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Il continuo perfezionamento di un classico, la storia di questo modello dal momento della presentazione di quella che fu la sua antenata fino ad arrivare all'ultima versione oggetto del test
Come si fa per una 29 pollici a dire nel 2011 che si tratti di un Classico? Beh, la risposta è abbastanza semplice se il progetto originale da cui deriva la mtb in oggetto risale ben al 2005.
Per dimostrare che le cose stanno proprio così ecco le foto tratte da mtbr.com della Sea Otter dell'aprile 2005 data di presentazione del progetto (prototipo della One 9) da cui deriva in modo completo la Air 9.

In America già allora si diceva che le 29ers stavano incominciando ad avere 'momentum' ovvero quell'inerzia che le stava portando a guadagnare punti percentuali nel mercato della mtb; inerzia che tra l'altro è proprio una delle parole chiave per capire meglio le 29ers.
Pensare oggi a come poteva essere il mercato delle 29ers nel 2005 può far sorridere visto che allora i grandi costruttori non erano presenti e l'industria era rappresentata da piccolissime realtà o addirittura solo da artigiani. E proprio tra queste piccole realtà industriali stava facendosi conoscere una ditta Californiana che unica nel settore aveva deciso di produrre esclusivamente biciclette con le ruote da 29 pollici.
Non è difficile capire che stiamo parlando di Niner visto che ancora oggi è l'unica azienda che produce esclusivamente mtb da 29 pollici.
La Air è quindi la 'cugina' di quel primo prototipo in alluminio presentato alla Sea Otter nel 2005. Direte voi ma quella era una singlespeed. Vero.
Allora le 29ers nelle gare non erano ancora entrate prepotentemente come oggi possiamo vedere grazie alle vittorie internazionali di atleti prima con Fisher (oggi Trek), grazie ai risultati dei vari Sauser, Wells e Stander su Specialized oppure di altri atleti tra cui quelli di Scott.
Così come non si sentivano ogni settimana annunci su internet di nuovi ed importanti marchi nella fase di realizzare o di testare prototipi di future mtb da 29 pollici.
6 anni fa erano davvero altri tempi.
C'era però un settore dove le 29ers da subito hanno dimostrato di andare forte, molto forte ed era quello delle gare singlespeed. Vuoi perché era una disciplina di nicchia dove solo veri appassionati e persone un pò 'estrose' vi partecipavano ma anche perché come sa bene chi ci segue, leggendo le FAQ o le discussioni sul nostro forum, le caratteristiche peculiari delle 29 riescono a venir 'fuori' in modo quasi plateale in questo tipo di competizioni.
Quello che ci serve ai fini di questo articolo è però conoscere che la One di allora è stata a tutti gli effetti la prima 29er espressamente costruita per le gare.
Prima di lei non esistevano 29 pollici da gara. Chi affrontava le competizioni magari modificava la propria 29er per essere più efficiente possibile, di sicuro cercando di allegerirla al massimo, ma allora le 29ers erano al più delle hardtail in acciaio o quelle poche in alluminio non avevano la sofisticazione che invece è riuscita da subito a presentare questo modello.
La One era una 'macchina' race, fin dal momento della sua progettazione, al contrario di altre 29er anche più moderne, infatti la One e la Air che è seguita dopo pochi mesi e che ne ricalca completamente geometria e tubazioni era fatta per poter dare il meglio di sé nelle gare.
Intanto fondamentale per raggiungere questo risultato è stata la volontà di Niner di sviluppare insieme ad Easton un set specifico di tubazioni per le 29 pollici. Tubazioni a spessore differenziato in alluminio Scandium. Ai tempi questo tipo di materiale era sicuramente il metallo più 'avvenierisico' che si potesse utilizzare, e riuscire a creare un set di tubi apposito (chiamato poi Scandium GX2) per soddisfare le esigenze dei due fondatori di Niner era un segno che qualcosa di speciale stava nascendo.
Gli obiettivi da perseguire erano quelli di un telaio leggero ma necessariamente rigido per trasmettere la massima potenza a terra e resistere alle maggiori forze giroscopiche delle ruote da 29 pollici. Allo stesso tempo però la decisione di optare per un impianto frenante di tipo a disco ha permesso ai tecnici di Easton e di Niner di andare ad alleggerire al massimo i foderi della sella, infatti non dovendo più saldare gli attacchi per i freni cantilever i forcellini non avrebbero dovuto più resistere alle forze di torsione che derivavano da quel tipo di freni. I progettisti di Niner volevano in questo modo che il telaio fosse il più confortevole in senso verticale possibile.
Infine la geometria, anche lei qualcosa di mai realizzato prima.
A quei tempi di forcelle ammortizzate per le 29ers c'era solo qualcosa di semi-artigianale (come la White Brothers in foto oppure una Marzocchi) e queste forcelle avevano tutte offset identico a quello per le ruote tradizionali.
Niner per rendere la propria bici maneggevole e volendo una bici da gara quindi con forcella ammortizzata è stata tra i primi a disegnare un telaio con l'angolo di sterzo di 72 gradi.
Infatti altre ottime 29ers artigianali dei tempi utilizzavano forcelle rigide custom con offset superiori ai 45mm andando in questo modo a rendere più maneggevole lo sterzo ma dovendo così rinunciare alla forcella ammortizzata.
Insieme a questa modifica decisero anche di allungare il top tube di circa 1cm, mantenendo uno sloping molto pronunciato. Tutti ingredienti che ne hanno da subito denotato non solo l'aspetto ma anche il comportamento competitivo e soluzioni che dopo sono diventate lo 'standard' per l 29ers.
Oggi sappiamo che l'alluminio non ha più quell'appeal soprattutto se lo si guarda in ottica di gare ma allora per la mtb non esisteva niente di meglio. Tra l'altro la One è stata per diversi anni il telaio singlespeed da 29 pollici più leggero in commercio con un peso effettivo di 3.4 libbre (circa 1550 grammi).
Dalla One e quindi da quel prestigioso set di tubazioni dopo pochi mesi è nata la prima Niner Air, telaio dalle caratteristiche pressoché simili e soprattutto con lo stesso obiettivo (mai celato) ovvero quello di diventare la prima 29er da gara per le corse di tipo XC.
Siamo nel 2011 e la Air in questi 6 anni possiamo dire che sia riuscita a diventare non solo un'ottima 29er ma addirittura uno dei simboli di tutto il movimento 29 pollici.
La Air che vi presentiamo è arrivata alla 4 edizione.
Da allora le modifiche del telaio sono state continue ma si è sempre trattato di affinamenti come la scatola movimento centrale da 73mm anziché da 68, oppure l'eliminazione di alcuni gusset di rinforzo mediante il lavoro sugli spessori dei tubi in modo da garantire solo il materiale necessario per le zone di maggior stress o nei punti più vicini alle saldature. Altre modifiche minori per garantire la massima compatibilità con l'evoluzione dei componenti come i diversi tipi di deragliatori, le nuove guarniture doppie oppure le nuove forcelle ammortizzate con maggiore corsa ed offset.
Uguali invece sono rimaste le tipiche curve del triangolo posteriore così come le linee generali della bici, i forcellini di tipo Breezer ma soprattutto la sua caratteristica guidabilità.

La bici in prova è montata con il nuovo gruppo a 10 velocità Sram X9. Il trittico piega, manubrio e reggisella sono ControlTech, Sella WTB e freni Avid Elixir in carbonio. La forcella è la Reba RLT Dual Air da 100mm con blocco al manubrio con perno da 9mm.
Le ruote sono Stans Notubes, su mozzi American Classic, infine i copertoni sono i WTB Bronson montati tubeless.


Il peso della bici così come fotografata con pedali Time è di 10 e 700 grammi.
Nel prossimo articolo analizzeremo più in dettaglio le impressioni di guida di questa 29er.
Ride Different!
mantis74
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