Il mercato e le prospettive delle 29ers viste dagli adetti ai lavori
Twentynineinches.com ha realizzato un'intervista con alcune persone che lavorano in Specialized e si occupano nello specifico dello sviluppo dei prodotti da 29 pollici di questa prestigiosa azienda.
Eric Shuda e Brad Paquin rispondo così ad alcune domande specifiche sulla visione delle 29er ed in particolare sui due modelli Stumpjumper la Expert hardtail in carbonio e la Stumpjumper Epic che sono stati messi a disposizione della Specilized per un'approfondito test (ndt. modelli purtroppo che in Italia non vengono importati)
Domanda: Prima di parlare nello specifico dei due modelli 29er in oggetto, mi piacerebbe dedicare un pò di tempo a capire la visione di Specialized sulle 29er come movimento. Le grandi ruote sono state una rivoluzione sotto molti aspetti ed hanno permesso ad alcuni biker di sentirsi finalmente a proprio agio anche su una mtb.
Sembra che tutte le mtb di Gary Fisher diventeranno presto solo delle 29er, Giant ha messo anche lei un primo piede dentro a questo settore, Specialized con 8 modelli (ndt. ricordiamoci che il mercato a cui si fa riferimento è quello americano) senza contare i telai offre una gamma davvero varia tra tipologie e materiali tra i quali scegliere. E dopo tutto questo alcuni atleti di livello internazionale stanno incominciando a vincere sulle vostre hard tails in carbonio da 29 pollici.
Si direbbe quindi da parte vostra un impegno serio su questo movimento, infatti la vostra gamma và a coprire sia quello che è il mercato consumer chiamiamolo ricreativo, fino ad arrivare a quegli atleti che partecipano alle competizioni di alto livello per vincere e addirittura ci sono modelli specifici per le gare endurance e marathon.
Eric Shuda: Avete detto bene, per il 2010 abbiamo un'offerta che è in grado di coprire una vasta gamma di esperienze d'uso. Non è stato difficile per noi arrivare a questo punto, è stata solo una questione di tempo.
E' inutile sottolineare che rispetto ad altri concorrenti siamo arrivati anche piuttosto tardi nell'offerta di modelli da 29 pollici. Bisongna ricordarsi però che è sempre un grande impegno da parte nostra partire con un progetto completamente nuovo e creare il prodotto finito e tutto questo sia dal punto di vista economico che delle risorse umane coinvolte. Ultimamente abbiamo aumentato incredibilmente il team che si occupa dello sviluppo dei prodotti ed il 2010 rappresenta l'anno con il maggior sviluppo dell'intera storia di Specialized.
Abbiamo fatto questo investimento per continuare ad innovare ed espandere l'intera linea di prodotti così come inserire una gamma completa di 29er. Come detto in precedenza si trattava di una questione tempistica in modo da avere tutto pronto per poter presentare qualcosa di nuovo ed unico che il mercato potesse apprezzare.
E' così che alcune persone ci chiedono addirittura se Specialized diventerà una ditta esclusiva di 29er. La risposta è no.
Per noi non si tratta di uno scontro tra 26 vs 29 ma il nostro obiettivo è quello di offrire il miglior prodotto possibile in considerazione dell'uso che se ne intende fare, dell'alteta che lo guiderà e della tipologia di uso e percorso che dovrà affrontare. Di sicuro visto la mia posizione di uomo 29er all'interno della Specialized spingo le 29 pollici tutte le volte che ci sono discussioni tecniche.
Domanda: L'ultimo anno è stato rivelatore per quanto riguarda il discorso delle gare, infatti alcuni top rider hanno vinto su bici da 29 pollici, cosa che solo recentemente non veniva neanche presa in considerazione da alcuni. E alcuni di questi atleti hanno sulle loro magliette una grande "S".
Ci si chiedeva se il dilemma del prima l'uovo o la gallina sia applicabile a questa situazione: i corridori di alto livello non vogliono correre sulle 29er perche nessuno ha finora vinto su queste mtb e nessuno ha vinto perchè nessuna grande azienda ha investito realmente?
(ndt. in realtà a vedere proprio il mercato americano l'esempio di Fisher è esemplificativo essendo l'unica azienda tra le big che da alcuni ha investito realmente nelle 29er e proprio questa fine stagione ha portato due suoi atleti a vincere i Nazionali Americani)
Che porte si sono aperte? E' la tecnologia che finalmente le ha rese interessanti per questo scopo o cos'altro?
Eric: Io credo che per noi come per molte altre aziende, quello che recentemente è cambiato riguarda sia il fatto puramente tecnologico, sia di costume, dove alcuni corridori hanno incominciato ad interessarsi a questo tipo di mtb.
I corridori professionisti sono molto coscienti sui prodotti che devono utilizzare sia per quanto riguarda il peso che le prestazioni che possono offrire. Ed in questo senso si può passare un'intera giornata a parlare con un professionista dicendogli che qualcosa possa dargli il maggiore beneficio ma se dal momento che lo provano non è leggero o funziona almeno come l'attuale bicicletta non ne saranno convinti ..specialmente se nessuno ha ancora ottenuto dei successi con quel prodotto.
Come affermato nella domanda tutta la tecnologia applicata alle 29 pollici ha cambiato i giochi in tavola e si incominciano a vedere atleti sia nazionali che internazionali che hanno sucesso con questo tipo di biciclette.
Todd Wells ha ottenuto successi con la S-Works in carbonio ma bisogna dire che non è stato facile convincerlo a provarla e non si può dire che fosse esattamente la bicicletta che ci aveva chiesto.
C'è infatti una storia interessante dietro a Todd e le 29 pollici. Mentre stavamo sviluppando i nuovi telai da gara hardtail da 29 pollici avevamo intenzione di presentarli durante la Sea Otter sperando naturalmente che qualcuno avrebbe gareggiato con uno di questi.
Ned Overend è un amico di Todd Wells ed era convinto che il nuovo telaio da 29er fosse perfetto per lui. E' così che Ned ha incoraggiato Todd per correre la Sea Otter con una 29er, solo che a quel tempo Todd era molto contento della sua S-Works Epic ed aveva sentito che le 29er erano pesanti, lente e che mancavano di maneggevolezza.
Dicemmo a Todd che era (come è ancora oggi) libero di usare la mtb che preferiva, e che gli avremmo spedito un prototipo da provare. Immediatamente la settimana prima della gara valida per la US Cup che si tiene a Fontana in California (un paio di settimane prima della Sea Otter) Todd ha ricevuto la 29er S-Works.
Dopo un paio di uscite ci ha chiamato dicendo quanto gli piacesse la mtb e chiedendoci se poteva usarla per la gara di Fontana prima che noi ufficialmente lanciassimo il prodotto.
E' questo il motivo del perchè Todd abbia garaggiato con un telaio tutto nero con solo le decals Specialized sul tubo obliquo.... il nostro tipico colore per le bici test.
Subito dopo questo episodio è seguita la vittoria nello short track della Sea Otter e noi non potevamo esserne più felici. Todd ricordiamo che ha vinto altre gare di tipo short track ed è arrivato 8° assoluto ai mondiali su questa nuova S-Works 29er.
fine prima parte
ps. ecco il video della gara in cui si vede il prototipo da 29er ed il no comment molto esplicativo di Todd Wells. Da notare che è arrivato 9 assoluto, ha rotto la catena al primo giro ed il secondo giro ha abbassato il tempo di circa 8 minuti rispetto alla prima tornata.