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Quelli del Vulcano

fujilogoFuji bikes nasce nel 1899 con l'impegno degli ingegneri che vi lavorano a produrre biciclette che siano l'espressione della massima funzionalità.

Nel 1920 Fuji è già uno dei marchi più popolari in Giappone; dominando non solo il mercato interno, in termini di vendite, ma spopolando anche nelle gare

 

tahoe29compI tecnici della casa utilizzano il settore agonistico non solo con lo scopo di vincere le gare, ma anche come banco di prova per le loro idee e realizzazioni.
Nel 1930 Fuji organizza la prima corsa a tappe su suolo nipponico; gara che si corse fra Osaka e Tokio e che venne vinta proprio dalla squadra sponsorizzata dalla Fuji. Oggigiorno questa corsa rimane una fra le più importanti del panorama asiatico.
I primi giochi asiatici, tenutisi nel 1951 a Nuova Delhi, vedono la vittoria di Shoichiro Sugihara in sella ad una bicicletta Fuji. Grazie a questo successo il mercato dell'azienda nipponica viene esteso ad altre parti dell'Asia.

Nel 1964 i giochi olimpici si tengono a Tokyo e il capo ingegnere della Fuji, nonchè designer ciclistico di fama mondiale, il dottore Shoichiro Sugihara, si occupa di allenare la squadra nazionale giapponese. Sugihara, essendo lui stesso un corridore, diventa il responsabile della progettazione delle biciclette della nazionale.
Sugihara sarà anche l'allenatore della squadra giapponese ai giochi olimpici del 1968 a Città del Messico e di quelli del 1972 a Monaco.

Nel 1971 viene fondata la divisione americana di Fuji. I prodotti elettronici e automobilistici giapponesi sono particolarmente apprezzati in America, grazie alla loro qualità e innovazione; la Fuji, con le sue biciclette, non è da meno.

Il 1973 vede l'implementazione, sui modelli più costosi, di tubazioni in acciaio a doppio spessore e l'anno seguente, Fuji diventa la prima casa produttrice ad implementare il gruppo Dura Ace su una bicicletta di serie.
Nel 1987 viene ingaggiato Mark Gorsky, medaglia olimpica nello sprint, come membro della squadra ufficiale. In questo periodo l'azienda nipponica è la prima a
portare sul mercato telai in titanio ed è la prima a produrre biciclette da passeggio con ruote di dimensioni maggiorate.
Nel 1999 Fuji equipaggia, con le sue biciclette, la squadra professionistica della Mercury; squadra che si aggiudicherà oltre 70 vittorie nel circuito ciclistico professionistico a stelle e strisce.

outlandrc29La Mercury viene anche insignita, per la quarta volta di fila, dalla rivista VeloNews, del premio come migliore squadra professionistica.
Il 2001 è l'anno della svolta, che vede la Fuji cambiare i canali di distribuzione dei suoi prodotti. Si passa dai grandi magazzini ai negozi specializzati. Grazie ad un accordo con un'azienda distributrice europea, la Fuji espande il suo marchio in 16 paesi.
Nel 2003 la serie Diamond diventa biammortizzata, grazie ad un carro a parallelogramma; progetto che alcune riviste tedesche di settore considerano fra i migliori al mondo. Nello stesso anno, il modello femminile della Roubaix, vince il premio della rivista Bicycling Magazine nella categoria "miglior scelta".
Nel 2004 la ciclista tedesca Judith Arndt vince i campionati mondiali a Verona, in sella al modello Team Issue. Lei è la prima a gareggiare con un modello interamente in carbonio realizzato dalla Fuji.

Nel 2004, per la seconda volta di fila, Regina Schleicher vince i campionati mondiali su strada a Madrid. Non è un caso, è la dedizione di Fuji per l'innovazione tecnologica e l’impegno nello sviluppo delle migliori biciclette.
Il 2006 è l'anno in cui vengono portate piccole ma significative modifiche a tutti i modelli; modifiche che possiamo considerare come il punto di arrivo di anni di perfezionamenti.

Fuji fa sempre del suo meglio per assicurarsi che le tecnologie implementate sui mezzi dei corridori professionisti vengano estese a tutta la linea delle loro biciclette. Attualmente la casa giapponese è presente in 36 paesi ed è riconosciuta per la sua qualità, per il suo valore e per le prestazioni che i suoi mezzi sanno offrire.

Maggiori info su >  http://www.fujibikes.com

n.b. Traduzione a cura di Claudio nick forum-mtb Cocomero

 

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