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Ha convertito chi non credeva

E’ davvero difficile trovare un gruppo di bikers più appassionati degli uomini Niner. Si potrebbe anche arrivare a credere che come parte dell’indottrinamento i nuovi dipendenti vengano spediti in qualità di missionari nei luoghi “sacri” del mountain bike, cioè la Marin County, Moab nello Utah, Durango e Crested Butte in Colorado, eccetera, e dove, indossando rigorosamente camicia bianca e cravatta, debbano poi suonare i campanelli di ogni porta e decantare le virtù di andare in mtb con ruote da 29”.
“Le mountain bikes con ruote maggiorate soppianteranno quelle con ruote da 26” entro il 2017 e nel giro di 10 anni tutte le biciclette vendute con un prezzo superiore a 1.000 Euro monteranno ruote da 29”. Ci saranno eccezioni, ma le 29ers saranno la regola.”
Queste tuonanti parole sono venute niente meno che dal pulpito di Chris Sugai, il leader di Niner. Bibliche visioni come questa potrebbero anche ritornare nei nostri ricordi e tormentarci, alla volta del 2016, anche perché per tutta la durata dell’omelia negli occhi di Chris non c’era stata alcuna traccia di dubbiosa incertezza.
Lui si che è un vero credente!
L’OFFERTA NEL DETTAGLIO La Niner M.C.R. 9 è realizzata con tubazioni Reynolds 853 trafilate su specifica di Niner stessa ed in modo diverso per ogni taglia, e non sono dettagli da poco, anzi, sono questi a fare la vera differenza. Le taglie più piccole non saranno quindi troppo rigide e quelle più grandi non saranno troppo elastiche. Dei fazzoletti posti invece nella zona di collegamento tra il tubo di sterzo e quelli orizzontale ed obliquo, rinforzano le aree altrimenti interessate da sempre pericolosi picchi di sollecitazione, ridistribuendo quest’ultima su di una più ampia superficie. I foderi, sia bassi che alti, presentano una doppia curvatura atta ad aumentare gli spazi per i copertoni ed anche la loro capacità di assorbimento delle asperità.
LA PROVA Credenti e non hanno trascorso molto del loro tempo in sella alla Niner M.C.R. 9 e qui di seguito trovate i loro appunti. In sella: ci è parso eccessivo lo svettamento della sella, una volta che l’abbiamo regolata alla nostra altezza, ma è una cosa voluta con il disegno particolarmente sloping del telaio, necessario per contenere infatti lo standover a valori ragionevoli e non criticabili dai detrattori delle 29ers. Ecco anche la ragione del reggisella Race Face Next SL da ben 400 mm. Ottima la presa sul manubrio Niner Flat Top 9, largo 71 cm ma non rialzato, così da contenere un altro dei potenziali limiti di questa tipologia di mountain bike. Ben studiato poi anche il passaggio delle guaine al di sotto del tubo orizzontale.
Prime pedalate: non ci sono dubbi di essere su una 29er, perché si ha subito la chiara sensazione di essere “più dentro” alle ruote, invece che appollaiati sopra. Il mezzo si muove comunque con convinzione e sterza prontamente e senza interferenze tra la punta del piede e la ruota anteriore anche nei tornanti, tutte cose che molti pensano non siano invece possibili con una 29er.
Dandoci dentro: la M.C.R. 9 accelera con facilità e scorre sul tracciato in modo inebriante. Le ruote più grandi fanno gli ostacoli automaticamente più piccoli, come spianando il fondo, visto che non si avvertono più i classici avallamenti, sassi e piccole asperità che non mancano mai in fuori strada. Allo stesso modo poi la bici mantiene la sua traiettoria pure sui fondi più inconsistenti, come quelli sabbiosi, con una autorevolezza che poche altre possono vantare.
In curva: la Niner affronta eccezionalmente bene le curve e su quelle più veloci è letteralmente incollata al suolo, cosa che semplifica il lavoro del biker. Sul lento siamo poi riusciti a superare anche stretti tornanti tecnici che con altri mezzi ci avevano invece messo spesso un po’ in difficoltà. In salita: il largo manubrio, la posizione in sella ed il maggior grip garantito da una copertura più generosa ci hanno spinto a pedalare un rapporto più duro del solito, ma comunque agevole quanto basta. La M.C.R. 9 è infatti un mezzo che si fa spingere di potenza nelle salite, girando con regolarità i pedali e quindi rimanendo in sella. Qualcuno direbbe “smotorando fino alla vetta”. In discesa: a parità di ogni altra condizione, con la Niner M.C.R. 9 si spunta un tempo migliore di quello ottenuto alla guida di una qualsiasi front da cross-country agonistico. Le ruote da 29” infatti passano sopra ad ostacoli che farebbero rimbalzare quelle da 26”. Solo quelli alti come una palla da bowling potrebbero impensierire la Niner. Ma sarebbe in grado lo stesso biker di battere se stesso anche se a bordo di una full da 125 mm di corsa? Sinceramente no, ma non sarebbe nemmeno così distante. In frenata: gioca ancora una volta a favore il maggior grip offerto da una superiore impronta a terra. Se da un lato c’è meno bisogno di frenare, data la maggiore tenuta di strada, dall’altro si può farlo con maggiore sicurezza, perché sarà difficile arrivare a bloccaggi involontari.
APPUNTI POSITIVI E NON
Ruote: le American Classic con coperture Schwalbe si sono rivelate quasi mezzo chilo più leggere delle prime ruote a suo tempo utilizzate agli esordi del fenomeno delle 29ers. Un simile risparmio fa una differenza tale sul campo da aver da solo conquistato una buona fetta di “non credenti”. Nei nostri test abbiamo invece urtato una roccia e disallineato la ruota posteriore. Ritornare a casa è stato un tormento di sicuro superiore a quello che avremmo provato con una ruota più piccola. Raddrizzarla non è stato un problema, anche se sicuramente un po’ più complicato. I bikers meno attenti a non “strapazzare” la bici sono avvertiti.
Sella: la WTB Carbon Devo è leggera e sexy, ma da parte nostra saremmo stati pronti a sacrificare sia il peso che lo stile a favore di una decisamente più confortevole Laser V.
Guarnitura: le corone della FSA Carbon Pro Team Issue non danno purtroppo la stessa fluida e silenziosa cambiata di quelle Shimano, ma cambiano comunque con precisione. Forcella: non abbiamo mai sentito la necessità di regolare l’altezza della forcella con lo U-Turn della RockShox Reba SL montata, anche perché ci vogliono decisamente troppe rotazioni del pomello per una variazione avvertibile. La leva del lockout c’è invece costata sangue in alcune occasioni nelle quali ci abbiamo impattato con il ginocchio. Apprezzata invece la regolazione della soglia di lavoro del bloccaggio interna alla forcella (vi si accede dall’esterno, inserendo una chiave a brugola), perché evita sregolazioni accidentali.
CANTIAMONE LE LODI
Siamo allora tutti d’accordo con le profezie di Chris sul fatto che le 29ers domineranno il mondo della mountain bike? No, noi non ne siamo ancora convinti. Ad esempio, l’utilizzo di ruote maggiorate su mtb di generose escursioni ammortizzate comporta ancora dei limiti per i quali la maggioranza dei bikers affezionati allo standard da 26” non è ben disposta ad un “cambiamento”. Ma i non credenti tra i nostri testers... si sono poi convertiti al nuovo credo grazie alla Niner M.C.R. 9? Sì, assolutamente. Se si tratta di front, una 29er valida quanto questa sposta il gioco su di un livello decisamente superiore.
Misura Bici test: Media
Escursione anteriore: 100mm
Peso: 11,7 Kg
Per informazioni: raceware.com
Articolo pubblicato sul numero di Marzo 2008 di MBA Italia
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