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Le ruote di dimensione maggiore influenzano praticamente ogni caratteristica della bicicletta
Una delle influenze più importanti della dimensione delle ruote l'abbiamo sulla gestione dell'energia fornita dal ciclista. Le ruote sono a tutti gli effetti dei volani, cioè dei sistemi che immagazzinano energia. Trascuriamo per un attimo gli attriti meccanici di rotazione e aerodinamici che nel MTB sono praticamente identici tra 26 e 29 pollici e vediamo come funzionano.
Per fare girare una ruota bisogna applicare una forza e per fermarla bisogna applicare una resistenza, ovvero una forza in senso inverso. Ogni volano ha una capacità di immagazzinare energia che è funzione della sua massa e della sua dimensione. La legge che governa l'operato di un volano risponde alla seguente formula

dove I è il momento di inerzia della massa rispetto alla rotazione e ω è la velocità angolare.
Ne risulta che per arrivare a 20 all'ora partendo da fermo l'energia richiesta da una 29er è superiore a quella necessaria per una MTB tradizionale. Attenzione però a non pensare che l'energia sia stata spesa per nulla. Non è stata spesa assolutamente, è immagazzinata NELLE RUOTE.
Insomma, quando siete a 20 all'ora con una 26 avete fatto meno fatica ma avete anche meno energia immagazzinata nelle ruote rispetto a una 29.
Questo significa che se smettete di pedalare o se trovate un falsopiano la vostra 29er perderà meno velocità perchè le ruotone restituiranno più energia di quella che possono restituire due ruote da 26, insomma vi restituiscono lo sforzo extra fatto all'inizio per portarle a 20 Km/h.
In definitiva le ruote sono come degli accumulatori che tendono a restituire l'energia ogni volta che si rallenta.
La guida sarà più costante con minori variazioni di velocità e il mezzo richiederà più tempo per acquisire velocità ma anche più tempo per perderla di fronte ad un ostacolo o ad una salita. Di conseguenza la presenza di ruote di dimensione maggiore o minore alla fine NON INCIDE sulla quantità totale del lavoro, ma lo distribuisce in modo diverso.
MA.. c'e' sempre un ma.
La differenza e i vantaggi che hanno in teoria le 29 pollici diventano uno svantaggio nel momento in cui si frena. L'energia immagazzinata nei volani infatti in questo caso viene 'persa' per scaldare le pastiglie dei freni a disco, quindi prima viene fatto uno sforzo maggiore e poi questo viene buttato via.
In una gara ricca di rilanci o di saliscendi le 29 sono più lente sia a guadagnare che a perdere velocità ma più efficienti grazie al maggior diametro che fa in modo che le asperità 'disturbino' meno lo spostamento in avanti del mezzo.
Se però interviene una frenata l'energia extra viene buttata via, quindi chi l'ha spesa non ne trae nessun beneficio pratico.
Ecco perchè uno stile di guida molto 'nervoso' è meno efficiente che su una 26, semplicemente la quantità di energia che si perde (che già è alta su una 26) diventa con una 29er ancora superiore.
Se si guida pulito e si impara a entrare in curva più veloci la perdita di energia viene ridotta e i vantaggi di scorrevolezza vengono ancora accentuati, rendendo la 29er più veloce di una 26.
Ne è la prova la vittoria assoluta di Todd Wells alla Sea Otter nella categoria Pro-Elite che nella gara Short Track, che è una gara XC dove si dà tutto in 20 minuti più tre giri e dove una 29 ha vinto l'assoluto e ben quattro 29er si sono piazzate nei primi sette posti, nonostante si sia trattato di una gara 'sprint'.
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