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Come abbiamo visto i principali annunci pre-fiere di questi giorni sono quasi tutti focalizzati sulla presentazione di telai per il 2010 in carbonio
Nb. articolo tratto da twentynineinches.com tradotto da 29pollici
In foto: anche Santa mette a frutto la sua esperienza nel campo delle fibre con la sua prima 29er ecco il prossimo Spilungone (Tallboy)
Si sono viste bici per i più diversi utilizzo create con questo materiale, telai specifici per singlespeed, oppure hardtail o fullsuspension hanno tutti il comune denominatore di essere telai top di gamma realizzati con questa fibra.
In cima alla lista per il 2010 ci sarà però l'affidabilità ed anche la ricerca di una maggiore economicità, infatti il mercato si sta allargando e sempre più sono gli interessati a questa tecnologia a condizione però di un prezzo più accessibile.
La fibra di carbonio per la mtb non è niente di nuovo, adirittura ci furono alcuni telai in carbonio già alla fine degli anni 80. Gli sviluppi tecnologici di progettazione e realizzazione hanno portato le fabbriche di questo materiale (naturalemtne insieme a quelle delle resine per permettono di tenere insieme le fibre) all'avanguardia dell'industria ciclistica.
Durante questo percorso molte barriere sono state abbattute, in particolare quella che riguarda la resistenza ed il peso, ma ci si incomincia a chiedere se non ci sia già spinti oltre. Questo ed il processo avviato per produrre questo materiale lascia in particolare l'utente "medio" ancora un pò perplesso. Quale sarà il telaio o il componente che durerà e quale invece no?
Fino a che punto bisogna fidarsi oppure fino a che punto azzardare per recuperare solo qualche grammo?
Fortunatamente anche dal punto di vista dei test sono stati fatti dei salti qualitativi, ed in particolare in Europa possiamo dire che ci sono tra i test più duri da superare perchè una marca possa venire venduta in conformità alle norme.
In foto: la Superfly100 del campione americano Jeremy Horgan-Kobelski

Quindi perchè tutte queste nuove 29er in carbonio?
Bhè parlando da un punto di vista puramente tecnico/ingegneristico è il migliore materiale per questo tipo di utilizzo e questo per un semplice ed unico motivo.
Può essere modificato in ogni singolo millimetro per quanto riguarda il numero di fibre presenti, la loro direzione, la forma che avranno in quel determinato punto ed anche il loro spessore.
Non esiste più la limitazione di una forma cilindrica, oppure magari anche diversa ma con una composizione di materiale (densità) che è praticamente sempre la stessa. Si può quindi davvero progettare il singolo centimetro di un telaio e controllare con l'ausio di sofisticati software come quel punto reagisce a determinate sollecitazioni.
A maggior ragione si potrebbe dire che queste caratteristiche siano perfette per migliorare ulteriormente le 29 pollici. Infatti la rigidità torsionale nello specifico può venire migliorata senza per questo dover aggiungere troppo peso al telaio. Quello che era un punto debole delle 29er nel confronto con le tradizionali 26 pollici non lo sarà sicuramente più.
Grazie a questo materiale anche i tubi più lunghi dei foderi delle 29er così come il tubo orizzontale potranno vantare rigidità torsionali impressionanti e naturalmente si avvertiranno ancora di più i vantaggi delle ruote di diametro maggiore.
Già in questo fine stagione si è visto come siano già vincenti sui circuiti internazionali queste 29er in carbonio. Infatti Fisher può vantare nel suo palmares entrambi i titoli nazionali Americani con due atleti che correvano sulle nuove Superfly.
E' chiaro quindi che per quanto riguarda il discorso race in campo XC questi telai portano le 29er su un livello prestazionale superiore rispetto alle 26 pollici, la nuova sfida sembra essere quella di renderle più appetibili per un ampio pubblico ed anche portare l'evoluzione di queste tecnologie anche negli altri settori mtb come quello AllMountain - Enduro fino al Free Ride.
Ci vorrà ancora un pò di tempo ma sembra che anche per le full sia quella la strada da seguire.
Al momento quindi l'unica cosa di cui ci si deve preoccupare è il prezzo.
Queste bici rappresentano lo stato dell'arte e quindi solo le bici di alta gamma utlizzeranno il carbonio, la scommessa è così quella di rendere la tecnologia ad un pubblico più vasto.
Per quanto riguarda i costi, gran parte di questi riguardano la progettazione ma anche la realizzazione materiale, infatti un telaio in carbonio è ancora completamente rifinito a mano e comunque la realizzazione degli stampi è molto onerosa. Inoltre i tempi di progettazione per alcuni di questi modelli è stato anche di un anno come dichiarato da Niner per la realizzazione della sua Air Carbon.
L'aumento di prestazioni da solo quindi non può ancora bastare come unica promessa per l'utilizzo di questo tipo di biciclette. C'è bisogno comunque di un lavoro anche sulle garanzie che vengono date insieme a questi prodotti in modo che l'investimento possa essere tutelato anche a lungo termine.
In foto: oltre un anno di progettazione ecco il tempo richiesto per presentare un telaio che porti con sè i benefici della costruzione con la fibra di carbonio e superare le certificazioni più severe.
Sarà la fibra di carbonio il materiale top per tutte le 29 pollici?
Ancora per quest'anno lo sarà per tutte quelle aziende che sono il punto di riferimento dell'industria ciclistica, e che vogliono spingere ancora oltre i limiti di questi mezzi, e naturalmente questi costruttori come altri avranno ancora in catalogo biciclette di altri materiali che sempre grazie all'evoluzione tecnologica stanno anche loro migliorando di anno in anno. Ad esempio è solo da qualche anno che si vedono i telaio in alluminio con tubazioni idroformate e questo tipo di tecnologia ha ancora tanto da esprimere, senza dimenticarci dell'ottimo rapporto qualità/prezzo che oggi sono in grado di offrire.
Seguiteci nei prossimi mesi perchè di sicuro ci saranno ancora altre novità per quanto riguarda il carbonio e le 29ers e comunque avremo la possibilità di vedere e provare alcuni di questi prodotti così affascinanti.
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