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Carbonio, un pizzico di kevlar ed un'attitudine race
Prova a cura di mantis74
Dopo diverse uscite nel freddo di gennaio (anche se alcune giornate sono state soleggiate in maniera quasi primaverile), possiamo finalmente descrivere le sensazioni avute provando questa 29er.
9kg, ecco un primo dato su cui riflettere. O meglio solo 9 kg di bici completa.
Questa è una mtb progettata per dare il meglio di sè su gare di tipo Cross Country. Si portrebbe dire quasi nelle Short-Track (STXC), ovvero quelle gare su circuiti anche di soli 1 max 2 km da ripetere diverse volte. Percorsi disseminati di curve secche, un tipo di competizioni che negli Stati Uniti sono diventate molto popolari per la spettacolarità di vedere spesso il passaggio degli atleti, e la bagarre che nasce in una gara dove tutti vanno sempre a tutta.

Ecco così che pedalare una bici leggera è davvero un piacere e sinceramente un peso simile per una mtb è qualcosa che può dare assuefazione...
In salita dove ci si può alzare in piedi sui pedali ci si sente liberi. I trasferimenti in asfalto o le sezioni di tracciato con sterrati scorrevoli vengono superate con una facilità da permette alla mente di poter fantasticare, lo sforzo di salire difficilmente diventa gravoso e se la giornata è bella ed il panorama si apre sul mare è davvero dura non sentirsi a proprio agio nella natura. A questo va aggiunto che la bicicletta in oggetto è stata adeguatamente accoppiata vista l'indole corsaiola XC, con una forcella in carbonio (la PRO carbon lunga 465mm) che oltre a contribuire nella riduzione massima del peso non dà nessun tipo di assorbimento quando si spinge sui pedali.
In sella alla bicicletta
E' la prima volta che si prova una 29er con il reggisella integrato. Questa caratteristica mutuata dalle più moderne e corsaiole bici da strada contribuisce a rendere ancora più 'aggressiva' la linea di questo mezzo. Una volta trovata la giusta altezza non ho riscontrato nessun inconveniente, è chiaro che bisogna fare una scelta precisa a seconda del tipo di utilizzo, se si vuole aumentare al massimo la performance pedalatoria si può scegliere l'altezza giusta al millimetro, se si vuole essere tranquilli anche nell'affrontare le discese più ostiche meglio scendere di qualche millimetro e dotarsi di una sella dal profilo più stretto possibile per agevolare al massimo il passaggio del corpo dietro.
Nello specifico, mi sono trovato a mio agio come posizione di guida, sebbene non abbia un'attitudine race (o almeno da quando non ho più 20 anni), seduti in sella il manubrio era sì posizionato ben più basso della sella, ma non avendo il busto troppo allungato (tubo orizzontale da 58cm) e giustamente in accoppiata con una pipa da 100mm, ho da subito sentito il mezzo perfettamente sotto controllo.
La bici in prova sarà utilizzata da un ragazzo per la stagione agonistica 2010, mi è stato detto dal costruttore che abbiamo praticamente le stesse quote (io sono alto 175 cm con 82 cm di cavallo). Ad essere pignoli questa misura che è a tutti gli effetti una 17 a me è leggermente corta, ma uno dei valori aggiunti di Titici è la possibilità di personalizzazione della bicicletta fino ad arrivare al su misura completo senza nessun costo aggiuntivo.
La realizzazione del progetto
Come abbiamo detto la Titici FeltyNine nasce come telaio dalle grandi possibilità di customizzazione. Vediamo però nel dettaglio i componenti della bici in prova che sono stati scelti dal costruttore per sottolineare al massimo le caratteristiche corsaiole della FieltyNine.
L'attitudine race viene ribadita dalla presenza di una guarnitura della FSA con una doppia anteriore 27/40 un modello molto bello esteticamente della linea Afterburner con lo spider a soli 3 bulloni visibili e la corona esterna piena. D'impatto.
Il gruppo montato è un XTR dimostratosi ottimo come precisione e affidabilità e dalla caratteristica cambiata morbida. Anche per quanto riguarda i freni anche loro XTR si sono comportati in modo esemplare potenti e modulabili. Un'ergonomicità delle leve esemplare.
Da sottolineare la messa a punto del mezzo molto curata, tanto che anche invertendo le leve (per avere come mia abitudine l'anteriore a destra) le ho semplicemente invertite controllando che i freni non soffrissero di nessun allungamento. Il serbatoio anche se capovolto non dava problemi segno di un impianto spurgato perfettamente e ben regolato.
Le ruote sebbene leggere erano considerate dal proprietario un set d'allenamento..... avercene di ruote simili per l'allenamento:
cerchi Notube's ZTR, pneumatici Kenda Karma da 1.90 tubelessizzati e mozzi Imperial da 32 fori. Il tutto per un peso complessivo intorno ai 2300 grammi.
A nostro avviso la giusta accoppiata per il mezzo, un'occhio di riguardo al peso grazie ai cerchi ed ai pneumatici usati.
Nel provare una mtb, sappiamo che per prima cosa è giusto considerare il 'target' di questa bici, quindi le Karma da 1.90 sono coperture che si adattano bene alla natura di questa 29er anche se in particolare all'anteriore non ci hanno mai convinto del tutto; in curva non hanno una gran tenuta.
Hanno tasselli piuttosto distanziati ed un profilo rotondo che le rende buone anche nel terreno un pò più accidentato. Il volume d'aria non è molto sono gomme da 1.9 ma sopratutto montata al posteriore di questa Titici si dimostra una gomma azzeccata, infatti il carro molto corto (di soli 438mm) non può ospitare gomme oltre i 2.3 pollici, d'altronde una soluzione di quel tipo andrebbe oltre all'utilizzo prefissato per questo telaio.
I foderi posteriori di questa 29er hanno una forma molto lavorata, con le Kenda da 1.9 lo spazio a disposizione c'è e non ci sono problemi anche nell'utilizzo sul fango, incontrato anche durante alcune uscite di prova.
Come sottolineato la forma è davvero piacevole esteticamente, e guardandolo attentamente ci si accorge che è di tipo assimetrico, ovvero la parte destra e la sinistra hanno curvature diverse per poter alloggiare al meglio le più disparate trasmissioni garantendo un'ottimale linea catena. Le curve servono a non interferire con i talloni durante la pedalata e sicuramente aiutano nel compito di assorbire le asperità, aspetto di cui parleremo più avanti.
Una nota di merito và anche al manubrio Ritchey WCS in alluminio 10D, con una larghezza di 660mm è a nostro avviso perfetto per una 29er nell'uso XC, cosa però davvero incredibile è l'ergonomia della piega da 10° che ha permesso di gestire bene una forcella 'dura' come quella montata.
E' doveroso anche soffermarsi un'attimo sulla rapportara, il 27/40 anteriore insieme ad una ruota libera XTR 11/34 è chiaramente una soluzione per le gare; tipo quelle descritte all'inizio.
Il fatto che la bici fosse leggera permetteva di affrontare anche salite dure con il 27/34 ed il carro molto corto chiaramente aiutava nel fornire la massima trazione; ma le uscite fatte non sono mai state particolarmente lunghe.
Crediamo quindi che se l'obbiettivo è quello di rimanere in sella diverse ore allora avere almeno un 24 davanti, permetterebbe di gestire meglio le salite anche più lunghe e faticose. Inoltre proprio in un'uso abbastanza intenso abbiamo notato che spesso si stava sul 27 anteriore e dietro intorno al pignoni centrali. Difficilmente negli strappi di saliscendi si riusciva a tenere il 40, è per questo motivo che sebbene indicata all'utilizzo race questa è una rapportatura che non ci sentiamo di consigliare in modo generale soprattutto a chi piace cercare escursioni dal tipico 'mangia e bevi'. Strappetto in salita, discesa tecnica dove bisogna aggiustarsi sul mezzo aiutandosi con i pedali, colpo di pedale per superare un masso eccetera. A nostro avviso la tripla in questi frangenti regna sovrana.
Finiture
Il telaio è un carbonio di tipo fasciato, è ben rifinito con un'ultimo strato di carbonio dalla tipica 'granatura' non troppo fine, le zone di raccordo sono ben lavorate e formano una superficie armoniosa in particolare nella zona dello snodo sella e dello sterzo.
La zona dello sterzo è progettata per ospitare anche le forcelle ammortizzate con le molteplici regolazioni nella parte alta degli steli senza doversi preoccupare che tocchino il telaio quando si sterza.
Ci è piaciuto molto il rinforzo in carbonio/kevlar nella parte inferiore frontale del tubo obliquo per proteggere il tubo dai proiettili sparati dalla ruota anteriore nelle discese più veloci e nella zona dietro al movimento centrale per evitare che un possibile chain-suck (risucchio della catena tra la guarnitura ed i foderi bassi) possa provocare danni.
Un appunto che ci permettiamo di fare è che ci sarebbe piaciuto anche il batticatena rifinito nello stesso modo. La verniciatura è molto accattivante come abbinamento e ben compatta, il bianco crea un bel contrasto con il nero naturale del carbonio, e sopra a tutto una mano di trasparente lucido a protezione. Un buon lavoro artigianale anche in questo senso. Un ultimo 'consiglio' di tipo estetico è quello di sostituire le decals del nome del modello con un font diverso ed una scritta più integrata, così sembrano un pò posticce.
Misure geometriche
Per cercare di capire come questo mezzo si comporta sullo sterrato è sempre giusto vedere le misure geometriche prese alla mano, ecco quindi che con il centimetro per le lunghezze e con l'iphone per controllare gli angoli principali ci siamo adoperati ed abbiamo preso un pò di dati.
La bici, come detto, leggera è leggera, ma quanto sia compatta e corta è davvero incredibile.
Il passo complessivo è di soli 104,3 cm andate a verificare altre mtb tradizionali nelle misure small/medium per rendervi conto di questo risultato. E tutto senza nessun 'errore' progettuale, infatti il fastidioso problema del toe overlap non si è presentato, c'è da dire che non ci passa molto tra la punta del piede bloccato sul pedale e la ruota anteriore ma circa 2 centimetri per stare tranquilli ci sono tutti. Quindi un passo così corto rende questa 29er bici davvero maneggevole, non c'è neanche bisogno di un sterzo particolarmente verticale perchè questa bici renda il Toboga della 24h uno spasso durante i continui cambi di direzione.
Per quanto riguarda gli angoli sono rispettivamente 71° di sterzo e 73° per la sella e per una bici in una taglia media tendente alla small sono perfettamente adeguati nel posizionare il guidatore correttamente sul mezzo.
Il movimento centrale è alto 30,5 cm da terra un valore che ci è piaciuto particolarmente. Le ruote da 29 conferiscono già loro molta stabilità, ci si sente comunque ben dentro alla bicicletta ed avere un movimento centrale non troppo basso aiuta ad affrontare anche le sezioni più tecniche sapendo che stando attenti e cercando la linea giusta non si toccherà con i pedali sulle rocce.
Impressioni di guida
Eccoci quindi alle pure impressioni, le sensazioni trasferite da questo mezzo.
Abbiamo accennato al bello della leggerezza, soprattutto quando il terreno è più veloce ma credetici abbiamo voluto mettere alla prova questa 29er anche nelle situazioni più tecniche. D'altronde fare mtb per noi vuol dire sempre cercare di fare salite e discese fuori dalle piste segnate....
Come sapete il Finalese è ricco di passaggi interessanti, ad esempio la discesa dei Ponti Romani anche nella sua sezione più impegnativa ricca di dossi e massi di grandi dimensioni è filata via liscia liscia.
Chiaro, la velocità non era paragonabile a quella fatta con una biammortizzata da 120mm, ogni drop non si trasformava in un salto, ma la bici era precisa e prevedibile. Il bello della forcella rigida è questo, ti 'telefona' quando ti puoi impuntare, difficilmente prendi alla leggera i passaggi tecnici, ci si arriva sempre ben concentrati e si segue la linea giusta, si aiuta la ruota davanti se è il caso con un colpo di reni e spostando il corpo e la ruota dietro segue la traiettoria. Sarà che già 20 anni fà si faceva così, i mezzi erano ben diversi, le velocità anche ma come si scendeva e le sensazioni trasferite quando si è su una full-rigid rimangono quelle, e per noi sono spesso piacevoli.
A dire il vero però ci sarebbe proprio piaciuto poterla provare con una forcella da almeno 80mm, sicuramente avremmo espresso velocità superiori in discesa ed in qualche modo avremmo potuto spremere un pò di più il telaio, ma come detto questo test deve prendere in considerazione il mezzo in riferimento al suo target d'utilizzo e crediamo di aver fatto già così del vero mountain biking, forse oltre a quello che il montaggio e la destinazione d'uso poteva prevedere.
Qualcosa abbiamo già detto mentre si discuteva delle misure, ma il feeling non l'abbiamo ancora espresso chiaramente.
Si sente dire che il carbonio sia rigido.
Ecco, questa Titici ci ha piacevolmente stupito, forse perchè ci aspettavo il peggio?
Forse. Probabilmente si credeva che lo scotto da pagare per avere una bici di questo materiale e leggera fosse che dovesse essere dura.
Ebbene, dura, è stata la forcella questo sì, forse un'accoppiata di materiale con quello del telaio ma non sicuramente di feeling. Probabilmente la forcella con i foderi di diametro generoso per tutta la loro lunghezza e con una testa in alluminio è realmente troppo rigida soprattutto rispetto ad un telaio che sia quando si pedala in fuori sella sia nelle discese veloci ha sempre espresso una piacevole elasticità ed un discreto assorbimento.
La vivacità di questo telaio è a nostro parere un punto in più, leggero e dalla risposta scattante.
Matteo Pedrazzani la persona dietro all'azienda Titici ha lavorato in modo oculato per questa mtb, si è avvalso della collaborazione di professionisti italiani e nello specifico ha voluto creare una mtb per le gare XC cercando di valorizzare al massimo tutti i vantaggi offerti dalle ruotone.
E' riuscito a creare un prodotto interessante per questo tipo di mercato, qualitativamente e per le prestazioni ricevute dovrebbe essere preso in considerazione da chiunque volesse per prima cosa un prodotto realmente fatto a mano ed in Italia, senza considerare che difficilmente una 26 pollici allestita nella stessa maniera potrebbe reggerne il passo.
Infine per gli amanti del genere come non concludere ricordando il peso del solo telaio nella versione provata: 1300 grammi di carbonio con un pizzico di kevlar e buone sensazioni.

Ecco il link del forum dove è possibile conoscere ancora più approfonditamente questa bicicletta.
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