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Per chi non lo conoscesse ancora, il marchio Gas 29 è figlio del biker Massimo Varale Rolla, un appassionato biker del biellese di larghe vedute che ha una sua idea tutta particolare dell’All-Mountain
Testo e foto di Yoda
Max sostiene infatti (a ragione direi!) che per moltissimi biker pedalare pesanti full da AM sia un'inutile tortura in salita per poi ridiscendere con un mezzo sovradimensionato rispetto alle proprie capacità sia una pura e semplice follia dettata dalle mode e dal marketing.
Ecco allora che dalla sua mente, nasce un progetto diverso da qualsiasi altra cosa finora vista in ambito all mountain: una 29er front in acciaio capace di ospitare forcelle da 120mm di corsa.
Ecco che, con una bike così, ogni biker trae giovamento nella resa in pedalata grazie ad una bicicletta più leggera di moltissime full, e con delle prestazioni in discesa tutte da scoprire.
Dopo questa piccola presentazione, ecco il mio pensiero dopo i primi mesi di utilizzo di una bicicletta così atipica.
L’impatto estetico:
Fa strano vedere di nuovo dei tubi di sezione così piccoli, abbinati poi a ruote da 29pollici di sezione e ad una forcella maestosa come la reba 29 a perno passante, rende tutto ancora più inusuale!
La taglia in mio possesso è una XL, e le evoluzioni del prodotto hanno portato alla realizzazione del telaio con queste caratteristiche: Il tubo sterzo è stato maggiorato a 2 mm di spessore, il triangolo principale è realizzato con l’ottimo columbus Zona 25cr4mo, il carro con le tubazioni columbus 29ER in acciaio 18cr4mo singolo spessore da 0.8 mm. I foderi superiori sono fillet Brazed e i forcellini ad innesto saldo brasati con lega argento-ottone. Sulla taglia XL il tubo verticale ha una inclinazione di circa un grado più coricata per evitare l’utilizzo di reggisella troppo arretrati (più delicati in uso AM di quelli dritti) senza inficiare la buona postura in sella.
Se da un lato questo favorisce appunto l’utilizzo di reggisella a prova di bomba (io uso un thomson dritto) dall’altro fa avvicinare il tubo piantone alla ruota posteriore lasciando meno spazio per la copertura (una maxxis ignitor 29x2,1 ha uno spazio veramente esiguo con il deragliatore dual pull). Una soluzione a questo difettuccio è realizzabile eliminando la parte inutilizzata del deragliatore (la camma del dual pull qui non serve in quanto il cavo del deragliatore arriva dall’alto).
Max mi ha però affermato che sulle taglie più piccole questo non accade, e io aggiungo che non tutti i biker utilizzano coperture 29x2,25 abitualmente come faccio io da sempre!
Nei modelli in prossima produzione potrebbe arrivare la scatola movimento da 73mm per lasciare più spazio tra i foderi posteriori.
Lo slooping è bello marcato e la linea della bicicletta è molto piacevole e moderna, anche qui in contrasto con le tubazioni ormai old school!
Il mio montaggio personale è così composto: forcella reba team maxle settata a 120mm, ruote con mozzi hope pro II, raggi dt competition 2-1,8-2, nippli ergal e cerchi no tubes flow.
Coperture Maxxis Ignotor 29x2,10 (ma all’anteriore uso spesso il mio preferito, il kenda nevegal 29x2,2).
Gruppo cambi sram x.o con deragliatore anteriore shimano xt low profile a fascetta alta, abbinato alla guarnitura truvativ noir carbon con corone 22-36 e bash guard in lexan. Attacco e reggisella thomson, sella fizik gobi e manubrio control tech 69cm per 9 gradi di inclinazione. Per i freni ho scelto gli avid elixir cr carbon con disco anteriore da 185mm e posteriore da 160.
Così montata la bicicletta, in taglia XL, pesa appena meno di 12 chili.
In sella:
Appena sono salito ho avuto l’impressione di stare in poltrona! La posizione è molto rilassata, più corta rispetto a quella cui sono abituato sulla single speed, e si ha l’impressione che la ruota posteriore sia proprio sotto al sellino, molto avanzata, a confermare l’estrema compattezza del carro.
Questo fa presagire una facilità all’impennata in salita.
Lo sterzo è leggerissimo, quasi troppo si direbbe… ma sono solo impressioni statiche. Per capire una bicicletta bisogna pedalare!
Si pedala:
Si parte in salita, ecco la prima sorpresa: se da fermo si aveva idea di una bici instabile e dal facile ribaltamento, appena si è in movimento, la Stambek dimostra subito una motricità incredibile e una direzionalità disarmanti. Nessun impennamento involontario, dove passa la ruota anteriore, la posteriore segue fedelmente. L’acciaio risveglia sensazioni sopite e spesso mi chino a guardare se ho le gomme sgonfie… ogni buca e avvallamento vengono dolcemente filtrate.
Sul piano, in velocità sembra veramente di stare su una full suspension, con la grande differenza che le buche più grosse danno una spinta verso l’alto notevole, come se ci fosse un ammortizzatore molto sfrenato. Ma siamo su una front, non dimentichiamocelo!. Le curve veloci non destano preoccupazione e la cosa che più mi stupisce è come l’enorme flessibilità del telaio sembri limitare il lavoro della forcella, che ho dovuto abbassare di pressione per farla lavorare decentemente.
Nelle discese veloci l’enorme maneggevolezza fa temere le curve veloci ma, osando un po’ di più, si nota come il limite possa venire dalle coperture e non dalla bicicletta (infatti con le Nevegal si sente una stabilità eccellente!).
Arriva il mio posto preferito: il single track!!! Qui veramente siamo a bordo di una fun machine!!! Più i terreni sono impervi e i tornanti stretti, più questa bicicletta mi diverte. La maneggevolezza è superiore a qualunque mtb da me provata, seconda forse solo alla santa cruz chameleon, ma non ci giurerei…
Impennare e fare saltini è un gioco da ragazzi, e tutto sembra più facile. La fiducia che si ottiene è immediata e si ha la sensazione di guidarla da sempre. Ovviamente i gradoni più grossi la fanno scomporre (sempre di front si tratta) ma il limite è veramente altissimo!
Ne deduco quindi che il progetto è ottimo, valido e soprattutto interessante, anche perché va ad inserirsi in un settore che le grandi marche sembrano non considerare.
Dalla mia personale esperienza posso dire che molti biker potrebbero trovare maggior divertimento e sicurezza nel pedalare una 29er come questa piuttosto che rimanere “appollaiati” su pesantissime e altissime All Mountain biammortizzate che oggi tanto vanno di moda (non dimentichiamoci di quanto sia in alto il movimento centrale di una moderna mtb full da 26” con almeno 140-150mm di escursione!).
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