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Stumpjumper FSR 29er | parte seconda

Sabato è il giorno dedicato alle uscite lunghe in MTB. Peccato che oggi piove, ma le previsioni dicono che migliorerà

Testo e foto di CROPCIRCLE

Uscendo passo vicino al dealer Specialized della mia zona e cosa vedo: dei modelli 2010 tra cui la nuova StumpJumper FSR 29er COMP, quella nera e oro!

Mi fermo incuriosito: non sono in vendita, sono campioni da esporre il giorno successivo alla gara di campionato italiano, poi faranno ritorno alla casa madre.

“Però mi piacerebbe proprio provare questa nuova SJ 29er!”

Il dealer mi conosce bene, una telefonata e … FATTA ! Per qualche ora la FSR è mia!

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Mentre sta smettendo di piovere, vado nel mio garage per settare le sospensioni, cambio anche attacco manubrio che quello di serie da 75mm x me è troppo corto ed anche la sella. Prendo le misure e faccio un confronto diretto con la mia modello 2008 stessa taglia M: cambia si il tubo orizzontale che è più corto, ma di 5mm soltanto. Anche l’altezza mov. passa a 340 mm ma sulla mia ero già a 335 avendo montato la stessa forcella da 120 mm ed un diverso ammortizzatore.

 

oldenewQuesta versione a differenza di quella a catalogo monta 2 gomme Eskar da 2.3 ed infatti noto subito che quella posteriore passa giusta giusta.

Forse inizialmente si pensava a questo set, ma poi visto la realizzazione del carro si è deciso di ridurre le dimensioni della gomma per lasciare maggior spazio?

Il manubrio è flat da 68cm, proprio la larghezza che uso io.

Direi che questa versione 2010 è decisamente “endurizzata”: telaio idroformato con sterzo conico, tubo piantone maggiorato nella parte bassa, poi 130mm di escursione su di una 29er non hanno nulla da invidiare a 150mm su di una 26”.

L’angolo sterzo da 69° anche se paga qualcosa in termini di maneggevolezza nello stretto stretto rispetto alle MTB con angoli più chiusi direi invece che va bene per un uso AM dove preferisco avere maggior stabilità e una ruota ben posizionata (non troppo “sotto”) sui tratti molto ripidi e sui gradoni.

Basta adottare una tecnica di guida un po’ diversa allargando la curva e guidando decisi.

Anche il carro ha una lunghezza contenuta 449mm (1mm in più del vecchio modello) insomma è proprio come piace a me.

Messa sulla bilancia: 12.840 grammi senza pedali. Considerato la tipologia di MTB e che solo il pacco pignoni LX 12–36 pesa più di 400 grammi direi proprio che va bene ed è alla pari dei modelli di questa categoria.

 

Un timido sole si intravede: ha smesso di piovere, il terreno sarà sicuramente umido, ma andiamo a provarla e vediamo come va !

testedLa posizione sulla MTB è comoda, abituato alla precedente versione mi ci ritrovo. Vero che sarei a cavallo tra la misura M ed L, ma preferisco rimanere sulla taglia inferiore che essendo più compatta è più maneggevole.

Un allungamento della pipa manubrio da 75 a 100mm ci sta.

 

In pedalata con l’ ammortizzatore in posizione bloccata, spingendo sui pedali la SJ non manifesta flessioni, grazie al telaio decisamente robusto si pedala molto bene.

Con il propedal inserito pedalando sui terreni più sconnessi la SJ avanza senza indecisioni, mettendo sotto alle ruote anche gli ostacoli di maggior dimensione che vengono assorbiti dall’ ottima sospensione posteriore, senza trasferite urti al biker.

Ho provato anche a pedalare in un campo agricolo, con terra smossa e solchi ruota dei trattori ma la SJ sembra digerire tutto, basta pedalare con agilità e si avanza anche sui terreni più indecenti.

 

In curva la SJ rende al meglio con una guida energica e veloce. La forcella con PP20mm e lo sterzo conico danno la sensazione di un avantreno granitico che non si muove dalla traiettoria impostata anche sugli ostacoli.

Sulle curve veloci si ha la sensazione di poter osare ancora di più grazie anche alla gomma ESKAR che mi ha stupito per ottimo grip sul bagnato.

Sullo stretto l’angolo aperto da la sensazione di uno sterzo un po’ pigro ma, come già detto, è solo questione di prenderci la mano, impostando la curva con un raggio un po’ più largo entrando anche veloci senza paura di perdere l’ appoggio, cosa per altro mai successa anche appoggiando la ruota su pietre o radici umide. Il retrotreno con un carro compatto ed una sospensione valida segue a ruota.

 

headIn salita sullo sterrato conviene sempre tenere il propedal attivo per aver un’ottima trazione anche nei tratti più ripidi o sconessi.

Il telaio rigido aiuta anche in questa situazione e nonostante i 13kg la SJ non da l’impressione di essere pesante.

La sospensione lavora bene senza la sensazione di “sedersi troppo” che invece a volte si riscontrava sulla vecchia versione.

La ruota anteriore non ha scarti e mantiene la traiettoria senza impegnare il biker nella guida ma lasciandolo concentrare sulla pedalata dove anche il rapporto più corto da 36 è utile negli strappi più duri per non appesantire troppo specialmente chi è abituato a pedalare più agile.

In discesa con l’ ammortizzatore ovviamente aperto, la SJ rende al meglio.

 

L’avantreno massiccio e granitico non da problemi.

La forcella REBA SL non ha i clic sui registri come la Team cui sono abituato, ma si riesce facilmente a trovare il settaggio ideale e si nota la maggior rigidità dello sterzo conico.

La sospensione posteriore è attiva anche sugli urti più piccoli e mantiene la ruota sempre incollata al terreno a tal punto da rendere la SJ poco propensa ad occasionali piccole acrobazie quali leggere derapate od occasionali saltelli sfruttando gli ostacoli naturali.

Si riesce invece ad impennare molto facilmente e questo è divertente ed utile per superare veloci canalette o ad esempio un piccolo tronco caduto di traverso sul sentiero e paratosi improvvisamente davanti: una leggera impennata e hop lo si è superato senza problemi.

Con il sag consigliato la sospensione post sembra invece indurirsi troppo a fine corsa, anche perché questa è una prerogativa degli ammortizzatori ad aria che sono molto progressivi.

Ho provato allora ad abbassare leggermente la pressione anche se questo comporta un maggior ondeggiamento della sospensione in pedalata, anche con il propedal inserito.

rearshoxCon un maggior sag però la SJ diventa ancora più performante in discesa, specialmente sui tratti più “tosti”: per ultimo dopo averci preso bene la mano, ho affrontato un sentiero già impegnativo in condizioni asciutte per la presenza di gradini artificiali con tronchi trasversali, rocce affioranti e pendenze dove la sella abbassata è obbligatoria.

Nonostante fosse bagnato mi è sembrato di farlo quasi meglio di come lo faccio con la mia FSR in condizioni asciutte !

Anche i freni ELIXIR sono potenti, ma specialmente molto progressivi e difficilmente si arriva al bloccaggio delle ruote nonostante il terreno della mia prova, lo ricordo, fosse sempre bagnato !

In conclusione direi che rispetto al precedente modello questa nuova SJ FSR non ha solo aumentato la corsa delle sospensioni di un 20% ma anche le prestazioni generali in percentuale forse anche maggiore spostandole decisamente su terreni “Enduristici” dove dà il meglio di se, senza pagare troppo sui terreni più scorrevoli, per i quali però Specialized propone in versione 29er la più leggera e “mite” EPIC con 100mm di escursione.

Proprio per questa sua indole enduristica avrei preferito un passaggio ruota comodo anche per una gomma post. come le Eskar 2.3 che mi hanno positivamente impressionato ma che sarà invece sostituita con una The Captain da 2.00” restando solo all’anteriore. Questo è comunque un telaio campione preserie ed è molto probabile che sulla versione definitiva saranno corretti alcuni dettagli.

Anche il fatto di avere un ammortizzatore con un attacco specifico che non consente facilmente eventuali sostituzioni con altri standard, per un customizzatore come sono io non è il massimo.

Sarebbe interessante provare anche altri modelli con pari escursione come la Sultan, la RIP9 o la nuova Rumblefish di Fisher per una comparativa.

Direi però che, per chi fosse interessato ad una MTB di questa categoria, questa SJ FSR versione Comp dovrebbe essere presa in seria considerazione, visto anche il suo prezzo pari a 2290,00 euro.

 

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