la salita comincia sin da subito, in direzione pozza di fassa venendo da moena, percorro il sentiero sottobosco sulla pista da sci da fondo, con salita regolare, ma leggera...
...e già noto che il fondo è molto inconsistente, a causa della temperatura, sempre sopra lo zero, che fà sciogliere la neve.
la pioggia poi non aiuta e fà mischiare la neve sul terreno all'acqua rendendola una pappina.
ma sò già che con l'aumentare della quota il fondo migliorerà, e proseguo fiducioso.
svolto a destra da pozza di fassa dirigendomi verso la valle san nicolò, percorrendo un breve tratto forzatamente asfaltato, che presto finisce in una strada chiusa, dove comincia la salita in neve alta.
quì solo le motoslitte hanno battuto un po' il terreno, ma la neve anche se migliorata rimane ancora troppo morbida, e la pendenza si fà terribile, costringendomi a doti da equilibrista per rimanere in piedi, e a scendere per brevi tratti dove la ruota posteriore slitta inesorabilmente.
la pendenza in alcuni punti tocca il 20%.
in effetti questa salita è dura anche in estate...

raggiunta la malga crocifisso, dopo tanta fatica, che era il mio punto di arrivo prefissato a quota 1550mt, decido di proseguire, la pioggia a questo punto si trasforma in neve, la valle si chiude, e i cm di neve che coprono il paesaggio circostante aumentano tantissimo, fino a rendere tutto ovattato.
dopo un breve falsopiano superato il rifugio la salita ritorna a farsi triste, ma il fondo rimane sempre morbido, e mano a mano che vado avanti pure sempre meno battuto in quanto i rifugi più in quota sono chiusi, e quindi quì non ci passa mai nessuno.
a peggiorare le cose ci si mette anche la neve che stà cadendo in tempo reale, e arrivato ad un certo punto la bici slitta troppo, e complice la pendenza, sono costretto a girarmi e tornare indietro.
per la giornata che c'è oggi aver raggiunto quota 1700mt è già un buon risultato..
dopo una pausa con i famigliari che nel frattempo avevano raggiunto il rifugio a piedi, risalgo in sella e inizio la discesa per tornare in appartamento.
beh, stare in equilibrio diventa veramente difficile visto il fondo incosistente, una via di mezzo tra la tenuta in fango estremo, e la tenuta in sabbia asciutta di mare, ma la jet, in cui ho bloccato la forcella davanti e aperto tutto l'ammo dietro per trasferire il più possibile il peso al posteriore evitando così improvvisi affondamenti del davanti, mi fà divertire, e piano piano, intirizzito dal freddo del bagnato che ho addosso, e sotto una pioggia ormai battente, torno a casa concludendo l'avventura del primo giorno, portando a termine "soli" 22km, fatti comunque in 2h, viste le difficoltà.
vabbè, come primo giorno accontentiamoci.
la bici bagnata.