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MARIN Nail Trail 29er | Prova di MBA

Trailbike pura, ma anche oggetto di classe 

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Marin ha aumentato a quattro i modelli di 29er nel proprio catalogo, anche se non ancora tutte presenti in ogni mercato. Tra queste, la Nail Trail 29er, che ci accingiamo a riassumervi nel test, si trova al top di gamma e rappresenta lo stato dell’arte per un marchio che nel nome richiama non soltanto la propria localizzazione geografica, ma anche il luogo in cui il fenomeno stesso della mountain bike è nato, la Marin County, posta sulla sponda nord del famoso ponte Golden Gate di San Francisco, California.

 

I PRINCIPI DI BASE

La Nail Trail 29er è una front con ruote maggiorate ed è stata pensata per un trailrider che non desideri prendere in considerazione una full con ruote standard (26”). Il maggior comfort e la superiore stabilità in discesa, entrambi fattori garantiti da un diametro ruota superiore, gli sono infatti più che sufficienti a non prendersi la responsabilità di gestione di un mezzo altrimenti più complesso.

 

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In foto: Prestazioni alla portata di tutti: la Marin Nail Trail 29er risponde pronta ai comandi dello sterzo e non chiede a chi la guida continui spostamenti del proprio peso, lasciandosi sempre condurre con molta naturalezza in qualsiasi situazione incontrabile.


LA REALIZZAZIONE

Come molti altri modelli Marin, anche la Nail Trail è stata prodotta con tubazioni di alluminio 6061 che, per orizzontale ed obliquo, sono a triplo spessore, sagomate e profilate per idroformatura in modo attento e ricercato. Lo scopo è infatti quello di raggiungere il miglior compromesso possibile tra la rigidezza della struttura ed il peso finale. I foderi posteriori sono trafilati con doppio spessore e sagomati con curvature non così evidenti ad occhio, ma studiate per esaltarne la rigidità e contemporaneamente anche l’assorbimento degli urti con ostacoli posti sul terreno, trasmessi poi più verso il decisamente sloping orizzontale (fondamentale inoltre per contenerne lo standover), anziché verso il piantone, per un ulteriore beneficio in termini di assorbimento asperità. Un attento esame rivela infine dettagli progettuali e produttivi di assoluto pregio.

 

IL MONTAGGIO

La Marin non ha assemblato la Nail Trail 29er con “cose che saltassero all’occhio”, ma con un mix di componenti che si amalgano alla perfezione tra loro ed anche con le diverse esigenze di utilizzo pratico.

 

IL TEST SUL CAMPO

In sella: come già accennato, la quota di standover, di una certa criticità con le ruote più grandi, è stata ridotta ulteriormente, anche se già valida. L’ottima sella e le curve azzeccate del manubrio fanno sentire immediatamente a proprio agio e ben centrati sul mezzo, anche se su una 29er si trova sempre un orizzontale più lungo ed un appoggio più alto, quindi anche una posizione leggermente diversa.

In pedalata: con le ruote più grandi si allungano anche in rapporti di trasmissione, come ci ricorda subito la Nail Trail, e pertanto bisogna scegliere un pignone più grande del solito, o mettere più impegno sui pedali. La Marin invoglia a fare la seconda cosa e si fa spingere bene con rapporti lunghi, in virtù della rigidezza torsionale del suo telaio, privo di alcuna flessione rilevabile. Inevitabile poi, in una 29er, il sentirsi più “dentro la bici”, con una piacevole sensazione di maggior stabilità e sicurezza.

Nail_Trail_mbainactionIn foto: Una tuttofare: per chi non si senta ancora pronto per una full, ma sia ormai stufo del ridotto comfort di una delle “solite front”, la Marin Nail Trail 29er è l’alternativa giusta da considerare.


In curva: se in passato avete provato una 29er e la sua lentezza di sterzata vi aveva deluso, è il caso di provarne una di quelle attuali, come questa Marin. Le geometrie si sono infatti evolute e la Nail Trail curva davvero con prontezza e sfrutta poi la superiore impronta a terra per incollare le ruote al fondo del percorso.

La posizione è corretta e quindi non è necessario spostare il proprio peso o aiutare in qualche modo il mezzo nei cambi di direzione, sempre molto naturali e sicuri. Interferenze tra la punta della scarpa e la ruota nelle curve più lente e strette sono anch’esse un ricordo del passato.

In salita: i “ruotoni” spianano le asperità tipiche di un tracciato fuoristrada, con grandi benefici nel mantenere la trazione necessaria. In sella alla Nail Trail ci si concentra quindi sul ritmo, più che sullo schivare ostacoli, rocce, radici

e terra smossa sul fondo. La rigidezza torsionale del telaio impressiona e convince a pedalare da seduti, senza cercare accelerazioni in fuorisella.

Il peso non si può nascondere, così come manca pure un rapporto più corto di quello che il pignone da 34 denti possa fornire, abbinato ad una ruota più grande, ma per andare in difficoltà bisogna davvero trovarsi su qualcosa di ripidissimo e con le “gambe vuote”.

Ancora una volta vi ricordiamo infatti che in sella ad una 29er si gode di un carro più lungo e della citata posizione del biker più “dentro la bici”, perché più bassa rispetto agli assi delle ruote, quindi decisamente più favorevole in salita. In sostanza, anche nelle pendenze più elevate ci si sente seduti in modo più naturale, che non è un vantaggio trascurabile.

In discesa: le ruote più grandi sortiscono due effetti in questo contesto. Da un lato “rendono gli ostacoli più piccoli” e dall’altro dispongono di una maggiore inerzia, che le fa essere più stabili. Ma non dimentichiamo nemmeno il fatto che abbiano un’impronta a terra superiore e che la posizione del biker sia (ripeterlo giova) più “dentro la bici”. Tutto diventa quindi inevitabilmente più facile e sicuro, soprattutto nel caso in cui il telaio abbia anche tutta la rigidezza strutturale necessaria a non innescare incertezze. Questi i vantaggi “sulla carta”, che sul campo la Marin però rispetta appieno, dando filo da torcere a chi guidi una buona full con ruote standard. I freni sono stati all’altezza della situazione, per quanto avremmo preferito un diametro disco superiore sulla ruota anteriore.

 

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In foto: dettagli importanti: i forcellini della Nail Trail sono ottenuti per forgiatura e disegnati con un ampio profilo di irrobustimento, così da contribuire al meglio alla robustezza dell’insieme.

 

GLI APPUNTI

 

Abbiamo avuto qualche problema di scivolamento del reggisella, ma Marin, interpellata in merito, ha garantito fosse un problema eccezionale già risolto, senza necessità quindi di serraggi eccessivi del collarino (di tipo apribile), o di sostituzione dello stesso con uno più funzionale. Con le gomme, ottime prestazionalmente, abbiamo invece avuto qualche foratura in più del solito, quindi potrebbe valere la pena una conversione in tubeless, sia per esse che anche per i cerchi (attenzione che le ruote da 29” richiedono un kit specifico). Ci farebbe invece piacere trovare sempre montato un batticatena di protezione del fodero.

 

CONCLUSIONI FINALI

Marin ha realizzato con la Nail Trail una 29er di pregio che si rivela ideale in ogni suo aspetto, per un vero utilizzo trailride. Rispetta e supera infatti sul campo tutti i vantaggi che la sua filosofia costruttiva presenta sulla carta e non c’è nulla che potrebbe essere cambiato o anche semplicemente migliorato. Potrete quindi comprarne una e non spendere più un centesimo per anni, se non per i materiali più strettamente di consumo.

 

 

 

 

Misura Bici test: 17 pollici

Escursione anteriore: 100mm

Peso: 12,8 Kg (compresi i pedali)

Distributore: L2M

Per informazioni: marinbikes.it

 

Logo_MBAction_pArticolo pubblicato sul numero di Luglio 2009 di MBA Italia

 

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