Naturalmente la geometria gioca un ruolo fondamentele tra una bici e l'altra.
Considerando biciclette 'simili' ci sono sicuramente delle differenze di guida tra le ruote di maggior diametro e le normali mtb.
Ad esempio le 29 pollici avendo più grip permettono in curva di tenere traiettorie che con una 26 sarebbero impossibili da eguagliare, ed allo stesso modo nelle salite più tecniche si riesce più facilmente a stare in sella.
Le ruote da 29 pollici offrono anche maggiore forza centrifuga e questo in velocità aumenta la stabilità della bicicletta.
In generale i vantaggi delle ruote grandi sono immediatamente percepibili e l'adattamento richiesto sopratutto con le nuove geometrie è davero minimo.
Alleghiamo qui di seguito una interessantissima lettera che ci ha inviato Lorenza Menapace e che spiega molto bene come una 29er abbia una impostazione diversa grazie ai 'limiti' diversi.
Lo stile di guida si adatterà per minimizzare gli svantaggi e soprattutto per sfruttare i vantaggi che i differenti limti del mezzo concedono.
Buona lettura ed attendiamo i commenti su Hub Pub
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Dopo circa 5 mesi di utilizzo di una 29er , dopo i 7.000 e più km pedalati e i su una mtb, dopo circa 78.500 metri di dislivello ...posso dirvi qualcosa di più su una 29er oltre a quelle che sono le dinamiche fisiche del "mezzo"
... La biomeccanica e la 29er...Sono ben consapevole che la questione è molto più complessa e articolata di quanto possa apparire, ritengo cosa utile cercare di fornire qualche spunto di riflessione riguardante le diversità tra l'insieme uomo-29er e uomo - 26er.
Per iniziare il discorso e farvi capire quanto ho potuto appurare in sella ad una 29er è bene credo fare una premessa sul centro di gravità.
In linea generale vi sono tre tipi le variazioni del centro di gravità che si riscontrano in bicicletta e che concorrono alla sua modifica.
Si possiamo identificare e distinguere tra permanenti, temporanee e cicliche. Tra le prime ricordiamo la geometria del telaio e il posizionamento dei punti di appoggio del corpo del ciclista. L’inclinazione del tubo verticale, così come la collocazione longitudinale e in altezza della sella, nonché la lunghezza/inclinazione dell’attacco manubrio e la forma della piega del reggisella, concorrono al posizionamento del corpo e quindi del centro di gravità risultante.
Tra le variazioni temporanee dobbiamo invece elencare gli spostamenti fuorisella del corpo, come spesso capita in salita e nelle discese impegnative. Tra le variazioni cicliche del centro di gravità dobbiamo ricordare, infine, quella dovuta al gesto caratteristico del pedalare, che impone una rotazione ciclica delle masse delle gambe.
Quella che a mio parere su una mtb da 29 è più evidente è sicuramente la variazione permanente. Ho potuto infatti notare come la geometria del telaio e il conseguente riposizionamento dei punti di appoggio del mio corpo hanno avuto diversi effetti sullo stesso.
Non mi dilungo in discorsi tecnici e brevemente vi elenco quanto mi è accaduto e quanto ho potuto osservare sul mio corpo:
Le differenze "biomeccaniche e posturali" sono naturalmente evidenti soprattutto in salita e in pianura.
Durante la salita la posizione è completamente cambiata, non essendoci più il pericolo che l'avantreno si alzi, il bacino non cambia posizione sulla sella rispetto alla pianura se non in modo marginale, il busto rimane molto più eretto con l'immediata sensazione di respirare meglio, i polmoni non vengono schiacciati, le spalle si allargano, la testa rimane molto più alta, dorsali si rilassano, così come i trapezi.
Conseguentemente a questa posizione le braccia devono lavorare meno e saranno le gambe e gli addominali a dover spendere di più...non sarà più necessario l'aggrapparsi al manubrio, salvando in questo modo sia la schiena che il collo.
Inoltre la posizione molto più eretta e meno distesa sul telaio farà lavorare in modo diverso anche i glutei, si lavorerà molto anche con il gluteo superiore esterno, andando a modificare logicamente l'aspetto dello stesso, i fianchi si stringeranno notevolmente.
Insomma i vantaggi delle 29er non sono solo quelli palpabili affrontando meglio ostacoli e/o salite e discese. Sarà anche il nostro corpo a trarne vantaggio con una postura molto meno "nervosa" e più confortevole.
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