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Può già essere considerata una mtb?
Articolo di Perse (alias Claudio P.)
Fotografie di Dario Gnali
Nel mese di Giugno ho avuto la possibilità di testare una entry level tra le 29er, la Marin Hamilton.
Si tratta di una bicicletta con telaio in acciaio 4130 che esce dalla casa madre in configurazione street: gomme Continental Town Ride, e un particolare mozzo a 2 velocità della Sturmey Archer, l'S2 duomatic.
Il telaio della Marin è caratterizzato da un'altezza da terra del movimento centrale tipico delle mountain bikes, e da questo particolare è nata l'idea di provare questa bicicletta in maniera più spinta.
Nel momento in cui ho tolto dall'imballo la Marin, ho notato immediatamente le coperture WTB Nano Raptor 2.1" al posto delle Continental di serie.
La bicicletta è essenziale e di semplice costruzione, con forcellini orizzontali, senza il supporto per il deragliatore, freni v-brakes e forcella rigida in acciaio.
Balza subito all'occhio la sella WTB Vigo con particolari giallo fluo, colore utilizzato anche per il tappo della serie sterzo. Sia la forcella che il telaio sono dotati degli attacchi per il montaggio di racks e borse, magari per un viaggio di più giorni?
Per i primi giorni di test ho utilizzato la Hamilton per recarmi al lavoro e ho notato fin dall'inizio che il rapporto scelto per il primo montaggio è piuttosto duro da spingere: un 42x17 senza l'intervento del cambio nel mozzo.
Lo Sturmey Archer non ha comandi per l'innesto del secondo rapporto, ma la cambiata avviene con una mezza pedalata all'indietro. Un click facilmente confondibile con il rumore della ruota libera, è il segnale che la cambiata è avvenuta e al rapporto originale viene sommato un 38%. Con questo rapporto si deve quindi prestare attenzione a non superare il limite di velocità imposto nei centri urbani! ;-D
Io personalmente avrei preferito una combinazione un po' più agile per questa bici, per potermi meglio destreggiare nel traffico cittadino, tra un incrocio e l'altro. Inoltre mi sono stupito del fatto che Marin abbia montato un mozzo con battuta di 120mm su un telaio con battuta di 135mm senza l'utilizzo di distanziali.
Il telaio Marin Hamilton 29er è adatto invece per un montaggio puro single speed, o con un cambio nel mozzo del tipo Shimano Alfine a 8 velocità.
In sella a questa bici si viaggia comodi, in posizione centrale e rilassata. Dopo aver effettuato il primo test in città, mi sono spinto un po' più in là con una bella pedalata di 60 Km circa tra le campagne tra Cremona e Brescia, trovandomi spesso a spingere il rapporto più duro, non avendo bisogno di continui rilanci, ma di mantenere una cadenza regolare.
È da sottolineare il fatto che molto spesso mi è capitato di cambiare involontariamente, o di aver fatto fatica ad innescare il rapporto più agile nel momento in cui mi serviva per ripartire. Non mi sento quindi di promuovere il mozzo Sturmey Archer: non è affatto male avere un rapporto in più, ma è la modalità di cambiata che mi ha lasciato perplesso. Questo aspetto è risultato ancor più evidente nel momento in cui sono passato dall'utilizzo "street" all'utilizzo "mountain".

Per potermi spingere sui monti che tanto mi piace percorrere in bicicletta, anche in single speed, come unica modifica alla Marin Hamilton 29er ho provveduto ad installare un 32x22.
Con questa semplicissima bicicletta, ho iniziato la mia avventura in compagnia dell'amico Dario, sui monti di Nave (BS).
Inizialmente abbiamo percorso un tratto su asfalto, in salita, ed in questo frangente ho sfruttato il fattore moltiplicativo applicato dal mozzo per procedere più speditamente. Poi sono incominciate le rampe cementate: una mezza pedalata all'indietro e fortunatamente ritorno in modalità di trasmissione diretta.

La salita è dura ma riesco a farla tutta in sella, alzandomi sui pedali e tirando con le braccia. Lascio alle mie spalle la parte più dura di questo giro e si inizia un bel single track in costa e poi la discesa. Sento l'anteriore un po' più nervoso rispetto alla mia Surly Karate Monkey, probabilmente per via dell'angolo sterzo di 72,5°, ma senza voler strafare ci si riesce a divertire anche con questa Marin.

Nella pratica della mountain bike, soprattutto con la single speed, in certe situazioni capita di dover fare una mezza pedalata all'indietro per poi riprendere la marcia.
Magari per evitare col pedale una roccia o per riprendere a spingere dopo una perdita d'aderenza al posteriore.
Fatto sta che con lo Sturmey Archer mi è capitato di cambiare proprio nel momento meno opportuno; un'altro tassello che va ad aggiungersi alla mia personale valutazione negativa del marchingegno. L'idea è buona ma la cambiata dovrebbe avvenire con un comando remoto.
La Hamilton in versione MTB è piuttosto rigida e quando il fondo si fa smosso bisogna tirare i remi in barca e rallentare. A proposito di rallentare: i freni sono decisamente economici e inadatti all'utilizzo gravoso di questa giornata di mountain bike, hanno comunque retto la fatica.
In abbinamento al giallo fluo della sella, vedrei molto bene i mitici Magura cantilever idraulici. In qualche passaggio tecnico, il mio amico Dario mi ricorda che sono in sella ad una bici rigida, non propriamente adatta ad affrontare certi ostacoli; ma anche senza questi avvertimenti mi sarei accorto di questa delicata situazione.
Le ruote da 29 pollici sono in questi casi un'ancora di salvezza: il modello 26er della Hamilton in questi stessi frangenti sarebbe risultato sicuramente inguidabile. Anche nei tratti con grosse pietre smosse, riesco a scendere grazie alla straordinaria capacità delle ruotone di superare gli ostacoli che si incontrano.
Con la Hamilton sembra di ritornare indietro negli anni, quando le mtb erano rigide, con i v-brakes... ma una volta non c'erano le 29er.
Con questa escursione di circa 1300 metri di dislivello ho concluso la prova della Marin Hamilton 29er.
La Marin in esame si è dimostrata sicuramente una bicicletta onesta, sincera e che opportunamente configurata può diventare una discreta mountain bike entry level, adatta ad affrontare percorsi medio-facili.
Il componente sicuramente fuori luogo è il mozzo Sturmey Archer al posto del quale metterei uno Shimano Alfine ad 8 velocità o un qualsiasi altro cambio nel mozzo con comando al manubrio; oppure semplicemente single speed se si ha sufficiente allenamento e propensione alla fatica.
Se dovessi posizionare la Hamilton in una categoria, molto probabilmente la inserirei nel settore del gravel-touring; la vedo bene a percorrere le belle sterrate in quota di qualche Alta Via montana, con le borse e tutto il necessario per una notte in tenda...
Perse

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