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Ecco una lettera arrivata a MBA alla quale risponde direttamente uno dei fondatori di Niner
Mi piace pedalare solo front e quindi ho deciso che la mia prossima bici sarà una 29er. Mi sono infatti convinto della validità delle ruote più grandi e le userò su fondi sabbiosi e singletrack rocciosi.
Esco spesso anche in notturna, se la cosa facesse alcuna differenza in senso tecnico, e vorrei infatti avere qualche consiglio su come rendere più facile possibile il passaggio ad una mountain bike così diversa.
Arnie Moser
Phoenix, Arizona, USA
Complimenti per la tua decisione di provare una 29 pollici e quindi non possiamo che inoltrare la tua domanda direttamente ad uno dei principali
imprenditori in questo senso, Chris Sugai, co-fondatore di Niner Bikes.
Ciao Arnie e benvenuto nel futuro della mountain bike. Secondo me con una 29er ben progettata non ci sono periodi di apprendistato da scontare, ma ti dovresti sentire subito a tuo agio già alla primissima uscita. Troverari comunque delle differenze rispetto ad una 26er ed eccoti quindi quelle fondamentali:
1. ti accorgerai di andare molto più veloce in discesa, grazie ad una padronanza in
effetti superiore. Ciò è dovuto al maggior effetto giroscopico di una ruota più grande;
2. abituati a piegare maggiormente in curva, perché la superiore impronta a terra te lo permette senza problemi. A mano a mano che prenderai confidenza scoprirai di poter curvare a velocità ancora più alte di quelle che pensavi fossero possibili;
3. a causa del superiore sviluppo metrico della ruota da 29” dovrai utilizzare un rapporto più corto in salita, ma sarà “più corto” solo per quanto riguarda il pignone selezionato e non per l’effettiva lunghezza del rapporto stesso;
4. in salita sarà tutto diverso, per la decisamente minore difficoltà di conservare il proprio rotolamento tipica di una ruota di diametro, e quindi inerzia, superiore.
E una volta che una ruota è posta in rotazione a rallentarla intervengono fattori esterni come:

a) rocce, buche e radici, sulle quali però la ruota da 29” passa con superiore facilità;
b) aderenza, che la maggiore impronta a terra garantisce in modo migliore a tuttigli effetti e quindi anche con un minor dispendio di energie nel mantenerla in rotazione ad una determinata cadenza;
c) la superiore impronta a terra della ruota da 29” distribuisce in modo più efficace ed omogeneo il carico, limitando ciò che ostacolerebbe il suo rotolamento.
Goditi la tua nuova bici e benvenuto ancora nella “Grande” Rivoluzione. Sì, è la mia "fissa", ma non me ne vergogno.
Articolo pubblicato sul numero di Settembre 2009 di MBA Italia
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