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3D Racing B29er, non si risparmiamo le cartucce

Combattente nata


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Chris Herting non ha bisogno di pareti e ripiani colmi di medaglie all’onore nel mountain biking, nemmeno dopo aver disegnato le biciclette con le quali corridori indimenticabili e del calibro di John Tomac, Juli Furtado, Joey Irwin, Missy Giove e Jimmy Deaton hanno raccolto una sfilza ragguardevole di successi. Per Chris conta infatti solo aver avuto parte nella cosa ed aver saputo fare il suo mestiere come si deve. Sa anche che potrebbe ancora personalmente cavarsela bene in sella ad una mtb nei singletrack. Lascia che i chiacchieroni si ingrassino e soccombano, mentre lui non si ferma, ma progetta, salda, assembla e continua a correre.
E quando ha dovuto avviare la sua ditta per continuare ad avere uno spazio personale, Chris ha raccolto tutte le sue cose e s’è trasferito a Durango, in Colorado. L’arma segreta? Geometrie che nessuno sapeva esistessero, quando lui le usava già da sempre, tubazioni Easton Ultralite che ha aiutato a creare ed una ricerca continua della migliore componentistica.

Se ora aggiungiamo che Chris è alto 1,92 metri, sappiamo che è anche l’uomo giusto per sviluppare una mountain bike con ruote da 29”. Incapace di seguire le mode, ecco il suo modo di interpretare un fenomeno che ormai non è più tale, ma realtà acquisita.

b29er_action(In foto: Un bulldozer: quando siete in sella ad una 29” le esitazioni tipiche dell’ingresso in tratti dissestati saranno dimenticate in buona parte. Grazie alle ruote più grandi in diametro sarà molto difficile infatti piantarsi su una roccia o su una radice)

LA GUIDABILITA’ NEL SINGLETRACK
Chris è ben conscio dei limiti dati dall’adattamento di ruote maggiorate in un telaio nato per ruote standard e per questo le ha trattate come nemici, mentre il tavolo da disegno diventava il suo campo di battaglia, dove sconfiggere uno ad uno tutti gli avversari identificati in precedenza da una attenta ricognizione.
Data la sua struttura di costruttore custom, Chris sapeva anche di non avere accesso illimitato a tubazioni idroformate o altre sofisticazioni. Avrebbe quindi dovuto stare ancora più attento e riuscire a sfruttare al meglio quanto effettivamente disponibile.

Se guardiamo al nodo di sterzo vediamo infatti un accurato lavoro di irrobustimento e sovrapposizione, ottenuto mediante delle tubazioni Easton Ultralite a spessori differenziati e conificati, ma pur sempre di sezione standard. Notevole anche il particolare rinforzo supplementare nella parte bassa. Il disegno è comunque tale da garantire di non incorrere in fastidiose interferenze tra i registri della forcella ed il tubo obliquo, argomento incredibilmente non trattato sempre abbastanza a fondo da qualche costruttore.

La dimensione particolarmente contenuta del tubo sterzo è invece tipica dei telai per ruote maggiorate e necessaria al fine di contenere l’aumento in altezza ad esse conseguente.

Notevole anche lo spazio a disposizione dei copertoni tra i foderi, ottenuto superiormente con un’azzeccata curvatura ed inferiormente niente meno che con un robustissimo yoke forgiato e sagomato mirabilmente per ricavarne una massima resistenza alle torsioni nella zona più sollecitata del telaio ed anche ampi spazi per l’eventuale evacuazione del fango, che una ruota più grande può raccogliere copiosamente.
Completano l’opera dei sovradimensionati forcellini con profilo tridimensionale. Tutti questi dettagli hanno molto a che vedere con il comportamento della B29 sul campo.


DUE PIANI DI ATTACCO
Chris offre lo stesso telaio anche con il triangolo principale costruito con tubazioni Easton Scandium, che permettono di ridurne il peso da 1.695 g a 1.335 g.

IL TOCCO FINALE
Con l’angolo di sterzo di 72° si raggiunge il compromesso ottimale tra stabilità alle velocità più alte e reattività di sterzo con le ruote da 29”, che automaticamente elevano il valore di avancorsa di un telaio e richiedono quindi angoli più verticali per contenerlo. Il lungo tubo orizzontale, per una taglia media, è necessario per limitare i rischi di interferenza tra la punta della scarpa e la ruota, nelle curve più strette, ed è compensato dall’utilizzo di un attacco manubrio più corto del solito, da 100 mm in questo caso. Un attacco più corto aumenta inoltre la reattività del mezzo, sempre un po’ a repentaglio passando a ruote più grandi.

b29er_part_foderi(In foto: Dettagli sorprendenti: 3D Racing è riuscita a contenere la lunghezza del carro, nonostante la ruota più grande, ed a curare ogni aspetto vitale, come la rigidezza nella zona del movimento centrale, lo spazio per i copertoni, i forcellini ed il comfort garantito dai foderi superiori)

 

SULLE SALITE PIU’ IMPERVIE
Come arrampicherà? L’abbiamo voluta provare subito su due erte che non eravamo mai riusciti a fare in 15 anni di tentativi regolari. Le condizioni del fondo erano pessime, a complicare le cose, ma non abbiamo rinunciato. Come è andata? Ce l’abbiamo fatta al primo tentativo su entrambe! Questo nonostante un peso della ruota ed un rapporto di trasmissione più elevati, date le dimensioni superiori. Non abbiamo parole. Ci sono i fatti a parlare per noi.

NEI SINGLETRACK
La B29 è precisa, pronta, stabile ed obbediente allo stesso tempo. Non si avverte la mancanza della reattività di una mtb con ruote da 26”, anzi, sembra di essere in sella ad una reattiva bici da corsa di molti anni fa. E’ fatta per utilizzare i manubri dritti e farsi lanciare a ritmi elevati ricercando anche posizioni aerodinamiche nei tratti che lo consentono.

NEL TECNICO
Come si comporta quando affronta percorsi particolarmente tecnici  a velocità ridotte? Nelle curve veramente molto strette le ruote da 29” si riveleranno semplicemente troppo grandi. Rocce e radici più affilate annulleranno il vantaggio della maggior impronta a terra e più piano si va più le cose si complicano.
In discesa e nei tratti veloci cambia tutto e la 3D B29 spiana la strada anche dove si fa fatica anche solo a contenere la velocità entro limiti accettabili. La superiorità nell’aggrapparsi al terreno è evidente soprattutto all’avantreno, in queste situazioni.
Al retrotreno la sensazione è stata invece contrastante, anche se compensata dalla sicurezza data dalla ruota anteriore, soprattutto nel non bloccarsi su ostacoli di altezza superiore alla media.

RIASSUMENDO
Ecco le nostre note su cosa abbiamo apprezzato e cosa non ci ha convinto durante il test.
1. In sella ad un mezzo dotato dei rapporti più lunghi conseguenti alla ruota di diametro superiore, i bikers tendono a mantenerli più caparbiamente. Quando poi finalmente scalano sulla corona piccola devono farlo con attenzione, data la foggia e gli spigoli dello yoke utilizzato da Chris, che dovrebbe arrotondarne i profili per limitare i danni di un eventuale risucchio della catena.
2. Il timore di un risucchio è francamente venuto dal come si sono accoppiate la catena Sram PC-59 e la guarnitura Truvativ Stylo. Il ramo inferiore della catena non ne voleva sapere infatti di lasciare con la dovuta facilità i denti della corona media, nemmeno con carichi moderati di trazione sulla stessa.
3. Il nostro freno a disco meccanico Avid BB-7 aveva un gioco superiore alla norma tra pastiglie e pinze, rilevabile pure muovendo avanti e indietro la bici con il freno anteriore tirato, come quando si controlla la serie sterzo. Sbattimento che si avvertiva fastidiosamente anche alla leva, quando si arrivava a bloccare il freno posteriore in discesa. In merito a ciò, i tecnici Sram interpellati ci hanno risposto “Questa è una caratteristica dei freni a disco meccanici. Tutti lo fanno.” Hmmm...
4. Dato che la forcella RockShox aveva una piattaforma stabile di pedalata che apriva l’idraulica automaticamente, quando urtava un ostacolo sul percorso, non c’era alcun bisogno della complicazione e del peso, oltre al costo ed all’ingombro, di avere anche un comando remoto a manubrio per il bloccaggio.
5. Chris, grazie per le manopole Cane Creek Locking Grips dotate di morsetti, il reggisella Ritchey WCS in carbonio e la sella Fi’zi:k Nisene HP con carrello in titanio, componenti che abbiamo infatti particolarmente apprezzato.
6. Il paio di coperture Kenda Klaw pesavano 1.300 g totali (erano diverse le sezioni tra l’anteriore e la posteriore) e le camere d’aria pesavano 370 g l’una. Le ruote Cane Creek Zonos avevano invece un peso totale di 1.895 g. Sono tutti ottimi valori per diametri maggiorati, tranne che per le camere d’aria.

3D RACING B29 IN PILLOLE
Poche mountain bike sono a questo livello, se il biker che pedala la B29 si impegna a fondo, perché il mezzo garantisce prestazioni progressivamente sempre più elevate, in funzione delle sollecitazioni alle quali è sottoposto, volando sulle asperità e in curva.
La 3D Racing B29 è in sintesi una delle mtb più reattive e letali che abbiamo provato fino ad oggi.

Caratteristiche bici Test:

Misura Media

Escursione ant 85mm

Peso 11,6Kg

 

Logo_MBAction_pArticolo pubblicato sul numero di Agosto 2007 di MBA Italia

 

 

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