che richiedono per raggiungere la massima efficienza di avere le ruote sul terreno. Inoltre un sistema che invecchia ha la possibilità di evolversi e migliorare.
FSR può essere lo stesso nome delle sospensioni che avete visto di volta in volta negli anni passati, ma in realtà siamo ancora sul mercato cercando di migliorare sempre e fare si che la prossima mtb sia migliore della precedente e fondamentalmente ad offrire un sistema che sia superiore a quello della concorrenza. Il sistema FSR infatti può essere configurato in maniera diversa in modo da soddisfare le particolari esigenze di un certo modello.
Avere un sistema che si migliora negli anni ed è sviluppato secondo precise esigenze d'uso è meglio di avere qualcosa di nuovo solo perchè deve essere qualcosa di nuovo. E' così che ad oggi non abbiamo ancora trovato un sistema che soddisfacesse le nostre esigenze meglio ed in modo più versatile del FSR.
Qui il link della prima parte dell'intervista.
continua...
 |