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MBA prova la Cannondale Caffeine 29er

Una Caffeine che non lascia molti dubbi 


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In Cannondale le front in alluminio sono state il prodotto di svolta nel mercato e quello che ha dato origine ad un impero. Hanno inoltre reputazione di mountain bike molto performanti e dalla pronta guidabilità, ma comunque non severe per il biker, in termini di comfort in sella. Sono in sostanza sempre un vero riferimento per tutti.

La gamma prodotta da Cannondale con l’esplicito nome di Caffeine, per la carica che danno a chi le pedala, è molto vasta e con la nuova stagione propone anche in Italia questo modello dedicato agli amanti dei mezzi dotati di ruote con diametro maggiorato a 29 pollici, le cosiddette “29er”.
Non vedevamo quindi l’ora di poterla testare a fondo ed eccovi quindi tutti i nostri riscontri.

Caffeine29er(In foto: Non c’è dubbio: siete alti oltre 170 cm? Non correte su percorsi che richiedano continui rilanci? Volete un mezzo sicuro in discesa ma che non sia una full? Se le risposte sono tutte “Sì”, allora leggetevi bene questa prova)

 

ANALISI AL BANCO
La Cannondale 29er presenta un telaio tradizionale e privo di curvature e profilature ricercate, puntando alla solida tradizione tecnologica dei propri prodotti. Soltanto i foderi verticali quindi mostrano una forma sinuosa, voluta per aumentare la capacità di assorbimento degli urti.
Le tubazioni sono comunque tutte attentamente studiate, lavorate e trafilate a doppio spessore, con la sola eccezione dei robusti foderi bassi.

La sua grafica accattivante richiama il gusto degli anni ‘50 in America e tipico delle elaborazioni automobilistiche del tempo, così come dell’arredamento dei classici “diners”, dove la gente si ritrovava a mangiare e non solo.

L’ispirazione del mezzo è invece chiaramente orientata in stile cross-country racing, con un manubrio dritto montato su un lungo attacco. “Lungo” se abbinato infatti ad una tubazione orizzontale da 59,7 cm nella taglia media, a favore di una postura distesa ed atta a spremere le potenzialità del mezzo al massimo. La leva del bloccaggio della forcella è facile da raggiungere, poiché posizionata molto vicina allo stesso manubrio, in virtù della particolare struttura della tipica forcella Cannondale Lefty.


IL DETTAGLIO DEL TEST
Ormai ci siamo abituati, ma salire in sella ad una 29er
dà sempre una sensazione molto diversa. Ci si sente infatti molto più “dentro” la bicicletta, data la posizione relativa più bassa rispetto all’asse delle sue ruote, che avendo un diametro maggiore si trova molto più alto da terra. Ed è una sensazione piacevole.


Prime pedalate: Cannondale sa come si faccia una front in alluminio, non c’è dubbio e lo dimostra nei primi metri. Non c’è la risposta nervosa di una mtb con ruote standard (che sia il caso di iniziare a chiamarle “piccole” invece?), ma si avverte un telaio molto rigido torsionalmente, così da non dissipare nulla, o quasi, della spinta sui pedali e sviluppare subito un confortevole ritmo di pedalata. Una volta lanciate, le grandi ruote sono subito una sorta di benedizione su molti terreni, dato il loro superiore “effetto volano” e capacità di superamento degli ostacoli.

 

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In foto: Dettagli di pregio: molto curata la 29er nel passaggio guaine ed in altri piccoli particolari che faranno la felicità di ogni suo appassionato possessore

Mal comune: diverse selle destinate al cross-country agonistico soffrono di una certa debolezza nel rivestimento degli spigoli più sollecitati, come è stato il caso di quella montata sulla 29er, in effetti consumatasi molto in fretta nella parte bassa anteriore

 

In curva: Cannondale ha sempre prodotto biciclette dalla notevole prontezza di sterzata e per questo particolarmente gradite da chi si divincola nei singletrack più tortuosi e ricchi di rocce e radici ad infestare il percorso.

Data però l’indole della 29er, comprensibilmente più orientata verso un utilizzo su percorsi maggiormente fluidi, la reattività dello sterzo è stata mitigata, a favore di un’esaltata stabilità sul veloce, senza comunque essere pesante dove necessario, anzi. Non fatevi però ingannare dall’angolo sterzo non particolarmente verticale (per una 29er), per le ragioni spiegate in tabella (un rake diverso ha infatti una diretta influenza nel valore di avancorsa finale). Come sempre, la maggior impronta a terra delle ruote da 29” si fa apprezzare in curva.


In salita: la Cannondale 29er eccelle in questo ambito, salendo decisa, una volta trovato il rapporto più corretto. Non conviene infatti cercare di spingerne uno più lungo, a causa dell’inferiore stabilità torsionale di una ruota più grande in diametro. Scegliere quindi un rapporto più agile del solito è tutto ciò che serve per spremere un rendimento straordinario in sella alla 29er, giovandosi poi anche della sua migliore aderenza al terreno, specialmente quando si fa molto ripido, ed anche in piedi sui pedali. Ripetiamo in ogni caso che l’azione più corretta sia quella di rimanere in sella pedalando regolari un rapporto agile. La risposta ad eventuali rilanci non è invece il massimo, data la superiore inerzia delle ruote maggiorate, che comunque superano con maggior facilità gli ostacoli sul terreno. Ricordiamo inoltre come, a causa del diverso sviluppo metrico della ruota più grande in diametro, l’utilizzo di un pignone da 34 denti equivalga sul campo (con una certa approssimazione), a quello di uno da 30 denti montato su una ruota da 26”.


In discesa: le ruote da 29” si rivelano in picchiata un notevole vantaggio e permettono velocità più elevate in tutta sicurezza, quando abbinate ad una forcella efficiente come la Lefty e ad una struttura (telaio+forcella) rigida come quella di questa Cannondale. La posizione del biker è inoltre avvertibilmente più dentro alla bici, come accennato prima, e questo rende la guida ancora più naturale. Si ha invece qualche difficoltà in più, data dal carro posteriore più lungo e dal maggior peso dell’avantreno, nel sollevare la ruota anteriore prima di qualche particolare asperità.

Caffeine29er_action2(In foto: Un compromesso intelligente: data la diversa destinazione d’uso, Cannondale ha mitigato la sua classica prontezza di sterzata a favore dei tratti più tipici di un mezzo dotato di ruote da 29”)

 

PECCATI VENIALI
Continuiamo a pensare che secondo noi il bloccaggio della Lefty dovrebbe disporre di un circuito di by-pass che lo apra nel caso ce lo si sia scordato chiuso e si urti un ostacolo di una certa entità, anche se è vero che il comando sia stato posto in posizione ravvicinata, rispetto ad altre architetture forcella. Non l’abbiamo comunque onestamente quasi mai utilizzato, se non in qualche rarissima salita asfaltata e solo per sgranchirci le gambe e la schiena in fuorisella.

Il mozzo anteriore aveva sviluppato ad un certo punto un cigolio fastidioso, risolto subito con un po’ di semplice olio a bassa viscosità nella zona dei cuscinetti.
Le manopole invece non erano così stabilmente in sede ed abbiamo risolto la cosa smontandole ed applicando un apposito collante. Nel dubbio suggeriamo invece di passare a quelle munite di collarini che ne permettono anche uno smontaggio e rimontaggio rapido.

Ci piacerebbe infine, ma è una richiesta abbastanza comune per molte delle selle dedicate al cross-country, che il puntale disponesse di un rivestimento più resistente alle abrasioni.

CONCLUSIONI SCONTATE
Conoscendo Cannondale e la valenza del concetto delle ruote da 29”, siamo comunque contenti di confermare il risultato atteso, che cioè se si ha un’altezza adatta ad un acquisto della taglia “M” (la più piccola disponibile) e non si corre su percorsi flagellati da continue accelerazioni e curve tortuose, non ci siano mountain bike davvero più performanti di questa, tra le front.

La Cannondale 29er spiana le normali asperità, piega e curva decisa, arrampica ovunque e scende padrona della situazione. Imparate come la si pedala e salutate i vostri compagni di uscita, senza restare male se non vi inviteranno più.

 

 

Misura Bici test: L

Escursione anteriore: 80mm

Peso: 12,2 Kg (compresi i pedali)

Per informazioni: cannondale.com

 

Logo_MBAction_pArticolo pubblicato sul numero di Dicembre 2008 di MBA Italia

 

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