|
Ecco i consigli di Mountain Bike Action su come affrontare al meglio il passaggio da una mtb tradizionale ad una con le ruote da 29 pollici
Articolo di Richard Cunningham pubblicato sul numero di Dicembre 2010 di MBA Italia
(NdR. E' con grande piacere che possiamo pubblicare questo interessantissimo articolo appena pubblicato sul numero di Dicembre 2010 di Mountain Bike Action Italia. Un vademecum fondamentale che entra a pieno titolo nella nostra sezione delle FAQ.)
Le ruote da 29 pollici di diametro sono diventate l’argomento più caldo degli appassionati di ogni livello.
Salire però in sella ad una 29er richiede un reset mentale ed abitudini diverse, sia di guida che di pedalata.
Se un simile cambiamento viene naturale ad alcuni, per altri può comportare mesi di confidenza con il mezzo ridotta al minimo, se non addirittura una drastica bocciatura di uno standard invece dal più che consolidato potenziale.
Eccovi quindi alcuni consigli sia per la vostra eventuale prima esperienza che per un graduale passaggio che garantisca il massimo della soddisfazione. Se invece non sapete ancora cosa fare in merito, queste valutazioni vi saranno probabilmente utili a capire quale sia la vera natura di una 29er.
1) RAPPORTI CORTI
Una ruota più grande in diametro ha anche uno sviluppo metrico superiore. Copre cioè più percorso con un giro completo e questo allunga notevolmente l’effettivo rapporto di trasmissione adottato, confrontandolo con quanto abitualmente riscontrato pedalando una mtb con ruote da 26”.
Si sente pertanto il bisogno di avere un rapporto più leggero, se con la 26er si fa spesso uso di quello più corto. Oggi ci sono cassette scalate fino ad un pignone da 36 denti, ma la corona piccola Shimano è passata da 22 a 24 denti, vanificando i benefici delle nuove cassette per i bikers in sella ad una 29er.
2) STERZATE DECISE
Il superiore diametro delle ruote da 29” disegna un arco con un raggio più ampio, quando inclinate sul percorso. L’azione di sterzata derivante è pertanto inferiore e per sopperire bisogna ruotate maggiormente il manubrio.
Se poi si è passati anche a manubri più larghi con il cambio di bici, la sensazione sarà di un’ancora minore reattività.
La maggior inclinazione dell’asse di sterzo è invece necessaria per contenere l’avancorsa, ovvero la funzione di autostabilizzazione geometrica dell’avantreno, altrimenti troppo elevata e fattore di ulteriore impigrimento della risposta. Ci vorrà un po’ di tempo quindi per abituarsi alla guida più funzionale di una 29er.
 
(In foto: Via le dita: imparate a fidarvi del maggior grip offerto dalle ruote da 29” e perdete il vizio di sfiorare i freni prima di ogni curva.
In foto: Curvate di più: la geometria diversa di una ruota da 29 pollici richiede molta più decisione nella guida. Non siate timidi)
3) MANUBRIO PIÙ BASSO
La ruota più grande sposta anche il manubrio più in alto, sebbene l’effetto sia mitigato a volte da forcelle ammortizzate di minore escursione.
Per bikers di statura nella norma, o inferiore, è pertanto necessario ritrovare la postura più corretta adottando un manubrio dritto al posto di quello ormai tipicamente rialzato, riducendo (anche a zero) gli spessori posti al di sotto dell’attacco manubrio ed arrivando pure ad adottare quest’ultimo a gradi zero o girato in negativo.
A parte l’altezza superiore, una 29er richiede un maggior peso sull’anteriore, al fine di garantire la desiderata reattività nella sterzata.
4) GOMME FINI
Se pensavate di restare sulle sezioni più diffuse oggi nel trailride, ovvero tra 2.2 e 2.35”, cambierete idea alla prima salita seria che percorrerete. Ci vuole infatti un bel po’ di gomma in più per completare la circonferenza da 29” ed il peso extra posto in periferia di ruota comporta evidenti peggioramenti in pedalata, anche se molti bikers sono disposti ad accettarlo, pur di rovesciare le cose a vantaggio in discesa.
Va comunque spiegato che la ruota più grande rende gli ostacoli più piccoli non soltanto per un rapporto favorevole nelle dimensioni abbastanza intuitivo, ma anche grazie al fatto di contenere molta più aria al proprio interno e poter così garantire pure un superiore effetto ammortizzante.
Al tempo stesso anche l’impronta a terra di una gomma da 29” è maggiore, con un chiaro vantaggio in termini di presa sul fondo sia in curva che in trazione (salita e frenata), al punto da poter persino adottare più facilmente tassellature meno aggressive di quanto si faccia con gomme di diametro 26”.

(In foto: Non più solo per “spilungoni”: le più moderne 29er sono infatti l’ideale anche per molte ragazze e bikers di statura comunque non al di sopra della media, avendo infatti ormai ottimizzato le geometrie.)
5) IN GRUPPO
Anche se molti dei citati vantaggi delle 29er sono facilmente avvertibili, in modo particolare la scorrevolezza sia sui fondi compatti che su quelli più dissestati, o il grip nelle salite più avare in questo senso, la prova migliore che possiate fare per ricavarne un effettivo riscontro è l’uscire con altri bikers, così da avere subito un riscontro diretto nella comparazione sul campo, specialmente se si tratta dei soliti amici che conoscete molto bene dal punto di vista del rendimento, a meno che non abbiano già una 29er!
Molti sono infatti rimasti sorpresi da come, pur avvertendo una certa pigrizia su pedali e manubrio, stessero di colpo superando gli altri con una sorprendente facilità, impegnandosi nelle salite più tecniche ed indifferenti o quasi a quello che si trovava sotto alle proprie ruote.
Senza esaltarvi, tenete però gli occhi bene aperti nelle curve cieche, visto che potreste anche tamponare violentemente chi vi stava precedendo.
6) NON GIUDICATE SUBITO
In molti si è rimasti sostanzialmente delusi dalla primissima uscita con una full-suspended, arrivando dalla front.
Certo, il comfort ed il maggior controllo nei tracciati tecnicamente impegnativi non erano assolutamente da discutere, ma la prima impressione era stata di una efficienza di gran lunga inferiore a quella garantita da una front nel momento in cui c’era da spingere forte sui pedali. Il tempo ha poi dimostrato il contrario ed oggi la cosa non viene nemmeno più rimessa in discussione (lo sappiamo che c’è chi invece ne discute eccome... ma facciamo finta di non sentirli!).
Con la 29er è sostanzialmente la stessa cosa, perché anche in questo caso quelle che sono delle pure e semplici sensazioni cozzano contro la realtà oggettiva e misurabile. A complicare maggiormente l’adattamento ci si mettono anche le diverse proporzioni, dato che sia l’orizzontale che il carro posteriore sono generalmente più lunghi e bisogna per forza anche imparare da capo la distribuzione del proprio peso tra i due assi, improvvisamente più distanti tra loro.
In altezza si è invece più dentro al mezzo, ma la stabilità offerta da questo rilevante aspetto viene a volte interpretata solo come una minore reattività nella guida. Ci vorrà più tempo che con il passaggio alla full, probabilmente, per un reale adattamento, quindi evitatevi giudizi frettolosi.
7) FRENI PIÙ POTENTI
Maggiore è il diametro ruota e maggiore è il braccio di leva che la gomma in presa sul fondo esercita nei confronti del freno che tenta di rallentare il mezzo. Preferite pertanto diametri disco maggiori e/o pastiglie freno più performanti.
8) PEDALATA ROTONDA
Si spreca molta più energia di quel che si pensi con le microaccelerazioni tipiche di una pedalata poco coordinata nell’arco di rotazione completa delle pedivelle e la cosa si aggrava parlando di 29 pollici, ancora più restie ad accelerare rispetto ad una ruota da 26, a parità di materiali naturalmente.
Il rovescio della medaglia è che poi una ruota più grande mantiene più facilmente la propria in rotazione, richiedendo quindi una fatica inferiore per proseguire sul percorso a velocità costante. Se quindi si accetta di consumare qualche energia in più in accelerazione poi se ne risparmiano molte.
Imparate quindi a girare fluidamente le pedivelle e ne sarete ripagati con gli interessi.

(In foto: Non da soli: il miglior modo di valutare la reale differenza in sella ad una 29er è quello di uscire in bici con gli amici di sempre, così da avere un riscontro immediato che vada oltre le “strane sensazioni” che un cambiamento di questa portata potrebbe altrimenti comportare.)
9) FUORISELLA SI PUÒ
Nessuno lo vietava con una 26er, ma in effetti alzandosi sui pedali con la 29er ci si giova del maggior interasse tra le ruote, motivo per il quale lo spostamento del proprio peso sortisce minori rischi di sbilanciamenti e perdite di aderenza.
Anche il manubrio più largo e la risposta mediamente più elastica di ruote e telai aiutano nell’azione, mentre la mancanza di un rapporto sufficientemente corto potrebbe persino rendere obbligatoria la cosa in molti frangenti!
10) PIÙ VELOCI
Come chi pedalando una single-speed ha imparato a frenare il meno possibile, data la fatica che potrebbe costare poi un rilancio in assenza del rapporto più giusto per farlo, alla guida di una 29er è in parte la stessa cosa, ma è in modo particolare la maggior aderenza al suolo a dover essere sfruttata per proiettarsi realmente in una nuova dimensione e spremere quindi a fondo il potenziale ben diverso del mezzo.
Provate allora a perdere un po’ alla volta, e con buon senso naturalmente, il vizio di sfiorare le leve dei freni prima di ogni curva.
Ne rimarrete stupiti ed estasiati!
 |