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MBA prova la Niner Jet 9

Una sorprendente full 29er 

 

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Niner è un’azienda di appassionati delle “ruote grandi” fondata non molti anni fa dalle parti di Hollywood, California, dal duo Chris Sugai e Steve Domahidy.

Per quanto una ruota di dimensioni maggiori riduca quelli che sono gli effetti dell’urtare un ostacolo, e quindi il bisogno di ammortizzazione, la Jet 9 è la seconda full-suspended da loro sviluppata. Lo schema di sospensione proprietario CVA (Constant Varying Angle) è in sostanza un disegno dual-link, ovvero simile a Maestro, VPP, DW-Link, eccetera, aventi tutti un carro monoblocco articolato da relativamente corti braccetti sul triangolo principale.

L’approccio allo sviluppo di questo schema è stato originale, in quanto ha visto prima la luce quello di maggior escursione, dedicato alla R.I.P. 9 da 115 mm, e successivamente è stato adattato agli 80 mm della Jet 9. Così facendo sono state esaltate le difficoltà alle quali avrebbero dovuto far fronte, in modo da garantire la messa a punto di uno schema ancora più funzionale. A suo tempo la R.I.P. 9 aveva impressionato i nostri testers e su questa base ci siamo sentiti subito fiduciosi nei confronti del modello appena ricevuto.

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(In Foto) Non ci sono più scuse: questa bici ha cancellato le barriere che impedivano ancora a moltissimi bikers di prendere davvero in considerazione le ruote più grandi in diametro.

Leggete il perché.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Un attento esame dei dettagli costruttivi della Jet 9 rivela lo stato dell’arte per questo segmento di mercato.

Il telaio presenta delle tubazioni personalizzate in allumino 6061-T6 a triplo spessore, sagomate e profilate in modo da garantire una rigidezza torsionale ottimale, un ridotto standover e gli spazi necessari ai pomelli delle forcelle quando si ruota il manubrio.

Per una valutazione visiva, il modello in foto è, diversamente dal nostro standard, in taglia non media ma “piccola”.

Volevamo infatti provare anche quanto piccolo potesse essere un biker per godere di queste tecnologie, agli albori limitative al di sotto di certe stature, e possiamo già dire che fino a circa 168 cm di altezza il suo possessore possa dirsi correttamente posizionato in sella alla Jet 9.
Tornando alla sospensione, i sistemi dual-link vivono un periodo di grazia, ma non è mai tutto oro quello che luccica.

Assume infatti una valenza grandissima la perfetta messa a punto del cinematismo funzionale, difficile da controllare con un carro dimensionalmente molto più grande dei bracci di attuazione dell’ammortizzatore. Il rischio è infatti quello di incappare in rate che si impennano repentinamente, che ovvero rendano assai più rigida del dovuto la risposta dell’ammortizzatore dopo una certa soglia.
Niner è stata però in grado di prevenire questo problema ed il suo schema rimane sempre pienamente sfruttabile.

La sensazione è pertanto quella di disporre di un’escursione decisamente superiore a quella “sulla carta”.

Il disegno del carro e dei leveraggi permette poi di lasciare ampi spazi sia al deragliatore anteriore che al ramo superiore della catena, riducendone lo sbattimento sul fodero, comunque adeguatamente protetto.

E’ stato inoltre anche possibile ridurre il naturale aumento della lunghezza del carro, apportato dal diametro ruota superiore, ad un accettabile valore di 45 cm.

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(In foto) Su e giù al massimo: la Jet 9 è leggera e performante, sia in salita che in accelerazione, quanto poi è veloce e sicura anche nelle discese più tecniche. Messa nelle mani giuste, e gommata meglio, può dare filo da torcere alle migliori trailbike da 120 mm.

IL TEST IN DETTAGLIO

In sella: la notevole altezza anteriore, data dalla ruota da 29”, viene in parte mitigata dalla lunghezza dell’orizzontale al di sopra della media, così che la schiena non sia troppo rialzata per il biker che debba utilizzare una taglia “Small”.
In pedalata: il settaggio della sospensione non richiede particolari attenzioni per rivelarsi funzionale e si lascia invece regolare morbido a piacere, in funzione delle preferenze. Abbiamo quindi optato per il 25% di sag nell’ammortizzatore e seguito per la forcella Reba le precise indicazioni presenti sul suo fodero.

Ai primi colpi di pedale la Jet 9 risponde con piacevole prontezza, che fa dimenticare la pigrizia tipica di una 29er. Ciò grazie sia ad una sospensione che non risente della spinta sui pedali, e nemmeno si siede in accelerazione, sia per merito dei leggerissimi cerchi Stan’s montati.


In curva: la scarsa reattività allo sterzo è notoriamente il tallone d’Achille delle 29er, a cui Niner risponde scegliendo un angolo più verticale ed un attacco più corto, ottenendo il risultato auspicato. La Jet 9 si rivela pertanto facile nella guida anche nei singletrack più tortuosi, soffrendo però più di quanto ci aspettassimo nei tornanti, nei quali bisogna davvero lavorare di manubrio (ex 26er, siete avvertiti!).


In salita: il passo più lungo e l’essere “più dentro alla bici”, soprattutto sul ripido, fanno sentire il biker sempre ben posizionato sulla Niner.

In sella ad essa tutto avviene quindi in uno stato di esaltata naturalezza e non ci sono mai, o quasi, problemi nel distribuire il proprio peso tra le due ruote. La trazione è sempre notevole, così come lo è la capacità del mezzo di digerire gli ostacoli sul terreno, al punto di dover fare un reset mentale.

In termini puramente prestazionali, il peso è a buoni livelli e la rigidezza torsionale altrettanto, e pertanto la spinta sui pedali si trasforma senza dissipazioni in spinta in salita, a garanzia di un rendimento ottimale. Complice la stabilità della ruota posteriore, con il mozzo più arretrato ed alto da terra, questa Niner non devia poi dalle traiettorie prescelte neanche quando si muove incerti il manubrio, come tipico nei tratti più lenti e difficili.

Jet9_cvaIn discesa: siate pronti ad affrontare velocità inattese per voi alla guida della Jet 9 (è questo il motivo del nome?).

Il rendimento di questa full è semplicemente straordinario, grazie ad un mix di capacità di assorbimento, telaio e ruote torsionalmente precisi, stabilità dinamica di una ruota di maggior diametro (chi studia fisica lo sa benissimo) ed angoli azzeccati. Se c’è da saltare, la Jet 9 lo fa senza darci grande importanza, così come si lascia calare su rampe al limite della verticalità e senza le incertezze alle quali si è abituati invece.

Queste sono le sensazioni che proverete alle prime uscite, ma non appena inizierete a cercare qualcosa in più, sarà allora il momento in cui emergeranno i limiti più naturali sia degli 80 mm di corse ammortizzate che delle sue coperture.

Quest’ultime hanno limitato infatti il notevole potenziale del mezzo, specialmente nelle curve davvero più impegnative e nelle quali è risultato in pratica impossibile arrivare ad impegnare i loro rigidi tasselli più esterni a causa del loro posizionamento troppo agli estremi del profilo.
In frenata: la Niner Jet 9 è venduta soltanto come telaio, quindi vogliamo solo tranquillizzarvi del fatto che la frenata, qualunque sia l’impianto montato, è sfruttabile appieno, in quanto non influisce sul lavoro della sospensione.

CONCLUSIONI
La Niner Jet 9 ha sfoderato un rendimento reale che ha superato le nostre (elevate) aspettative.

E’ facile da guidare, performante in pedalata al punto da non far rimpiangere le ruote più piccole in nessuna situazione, nonché confortevole, sicura e divertente. Si rivela inoltre adatta anche a bikers di statura inferiore alla classica media di 175 cm.

E’ reattiva al punto da poter essere utilizzata pure in gara, soprattutto di lunga durata, e trasforma chi ha il piacere di pedalarla in un biker migliore ed anche, e finalmente, “più rilassato”.

 

Misura Bici test: Small

Escursione anteriore/posteriore: 80mm

Peso: 11,9 Kg (compresi i pedali)

Per informazioni: www.raceware.com

 

 

Articolo pubblicato sul numero di Febbraio 2009 di MBA Italia

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